Cronaca

Immigrazione clandestina, scafisti condannati a pagare multe milionarie

Multe milionarie e quasi 15 anni di carcere in tutto, per i quattro cittadini egiziani arrestati il 15 settembre scorso perché accusati di essere gli scafisti (insieme ad altre due persone poi rimesse in libertà) di quasi 600 migranti che giunsero in Italia su tre barconi partiti tutti da Bengasi (Libia). I quattro, tutti difesi dall'avvocato Dario Budano, nominato d'ufficio, sono stati giudicati con rito abbreviato

BRINDISI – Multe milionarie e quasi 15 anni di carcere in tutto, per i quattro cittadini egiziani arrestati il 15 settembre scorso perché accusati di essere gli scafisti (insieme ad altre due persone poi rimesse in libertà) di quasi 600 migranti che giunsero in Italia su tre barconi partiti tutti da Bengasi (Libia). I quattro, tutti difesi dall’avvocato Dario Budano, sono stati giudicati con rito abbreviato (col beneficio, quindi, dello sconto di un terzo della pena) che si è celebrato ieri martedì 12 maggio davanti al Gup Paola Liaci. Si tratta di Abdullah Helayel 24 anni, condannato a 3 anni 4 mesi e 20 giorni di reclusione oltre al pagamento di 1.858.000 euro di multa; 22 anni, anche lui condannato a 3 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione e pagamento di una multa di 1.858.000 euro; Ali Hassan Mohammed condannato a 3 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione e al pagamento di una multa di 1.223.000 euro e Tufiq Yehya Mohammad 40 anni, condannato alla pena alla pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione al pagamento di 1.800.000 euro di multa. Rispondono di favoreggiamento pluriaggravato dell'immigrazione clandestina.Il pattugliatore Diciotti in banchina a S.Apollinare-2

Assolto per non aver commesso il fatto, invece, il 56enne Abrahim Abu Yusaf Abrahim che è stato immediatamente scarcerato. Alla luce delle risultanze dell'incidente probatorio che si è celebrato il 29 settembre scorso, su richiesta del pubblico ministero Giuseppe De Nozza che ha coordinato le indagini per l'identificazione degli scafisti, fu revocata la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti dell'unico cittadino libico Saraj Al Walfali successivamente posto in libertà. Anche questi ultimi due sono difesi dall’avvocato Dario Budano.

L’arresto dei sei presunti scafisti fu operato dagli agenti della Squadra mobile della questura di Brindisi, diretta dal vicequestore Alberto Somma e dai militari della capitaneria di porto al comando del capitano di vascello Mario Valente, grazie alla collaborazione dell’equipaggio della nave che soccorse i migranti, il pattugliatore della guardia costiera Diciotti. Gli occupanti dei tre barconi furono tratti in salvo nel canale di Sicilia e poi trasferiti a Brindisi, nell'ambito dell'operazione Mare Nostrum. Alcuni membri dell’equipaggio del pattugliatore Diciotti filmarono le operazioni di soccorso e gli scafisti furono individuati quasi subito, alla loro identificazione poi contribuirono le testimonianze dei migranti, fu accertato che c’erano due scafisti su ogni barcone e che ogni fuggitivo (in tutto erano 594) aveva pagato 1500 euro, tra essi c’erano 102 minori. Il 29 settembre coloro che avevano contribuito all’individuazione degli dei responsabili degli sbarchi del 15 settembre 2014 furono chiamati a testimoniare nell’ambito dell’incidente probatorio chiesto dal pm proprio per “congelare” le prove da usare poi al processo.

Le pene previste dall'art. 12 delle Disposizioni contro l'immigrazione clandestina per i reati contestati ai 4 presunti scafisti (favoreggiamento pluriaggravato dell'immigrazione clandestina) arrivano sino a quindici anni di reclusione oltre le aggravanti, con multe fino ad 25mila euro per ogni persona trasportata, il Gup ha disposto anche la confisca dei beni sequestrati agli imputati. 

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