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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca Carovigno

“Sono pieno di cocaina addosso, qui spariscono i pupieddi”

Indagati in silenzio. Simonetta Misseri: “Mai stata cassiera di mio figlio, è un equivoco”

BRINDISI – “Muoviti che me ne devo scappare, sono pieno di cocaina addosso: la diamo a cento euro al grammo”. Temeva di essere arrestato dai carabinieri, Nicholas Lanzillotti 22 anni, di Carovigno, e aveva fretta di consegnare la “pietra” a una “signora” e poi a un ragazzo al quale avrebbe venduto otto “birilli chiamati pupieddi al prezzo di trecento euro”.

Gli interrogatori

LANZILOTTIO Nicholas, classe 1996-3L’arresto, per mano dei militari del Nor di San Vito dei Normanni al comando del tenente Alberto Bruno, c’è stato a distanza di quasi un anno da quelle conversazioni. Lanzillotti è ritenuto figura di primo piano, in carcere con l’accusa di spaccio di sostanza stupefacente da due giorni: oggi ha opposto la facoltà di non rispondere al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di  Brindisi in sede di interrogatorio di garanzia, alla presenza del suo difensore, l’avvocato Mario Guagliani.

Stessa scelta per quasi tutti gli altri indagati arrestati nel blitz, a cominciare da Giuseppe Antico, 23 anni, di Brindisi, detto "carota o carotino", considerato il fornitore della piazza carovignese, con base operativa nella sua abitazione, in una palazzina di via Cellini, nel rione Sant’Elia.

Ha risposto al gip, infatti, anche Ugo Uggenti difeso dall'avvocato Alberto Magli.  Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, Uggenti ha rappresentato al giudice la propria totale estraneità al reato di detenzione di sostanza stupefacente che gli è stata contestata in relazione ad un solo episodio che sarebbe avvenuto il 20 settembre 2017. Uggetti, con dovizia di particolari e precisi elementi, ha raccontato al gip la propria versione dei fatti offrendo una diversa lettura del contenuto delle intercettazioni telefoniche.

Nel capo di imputazione si fa riferimento a 20 grammi di cocaina, fatto che secondo la difesa non trova alcun riscontro negli atti processuali e nelle stesse intercettazioni ambientali e telefoniche effettuate dai carabinieri come ha evidenziato lo stesso in dagato durante l'interrogatorio, dichiarandosi assolutamente estraneo all'ipotesi di reato attribuitagli e come si propone di dimostrare nel corso delle prossime settimane. 

In carcere sono finiti anche Leonardo Di Latte, 34 anni, di Carovigno; Stefano Lospedale, 23 anni, di Carvigno; Mirco Scatigna, 24 anni, di Carovigno, detto "Sceriffo"; Cosimo Nacci, 32 anni, di Mesagne. Poi  Pasquale Camposeo, 19 anni, di Carovigno, Salvatore Carrone, 19 anni, di Carovigno, Pierluigi Carlucci, 21 anni, di Carovigno, Simonetta Misseri, 47 anni, di Carovigno, Gianmarco Prodi, 25 anni, di Carovigno, Iolanda Saponaro, 41 anni, di Carovigno, Ugo Uggenti, 33 anni, di Carovigno, Salvatore Lanzilotti, 27 anni, di Carovigno.

Madre e figlio

Ha voluto affrontare l’interrogatorio per rivendicare la propria estraneità ai fatti Simonetta Misseri, 47 anni, di Carovigno (foto in basso), madre di Nicholas Lanzillotti: “Non sono mai stata la cassiera di mio figlio”, ha detto, alla presenza dei difensori Mario Guagliani e Gianmarco Lombardi. La donna ha voluto spiegare il contenuto di una intercettazione riportata nel provvedimento di arresto: “E’ vero che si parla di denaro, ma la somma era riferita al credito che avevo nei confronti di un uomo che è omonimo di uno degli arrestati”. L’indagata avrebbe fornito elementi per risalire alla persona alla quale lei si riferiva. Si sarebbe trattato, quindi, secondo i penalisti di un equivoco che può essere chiarito.

Fonti di prova

MISSERI Simonetta, classe 1971-3Elementi posti a base dell’accusa sono le intercettazioni, sia telefoniche che ambientali, ascoltate soprattutto nei mesi estivi dello scorso anno, in particolare tra luglio e agosto, nelle ore notturne.

“Risulta dalla conversazione in modo palese che con il termine di pietre si fa riferimento alla cocaina, altrimenti il dialogo avrebbe un contenuto surreale, giacché si parla anche del frazionamento delle dosi e dei guadagni della vendita”, si legge nel provvedimento di arresto firmato dal gip Stefania de Angelis, su richiesta del sostituto procuratore Simona Rizzo.

La sparizione dei pupieddi

L’ascolto ha permesso ai carabinieri di procedere praticamente in diretta alla scoperta dei nascondigli della droga e al sequestro, determinando una preoccupazione tra gli indagati. Alcuni però, più che ai militari, pensavano a furti compiuti da altri. Determinante, secondo l’accusa, l’intercettazione del primo agosto 2017 tra Nicholas Lanzillotti e Stefano Lospedale perché il primo “precisa al suo interlocutore che, a partire da quella serata, si sarebbe sempre portato a casa lo stupefacente in virtù di una sparizione e della conseguente sfiducia nutrita nei confronti di qualcuno, sospettato di aver sottratto la cocaina”.

E ancora: “Qui spariscono i pupieddi come se fosse acqua”, dice, dopo aver raggiunto un terreno in campagna. “Stasera me li porto a casa, non ti poi fidare di nessuno”. Nel collegio difensivo anche gli avvocati Cinzia Cavallo e Andrea D'Agostino.

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