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Incarichi affidati dal Comune, altre perquisizioni

Finanzieri negli uffici di tre professionisti: acquisiti file e mail sulle progettazioni affidate senza gara. Verifiche su quella dello shuttle che risale al 2013 e comprende la fermata di interscambio, le pensiline, la passerella del Cillarese e il nuovo ingresso dell'aeroporto. Copiato il contenuto dei computer in uso all'Urbanistica

BRINDISI – La Procura di Brindisi ha chiesto copia di tutti i file contenuti nei computer in uso negli uffici delle ripartizioni Urbanistica e Lavori pubblici del Comune di Brindisi, così come in quelli dei quattro sotto inchiesta, Pasquale Luperti, Fabio Lacinio, Teodoro Indini e Luigi Dell’Atti, a cui si aggiungono quelli di altri tre professionisti non indagati ma destinatari di decreti di perquisizione.

Il percorso dello shuttle-2Sono tre ingegneri che in gruppo hanno lavorato per la società Tps, Transport Planning Service di Perugia, una fra le più note in Italia e in Europa, della elaborazione di soluzioni per sistemi di trasporto e di consulenze anche per Pubbliche Amministrazioni: alla Tps il Comune di Brindisi ha affidato la “progettazione architettonica degli spazi infrastrutturali relativi allo shuttle di collegamento tra l’aeroporto e la rete ferroviaria”.

L’incarico risale al 2013 e il pool ha lavorato da giugno a settembre dello stesso anno occupandosi più esattamente della progettazione preliminare della fermata di interscambio fra treno e metro bus, delle pensiline, della passerella per il Cillarese e del nuovo ingresso dell’aeroporto del Grande Salento”. Aspetti sui quali il pubblico ministero Iolanda Daniela Chimienti ha disposto approfondimenti tali da richiedere perquisizioni anche negli studi professionali di Perugia, riconducibili alla sede operativa della Tps e non solo quella legale.

I tre, fra i cui risulta esserci anche l’amministratore unico, non sono indagati: non hanno ricevuto né un avviso di garanzia, né un avviso di proroga, c’è stata la visita dei finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria ai quali è stata delegata l’attività di acquisizione di documenti su carta e su supporti informatici, tra computer, tablet e telefonini.

I militari hanno proceduto nelle stesse forme e con le stesse modalità seguite  giovedì scorso a carico dei quattro sotto inchiesta, sembra nel filone dell’affidamento della progettazione di Cala Materdomini, l’ex spiaggia degli ufficiali della Marina militare che l’Amministrazione guidata da Mimmo Consales ha avvisato alla riqualificazione con l’obiettivo di realizzare una spiaggia pubblica a disposizione della città.

Una veduta aerea di cala Materdomini-3L’incarico è stato affidato a Luigi Dell’Atti architetto di Brindisi con studio professionale a San Pietro Vernotico, a fronte di un corrispettivo di ventimila euro, più Iva, dunque sotto la soglia dei 40mila euro stabilita dal legislatore. Le perquisizioni sono partite da San Pietro Vernotico, per arrivare a Brindisi nella sede del settore Urbanistica  del Comune di Brindisi, nonché nelle abitazioni del dirigente della ripartizione Fabio Lacinio e dell’ex assessore Pasquale Luperti, ricandidato nella lista di Impegno sociale. Nel caso di Indini, il funzionario ha messo a disposizione il computer Apple usato in ufficio.

Tutte le copie dovrebbero essere terminate a giorni. I primi computer a essere restituiti dovrebbero essere quelli di Dell’Atti, al quale è stato sequestrato un pc, di Luperti, due pc. Probabilmente qualche giorno ancora sarà necessario per copiare tutti i file presenti nei computer dei computer del Comune, da quello usato sino allo scorso mese di febbraio da Luperti a quello del dirigente Lacinio.

Per tutti e quattro le ipotesi di reato sono due: turbata libertà nella scelta del contraente, per cui “salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, turba il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente  al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032”e falso ideologico.

Sono state contestate già dalla fine del 2015, ma solo il 15 febbraio scorso sono state comunicate sotto forma di proroga delle indagini (appunto già in essere): l’avviso è stato notificato a Luperti (assistito da Massimo Ciullo), Dell’Atti (difeso dall’avvocato Massimo Manfreda) e Lacinio (avvocato Roberto Cavalera). Il nome di Indini è stato aggiunto in un secondo momento.

La Procura sostiene di aver accertato i fatti contestati il 17 maggio scorso, da qui la necessità di procedere con gli atti a sorpresa, ossia con le perquisizioni che sono state estese a Perugia e che sembrano allargare lo spettro delle indagini.

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