Cronaca

Il ghetto di via provinciale S.Vito

BRINDISI - C'è qualcosa di più del caos tipico di uno sgombero, in quel che resta nel capannone fatiscente di via Provinciale S.Vito che per anni è stato adibito a dormitorio per gli immigrati, soprattutto africani. C'è la traccia della condizione di promiscuità e mancanza di igiene pressoché totale in cui hanno vissuto pur di restare in Italia, chi attendendo un lavoro dopo il riconoscimento dell'asilo politico, chi il riconoscimento stesso.

BRINDISI - C'è qualcosa di più del caos tipico di uno sgombero, in quel che resta nel capannone fatiscente di via Provinciale S.Vito che per anni è stato adibito a dormitorio per gli immigrati, soprattutto africani. C'è la traccia della condizione di promiscuità e mancanza di igiene pressoché totale in cui hanno vissuto pur di restare in Italia, chi attendendo un lavoro dopo il riconoscimento dell'asilo politico, chi il riconoscimento stesso.

Il Comune di Brindisi ha un progetto in piedi a Tuturano per un centro adeguato a fornire ospitalità dignitosa, nel frattempo ci sarà qualche mese da trascorrere nella ex scuola del quartiere Perrino, una delle periferie più problematiche di Brindisi. Ma c'è posto solo per 8o persone. Gli altri a partire da questa sera sono affidati a se stessi. Molti andranno via, in altre città, forse con un biglietto pagato dal Comune.

In via Provinciale S.Vito dovrebbe partire un altro progetto di bonifica, ristrutturazione e messa a norma, per ritrasformare la struttura nuovamente in centro di accoglienza. Salvo cambi di indirizzo. Ecco, intanto, le immagini fornire dal Comune sullo stato del luogo dopo lo sgombero, al quale i giornalisti hanno potuto assistere solo dall'esterno.

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