Cronaca

Ipsia Ferraris: nessuna soluzione in vista. "Pronti a marciare su Roma"

I 600 ragazzi dell'istituto professionale sono ancora senza scuola. Stamani lezione all'aperto presso il parco Cillarese, dove è arrivato Eugenio il Genio di Striscia la Notizia

BRINDISI – Rimasti orfani della loro scuola (chiusa dalla scorsa settimana) studenti e insegnanti dell’istituto professionale “Ipsia Ferraris” stamani (18 ottobre) si sono messi in marcia verso il parco Cillarese per iniziare una serie di lezioni all’aperto all’insegna dell’educazione civica e della cittadinanza attiva. E a un certo punto, col suo costume di colore blu e un turbante giallo in testa, è arrivato “Eugenio il Genio”, uno degli inviati del tg satirico delle reti Mediaset, “Striscia la notizia”.

Sono stati gli stessi studenti a contattare la redazione del programma di Antonio Ricci per far conoscere all’intera nazione la loro odissea. Da venerdì scorso, 600 ragazzi non possono esercitare il diritto allo studio perché l’edificio in cui avrebbero dovuto farlo se ne sta cadendo letteralmente a pezzi, come emerge dal verbale di chiusura della scuola redatto dall’Asl.

La preside Rita Ortenzia De Vito definisce la situazione “drammatica” e non esclude iniziative clamorose, come una marcia su Roma a bordo di una carovana di autobus, se in settimana non si sbloccherà la fase di stallo. Già, perché all’orizzonte non si vede ancora alcuna soluzione.

Fra le ipotresi finora vagliate, nessuna è realmente percorribile. Quella di trasferire le classi presso un’ala dell’ex ospedale Di Summa è sfumata nel corso di un vertice svoltosi ieri in prefettura, per mancanza, come rilevato dal comandante provinciale dei vigili del fuoco, Giuseppe Angiuli, dei requisiti di sicurezza (agibilità, certificato antincendio e destinazione d’uso degli ambienti).

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L’amministrazione comunale, nella persona del dirigente del settore Edilizia scolastica, Gaetano Padula, era pronta a mettere a disposizione l’edificio fresco di ristrutturazione che ospitava la scuola “Marinaio d’Italia”, al rione Casale, ma l’assenza di laboratori ha vanificato anche questo scenario. L’ipotesi di procedere con doppi turni, uno di mattina e uno di pomeriggio fino alle ore 21, presso la sede dell’Ipsia Ferraris di via San Leucio, non è stata neanche presa in considerazione dalla dirigente. “Perché i ragazzi – dichiara la De Vito - di inverno tornerebbero alle ore 21. Sarebbe assolutamente impossibile per alcuni di loro, che lavorano il pomeriggio. Dopo tutto quello che abbiamo fatto per migliorarla nostra offerta formativa,  rischieremmo di elevare le percentuali di dispersione scolastica e di abbandono”.

L’unica porta ancora aperta è quella dello stabile di viale Porta Pia, al rione Santa Chiara, che fino allo scorso anno scolastico ospitava il  liceo Scientifico Enrico Fermi. Ma una serie di ostacoli economici e burocratici rendono poco percorribile anche questo sentiero. Come sciogliere, dunque, questa intricata matassa? La preside confida nell’intervento della Regione.

“Ieri ho sentito l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Sebastiano Leo – afferma la De Vito – consegnandoli il problema. Se entro la fine della settimana non si apriranno spiragli, ci organizzeremo per marciare sotto al ministero della Pubblica istruzione in via Trastevere, a Roma. Il ministro Giannini dice che sono stati raddoppiati gli investimenti sull’edilizia scolastica. E allora per quale ragione noi siamo rimasti senza scuola? Se questa è la buona scuola, non è la scuola che vorrei”.

Domani, intanto, il ciclo di lezioni alternative farà tappa al PalaPentassuglia, grazie all'iniziativa del presidente dell'Enel Basket, Nando Marino.

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