Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca Fasano

Immigrazione clandestina e truffa aggravata allo Stato: dieci arresti

Due persone sono finite in carcere e otto ai domiciliari. La guardia di finanza ha scoperto il raggiro: attraverso modelli di assunzione telematica Unilav alcuni imprenditori facevano ottenere illecitamente a cittadini extracomunitari il permesso di soggiorno per motivi lavorativi. Questi ultimi pagavano dai mille ai 6mila euro

Questa mattina (lunedì 27 giugno), la tenenza di Mola di Bari della guardia di finanza, coordinata dal I gruppo Bari, ha dato esecuzione ad un'ordinanza applicativa di misure cautelari personali – coercitive – emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica di Bari, nonché sequestri patrimoniali nella misura per equivalente. Nell’ordinanza vengono riconosciuti (con accertamento che, compiuto nella fase delle indagini preliminari, necessiterà della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa) gravi indizi di colpevolezza nei confronti di 16 indagati - dei quali dieci destinatari di misura cautelare personale (due in carcere ed otto ai domiciliari) – nonché, l’adozione nei loro confronti della misura patrimoniale del sequestro preventivo nella misura equivalente, finalizzata alla confisca, per complessivi 1.166.080,00 euro.

Tra gli arrestati c'è anche un imprenditore originario di Mola di Bari, domiciliato a Torre Canne di Fasano. E' agli arresti domiciliari. Gli altri sono un dottore commercialista e otto imprenditori locali operanti prevalentemente nel settore edile che, mediante la costituzione di fittizi rapporti di lavoro formalizzati attraverso modelli di assunzione telematica Unilav, hanno consentito a numerosi cittadini extracomunitari (453 soggetti di etnia indiana, cingalese, bengalese, pachistana e altre) di ottenere illecitamente, nel lasso temporale che va da 2013 al 2019, il rilascio e/o il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi lavorativi.

Le somme pagate da questi ultimi all’organizzazione criminale oscillavano dai mille ai 6mila euro per ogni singolo rapporto di lavoro fittizio consentendo di accumulare un profitto illecito stimato di euro 762mila euro. Alcuni dei soggetti intestatari dei falsi contratti lavorativi sono riusciti tra l’altro ad ottenere indebitamente dall’Inps l’erogazione dell’indennità di disoccupazione e di malattia (i cui importi sono stati opportunamente ricostruiti grazie alla collaborazione dello stesso ente), nonché, in altri casi, per la percezione di rimborsi Irpef comunque non spettanti, per un danno alle casse dello Stato di complessivi 281.579,82 euro.

Inoltre, durante l’attività d’indagine sono acquisiti elementi probatori pertinenti alla sottrazione di beni mobili ed immobili ad un soggetto non in grado di intendere e di volere per 267.232,22 euro. Agli indagati viene contestato il concorso a vario titolo di molteplici reati, tra i quali il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (articoli. 2 e 12 del Dlgs 286/98), l’associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato (articoli 416 e 640 codice penale) e, per tre di essi, il delitto di circonvenzione di persone incapaci (articolo 643 codice penale).

I provvedimenti cautelari sono intervenuti in esito ad un’articolata attività investigativa, condotta dalla tenenza di Mola di Bari sotto l’egida dell’ufficio del pubblico ministero, che ha permesso di accertare allo stato (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) le diverse tipologie di delitti commessi dal sodalizio criminale grazie a numerosissime e sofisticate tecniche d’intercettazione supportate dall’analisi della documentazione amministrativa acquisita nel tempo, consentendo di poter stimare l’illecito profitto conseguito complessivamente conseguito dagli indagati in oltre un milione di euro.

L’azione dei finanzieri testimonia il continuo impegno del corpo nella lotta all’indebito accesso alle prestazioni assistenziali e alle misure di sostegno al reddito, a garanzia dell’effettivo sostegno alle fasce più deboli della popolazione, particolarmente danneggiate dalla crisi economica e sociale conseguente all’emergenza pandemica.

Articolo aggiornato alle 11:50 (ulteriori dettagli)

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