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Marittima scomparsa dalla Msc: "Il cadavere trovato a Lignano non è il suo"

Non apparterrebbe alla marittima brasiliana della Msc Musica scomparsa dalla nave lo scorso 19 giugno il corpo rinvenuto lo scorso 12 luglio a Lignano Sabbiadoro. La Procura di Brindisi indaga per omicidio volontario

BRINDISI – Non apparterrebbe alla brasiliana scomparsa il 19 giugno dalla nave da crociera Msc il cadavere (presumibilmente) di una donna trovato lo scorso 12 luglio a Lignano Sabbiadoro (Udine). Resta ancora un mistero cosa sia accaduto alla 36enne Scheuer Souza, la marittima che prestava servizio a bordo della nave, svanita nel nulla dopo la partenza da Venezia.

La Procura di Brindisi, attraverso una nota diramata nella giornata odierna, chiarisce che “il corpo rinvenuto in ‘avanzato stato di decomposizione’ in prossimità della foce del fiume Tagliamento, al largo di Lignano, è apparso, già nell’immediatezza del ritrovamento, poco compatibile con quello della donna scomparsa poco più di dieci giorni prima, poiché è risultato essere, come segnalato dalla stampa, ‘dilaniato dalla lunga permanenza in mare”.

“E’ del tutto infondata, dunque – si legge ancora nel comunicato a firma del sostituto procuratore anziano reggente la Procura, Raffaele Casto ScheuerSouzaSimone-2– l’informazione secondo la quale sarebbe ‘probabile’ la ‘identificazione del corpo’ trovato nelle acque di Lignano come ‘quello della marittima brasiliana”.

Sull’accaduto indaga il pm Milto Stefano De Nozza, che immediatamente dopo la comunicazione della notizia della scomparsa aprì un fascicolo a carico di ignoti per il reato di omicidio volontario. I membri dell’equipaggio si accorsero della scomparsa della 26enne durante la navigazione da Venezia a Brindisi, dove la Msc ha ormeggiato, in ritardo rispetto al programma a causa di una sosta di oltre un’ora effettuata al largo di Pescara, il 19 giugno.

“Non è dunque corretta l’informazione diffusa secondo la quale – chiarisce ancora Raffaele Casto riguardo al contenuto di un articolo di giornale – ‘trascorsi alcuni giorni è giunta a Brindisi una notizia di reato’”. Già il 19 giungo, infatti, il pm delegò le indagini al personale di polizia di frontiera di Brindisi al comando del vicequestore Mario Marcone, con un ampio ventaglio di ipotesi che spaziava dall’allontanamento volontario dalla nave, se pur in navigazione, all’omicidio doloso, passando per la caduta accidentale in mare, il suicidio, l’omicidio colposo e l’omicidio preterintenzionale.

La marittima, addetta alla pulizia di alcune parti della nave, è stata vista per l'ultima volta la mattina del 18 giugno, a circa venti miglia dal porto veneto. Quel giorno la straniera doveva osservare un turno di riposo. I colleghi cominciarono ad allarmarsi quando la collega non si presentò per prendere servizio.
 

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