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Mary Semeraro insieme al marito

Mary Semeraro insieme al marito

Il marito è malato, lei non può ritirare il suo stipendio: “Aiutateci”

Appello della moglie di un porta lettere: "Ci hanno detto di rivolgerci a un notaio, ma non possiamo permettercelo"

BRINDISI – Il marito, afflitto da una grave malattia, è allettato, ma lei non può andare a riscuotere il suo stipendio. Mary Semeraro, moglie di Enrico, un porta lettere delle Poste Italiane, si ritrova a fronteggiare uno dei tanti paradossi della burocrazia italiana. La donna ha deciso di raccontare la sua vicenda a BrindisiReport, nella speranza che qualcuno possa aiutare la sua numerosa famiglia, composta da padre, madre e sei figli (il più piccolo ha 13 anni, la figlia maggiore ne ha 23).  Perché senza quello stipendio da 700-800 euro al mese, diventa difficile andare avanti. 

In una lettera inviata in redazione, Mary chiede aiuto. “Voglio solo far valere i diritti di mio marito – spiega –non chiedo nulla di più”.  Il malcapitato da un anno e mezzo è in malattia. Nell’ultimo periodo le sue condizioni sono peggiorate drammaticamente, fino a costringerlo a letto 24 ore su 24.

“Domani (lunedì 27 agosto, ndr) – racconta la consorte – come il 27 di ogni mese, dovrebbe riscuotere il suo stipendio. Fino allo scorso mese ha potuto farlo lui. Ma adesso non può andare in ufficio, perché non riesce a camminare. Consapevole di questa situazione, ho chiesto se ci fosse un altro sistema per riscuotere lo stipendio, senza che il diretto interessato andasse a ritirarlo personalmente. Una dipendente mi ha spiegato che non c’è altra soluzione che quella di rivolgersi al notaio”.

Ma la famiglia di questo sfortunato lavoratore, residente in un alloggio popolare al rione Bozzano, non può permettersi le spese notarili. “Solo in medicine ed altri articoli sanitari – prosegue Mary – pur avendo diritto all’esenzione, se ne vanno quasi 60 euro al mese. E quindi – si chiede – cosa dovrei fare? Devo aspettare che mio marito muoia, per percepire una misera pensione?”.

Mossa dalla disperazione, Mary lancia un appello tramite BrindisiReport. “Possibile che non si possa fare una delega – si chiede ancora la donna – per ritirare lo stipendio di un congiunto impossibilitato ad alzarsi dal letto? Possibile che non si possa trovare un’altra soluzione? Nei prossimi giorni non so se riuscirò a mettere qualcosa a tavola per i miei figli. Siamo stanchi e ci sentiamo soli. Se qualcuno potrà accogliere questo mio sfogo, gliene sarei grata”. 

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