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Assenteismo e peculato: escluse misure interdittive per altri 9 indagati

Cade l’ipotesi di applicazione di una misura interdittiva nei confronti di nove degli indagati dell’inchiesta sui casi di assenteismo e peculato al Comune di Erchie. Lo ha deciso il giudice delle indagini preliminari Stefania De Angelis

ERCHIE – Cade l’ipotesi di applicazione di una misura interdittiva nei confronti di nove degli indagati dell’inchiesta sui casi di assenteismo e peculato al Comune di Erchie. Lo ha deciso il giudice delle indagini preliminari Stefania De Angelis. La misura della sospensione dal pubblico ufficio, in questo caso, era vincolata all’esito degli interrogatori di garanzia, mentre per sei altri imputati la sospensione già notificata è stata revocata sempre dopo l’interrogatorio davanti al gip.

I difensori fanno sapere che Sono state ritenute sufficienti sia dal giudice per le indagini preliminari che dal pubblico ministero le giustificazioni fornite nel corso degli interrogatori sulle circostanze di truffa, peculato d'uso e falso rilevate dagli investigatori della compagnia di Francavilla Fontana e dal sostituto procuratore Valeria Farina Valaori.

Il gip questa mattina ha dunque emesso  ordinanza di non doversi provvedere all'applicazione della misura interdittiva della sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio nei confronti di Giuseppe Morleo, Domenico Melechì, Giovanni Urselli, Ercole Alessandro Margheriti, Nicola Leo, Antonella Resta, Vincenzo Colaci, Cosimo Fanuli e Maria Rosaria Coppola.

Il pm, dal canto proprio ha revocato la richiesta formulata in precedenza, sempre all’esito degli interrogatori nel corso dei quali gli indagati e i rispettivi avvocati hanno prodotto documentazione giustificativa delle condotte e dei fatti contestati ad ognuno.

Sempre col parere del pm, nella mattinata di sabato 18 febbraio il gip Stefania De Angelis aveva revocato la misura interdittiva applicata nei confronti di altri sei dipendenti: Carmelo Ciccarese, Lucia Fanuli, Antonello Gennaro, Agata Rodi, Alda Anna Maria Tanzariello e Antonio Gigli.

Gli indagati sono difesi, tra gli altri,  dagli avvocati Raffaele Missere, Mario Guagliani, Nicola Massari, Dario Budano e Emilia Aversa. L’inchiesta della Guardia di Finanza è partita da una segnalazione di una dipendente con contratto part time, gli indagati sono venti in tutto inclusi sindaco e vice sindaco, e i casi presi in considerazione vano dall’assenteismo al peculato collegato all’uso di buoni benzina del Comune e auto di servizio utilizzate per usi personali.

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