Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Furti nelle aziende, parla Marinò: "Servono soluzioni, non un colpevole"

«Non accuso nessuno, chiedo solo aiuto. Non mi interessa di chi sia la colpa, non voglio sapere chi non ha preso provvedimenti subito. So solo che abbiamo bisogno di essere aiutati. Oggi serve una soluzione, non un colpevole»

BRINDISI - «Non accuso nessuno, chiedo solo aiuto. Non mi interessa di chi sia la colpa, non voglio sapere chi non ha preso provvedimenti subito. So solo che abbiamo bisogno di essere aiutati. Oggi serve una soluzione, non un colpevole». Dopo il furto nella discarica di servizio del termovalorizzatore e lo sventato furto all’AgustaWestland, dopo le razzie nell’area portuale e le rapine quotidiane in danno dei commercianti, il presidente di Confindustria Giuseppe Marinò lancia un appello alle istituzioni affinché, finalmente, qualcuno prenda l’iniziativa.

E sbandiera la lettera consegnata il 28 novembre 2014 al viceministro Filippo Bubbico, accorso a Brindisi dopo l’incendio all’auto del sindaco Consales. In quella lettera, che al sottosegretario fu consegnata brevi-manu e che è ancora in attesa di risposta, Confindustria non chiedeva un aumento delle forze dell’ordine o dei mezzi a loro riservati, ma soltanto «una migliore redistribuzione delle risorse».

Vale a dire?

«Chiediamo che il servizio notturno sia equiparato a quello diurno. Lo stesso numero di pattuglie in circolazione di giorno e di notte. La zona industriale non può essere abbandonata al calar del sole, anche perché, tra l'altro, è un'area molto schematica e facile da controllare. Forse basterebbe una sola pattuglia che la controlli stabilmente per garantire più sicurezza».

Quindi le telecamere non bastano?

«Gli impianti di videosorveglianza sono utili ma non rappresentano un deterrente, servono per prendere i delinquenti dopo che hanno commesso il furto. Ma se ad una azienda rubano quello che serve per lavorare, il danno non è solo riferito ai materiali rubati, ma alla perdita delle giornate di lavoro. Per non parlare della perdita la serenità necessaria per poter fare nuovi investimenti. La gente deve sapere che quando si colpisce un’azienda non si colpisce un solo imprenditore, ma una comunità intera». 

Siamo tornati indietro di anni?

«Non voglio fare certe affermazioni. Ma sotto l'aspetto della sicurezza c’è bisogno di dare un segnale di stabilità e controllo del territorio. Se dovessero continuare questi fatti, i continui furti, le rapine, di certo le imprese non sarebbero aiutate, e questo sarebbe un peccato, perché finalmente si avverte qualche segnale positivo...».

Polizia nella zona industriale di Brindisi Del tipo?

«L’economia del territorio, pur vessata dalla crisi, non perde colpi come accaduto in altre aree del Paese. Certo, abbiamo avuto una emorragia da parte di molte piccole imprese in difficoltà, ma le medie e le grandi tutto sommato hanno tenuto i livello occupazionali e questo è un dato confortante. È accaduto nel settore energetico, ma anche in quello chimico, nell’aerospaziale e nel farmaceutico. Qualcuno ha addirittura consolidato la sua presenza».

Si muove qualcosa anche nel Petrolchimico...

«Esatto, la fermata del Petrolchimico programmata dal primo di maggio fermerà Versalis, Basell, Enipower e nei momenti di maggior picco di attività, a maggio e giugno, saranno occupate 1200 persone, che per una provincia come la nostra sono tante. Non dimentichiamo che stanno andando avanti i lavori del carbonile di Cerano, e che la “GE Avio” ha annunciato lo spostamento di una linea di produzione dall'Olanda a Brindisi. Infine, ve lo dico in anteprima ma non posso fare nomi, stiamo seguendo due grosse aziende del territorio che, grazie a programmi di finanziamento della Regione Puglia, effettueranno rilevanti investimenti sul territorio, aumentando la loro capacità produttiva».

Dunque qualcosa di buono si muove.

«Complessivamente, seppur in un momento infelice, il sistema industriale tiene e rilancia. Se a questo aggiungiamo che comunque quest'anno il porto di Brindisi tornerà ad avere un ruolo attivo grazie ai più di 50 accosti per navi crociere, allora ci sono motivi per essere ottimisti. E tra le note positive io annovero anche la volontà di Grimaldi di investire su Brindisi. Poi certo ognuno ha la sua posizione e può criticare o suggerire soluzioni migliorative, ma non dobbiamo disconoscere che Grimaldi ha portato nuovo traffico. E che l’interesse di un grande operatore per un porto in crisi da anni, è una notizia importante».

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