Cronaca

Intervento/ Inutili e pericolosi quei pali installati al centro di via Tor Pisana

Da innamorato (non ricambiato) di Brindisi, città dalla indescrivibile architettura geografica, di memoria messapica, romana e medioevale, città dei due castelli e del magnifico porto, mi ritrovo a dover spesso constatare come di sola memoria, ormai, si vive nella citta che, svuotata dell’utile, sogna l’irraggiungibile

BRINDISI - Da innamorato (non ricambiato) di Brindisi, città dalla indescrivibile architettura geografica, di memoria messapica, romana e medioevale, città dei due castelli e del magnifico porto, mi ritrovo a dover spesso constatare come di sola memoria, ormai, si vive nella citta che, svuotata dell’utile, sogna l’irraggiungibile.

Ma accantonando le arcaiche memorie (beata l’ignoranza delle antiche gesta…), nel tentativo di sopravvivere in una città che fa di tutto per agevolare la fuga degli ultimi cervelli rimasti, mi ritrovo a dover affrontare la quotidianità cittadina, silenziosamente colpito da dettagli che, giorno dopo giorno, rendono sempre più flebile quell’amore di cui inizialmente narravo.

Percorro Via Tor Pisana almeno due volte al giorno e nell’ultima settimana ho visto nascere e crescere due bei pali segnaletici verticali nel bel mezzo della carreggiata, collocati su robuste piattaforme di cemento sopraelevate a difesa dell’attraversamento pedonale.cartello Benvenuti a Brindisi-2

Per carità, i pedoni hanno estremo bisogno di essere tutelati in questo lembo di “civiltà” che stenta ancora a comprendere perché mai chi va a piedi possa talvolta avere la precedenza su chi va in macchina… Riflettevo, però, come anche i tanti ciclisti possano avere qualche diritto e magari, in via subordinata, lo possano avere anche i motociclisti, non fosse altro che entrambe le categorie, notoriamente, aiutano a snellire il traffico urbano abbattendo notevolmente l’emissione di gas inquinanti.

Mi riesce pertanto difficile comprendere il ragionamento di chi, nel pieno centro di una via ad alto scorrimento lunga e larga, in presenza di strisce discontinue, abbia deliberatamente posizionato dei blocchi mortali, rigidi ed impettiti, utili ad incontrare quanto prima il Creatore magari di sera nell’atto di superare un veicolo più lento…

Poi ritorno in me e ricordo a me stesso dove mi trovo. Prendo un bel respiro e proseguo verso la mia meta cercando di dimenticare in fretta. Cerco di dimenticare come, negli ultimi quindici anni, gli insanabili deficit della bella Brindisi siano stati camuffati saziando lo sguardo più che la Rifiuti in via Fratelli Cervi-2pancia, imbellettando senza progetti, camuffando non avendo più speranze.

Ora che, per giunta, non ci sono più soldi da spendere in ettari di parchi, viali alberati e prati inglesi, si cerca di ammaliare il cittadino con il “marketing stradale”.

Via libera, quindi, ai passaggi pedonali in bianco/rosso dimenticando però di potenziare l’illuminazione artificiale, avanti con la pedonalizzazione del Centro proprio prima di Natale per la gioia dei quasi estinti commercianti (non bastava aver desertificato il lungomare Regina Margherita?), degli autobus non sentiamo un grosso bisogno quindi che si fermino al massimo in Piazza Cairoli e chi vive alla Sciaia perché mai dovrebbe insistere nel voler una motobarca che lo porti in Centro… Di contro su ogni arteria di penetrazione abbiamo dei favolosi pannelli luminosi che ci informano, ebbene si, che siamo nella Città di Brindisi e per le esigenze personali, poi, è sempre possibile chiedere a qualcuno di invertire o creare sensi unici, creare stalli per auto o divieti di sosta ove più opportuno, spostare o addirittura sopprimere fermate degli autobus…

Che importa che anche oggi davanti casa abbiamo una discarica a cielo aperto o che l’ultima grande industria sta per salutarci, che il porto rimarrà senza navi e che si muore di cancro respirando più inquinanti che ossigeno… abbiamo dei segnali stradali nuovi di zecca e questo ci farà stare di buon’umore… a patto di non andare troppo veloci in bici!

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