Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Infiltrazioni d’acqua per la pioggia, impresa chiede i danni al Comune

Atto di citazione della società New House di Brindisi: 45mila euro da risarcire. Il processo partito dal ricorso dell'agenzia immobiliare White House che aveva avuto in leasing il complesso di via Torpediniera Perseo

Processo civile in corso per le infiltrazioni in alcuni immobili di via Perseo, nella foto in basso

BRINDISI – Una palazzina di via Torpediniera Perseo, nella zona della Sciaia, a Brindisi, e le infiltrazioni d’acqua lamentate dai condomini sono al centro del processo per risarcimento danni nel quale è finito anche il Comune perché l’impresa costruttrice, la New House del capoluogo, ha citato l’Amministrazione sostenendo l’esistenza di un nesso di causa-effetto tra le piogge, la scarsa manutenzione a carico dell’Ente e i disagi dei residenti.

La somma, al momento, oggetto di contestazione ammonta a 44.708 euro e 68 centesimi, oltre Iva, e deriva da una consulenza tecnica disposta dal presidente del Tribunale. Perizia che l’Amministrazione non condivide, stando a quanto sostengono i funzionari del settore Lavori Pubblici secondo i quali “le motivazioni addotto sono pretestuose e prive di fondamento logico e tecnico”. Da qui la decisione di costituirsi nel giudizio, per “resistere” e di affidare incarico per la difesa degli interessi e delle ragioni del Comune agli avvocati interni Francesco Trane e Monica Canepa in occasione della prossima udienza, prevista per gli inizi del mese prossimo.

L’atto di citazione della New House di Brindisi, sede in corso Garibaldi, legale rappresentante Teodoro Cito, è stato notificato al Comune il 3 dicembre scorso e si riferisce a un giudizio già pendente davanti al giudice civile per effetto dell’azione dell’agenzia immobiliare White House, anche questa con sede a Brindisi.

La storia è la seguente: con un atto notarile il 5 maggio 2011 la società per azioni Centro leasing sud acquistava dalla New House, impresa costruttrice, quattro unità immobiliari, di cui due al secondo piano e le altre due al seminterrato, nonché un box auto e un posto scoperto, in via Torpediniera Perseo, al civico 7. Il complesso immobiliare, poi è stato trasferito nella disponibilità della società White House in forza di un contratto di leasing immobiliare.

via Perseo, Sciaia 4-2Due anni più tardi ed esattamente il 14 novembre 2013, in seguito alle piogge di quel periodo, gli immobili “sarebbero stati interessati da fenomeni di copiose infiltrazioni d’acqua e da altre problematiche, tutto contestato alla società costruttrice”. White House, quindi, chiama in giudizio la New House per ottenere “azione di garanzia per vizi e difetti denunciati, nonché il risarcimento dei danni per il ripristino delle parti murarie, previa consulenza se disposta dal giudice”.

A questo punto New House chiama in giudizio il Comune di Brindisi e il Tribunale dispone l’indagine peritale, nominando l’architetto Marco Schena come consulente tecnico d’ufficio. Il Ctu, a sua volta, ha “acclarato la sussistenza dei vizi e dei difetti lamentati  e ha quantificato i costi complessivi in 44.708,68 euro per l’eliminazione delle cause e la rimozione dei danni”.

Il 26 giugno 2015 White House chiede al Tribunale di condannare al pagamento la New House, aggiungendo al conto le spese e i compensi per il Ctu pari a 2.544 euro. Ma quattro mesi dopo, New House si costituisce in giudizio con il proprio avvocato, secondo il quale sono “infondate le contestazioni mosse, nonché le conclusioni del consulente tecnico” perché quest’ultimo avrebbe “omesso di verificare se vi fosso stata o meno la responsabilità del Comune di Brindisi, limitandosi ad escluderla sulla base di presunzioni”.

Per il civilista che assiste New House, al contrario, è necessario l’approfondimento di questo aspetto e di conseguenza è stata chiesta la citazione dell’Amministrazione in qualità di terzo. Istanza che il giudice ha accolto, fissando la prossima udienza. Tutti in Tribunale, quindi, White House, New House e Comune. E parola al giudice.

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