Cronaca

L'ex lido Poste diventa un cantiere: addio a una delle ultime spiagge libere

A sorpresa sono iniziati i lavori di realizzazione di un nuovo stabilimento balneare privato sulla spiaggia dell'ex lido Poste, lungo la litoranea a nord di Brindisi. L'area è stata interamente delimitata con tubi innocenti di quelli utilizzati per le impalcature, che impediscono l'accesso al pubblico. Diventa off-limits, quindi, una delle poche distese di sabbia a disposizione della cittadinanza

BRINDISI – A sorpresa sono iniziati i lavori di realizzazione di un nuovo stabilimento balneare privato sulla spiaggia dell’ex lido Poste, lungo la litoranea a nord di Brindisi. L’area è stata interamente delimitata con tubi innocenti di quelli utilizzati per le impalcature, che impediscono l’accesso al pubblico. Diventa off-limits, quindi, una delle poche distese di sabbia a disposizione della cittadinanza. 

Il cantiere è gestito dal “Cral Poste”, proprietario dei terreni. Si tratta di un’associazione (circolo ricreativo aziendale dei lavoratori) che riunisce i dipendenti e i pensionati delle Poste italiane, con lo scopo di  promuovere e dar vita ad attività prevalentemente non commerciali finalizzate alla valorizzazione del tempo libero e degli interessi sociali e culturali degli associati. L’amministrazione comunale ha rilasciato al Cral Poste la La spiaggia dell'ex lido Poste-3concessione per l’edificazione di un nuovo lido, interamente di legno e smontabile. I lavori dovranno essere portati a termine entro un anno. 

A partire dalla prossima estate, quindi, i brindisini dovranno rinunciare all’unica spiaggia degna di tal nome che ancora non era stata fagocitata dalle concessioni private. Perché poi restano soltanto: una striscia di arenile (perennemente invasa dalla posidonia) in località Punta Penne, alla destra di lido Granchio Rosso; la spiaggia di località Acque Chiare; lo spicchio di sabbia della “Conca”; l’insenatura di località Cavallino (fra gli stabilimenti della polizia e dei carabinieri). 

Tolto l’ex Lido Poste, insomma, chi non può permettersi una cabina in una struttura privata dovrà accontentarsi di piazzare sdraio e ombrellone sul tratto di scogliera situato fra cala Materdomini e l’inizio di parco Punta Penne-Punta del Serrone. Perché anche il litorale di Apani è quasi del tutto in mano ai gestori privati.

Le foto delle transenne intorno all’ex lido Poste hanno cominciato a circolare nel pomeriggio sui social network, suscitando numerosi commenti, quasi tutti di segno negativo. 

Le immagini, del resto, parlano chiaro. Il 90 per cento della spiaggia (se non di più) dall’oggi al domani è diventato area di cantiere. I cittadini, dunque, si pongono degli interrogativi sulla gestione delle concessioni, ai quali bisogna dare delle risposte. Questo anche in considerazione del fatto che dei 20 lidi sul litorale a nord del capoluogo, si contano a mala pena sulla punta delle dita quelli che hanno già conseguito l’autorizzazione ad aprire.

“Il Cral Poste – dichiara l’assessore comunale all’Urbanistica, Pasquale Luperti – è proprietario di 4mila metri quadri  di terreno e ha ottenuto la concessione su 380 metri quadri di demanio comunale. L’amministrazione comunale tempo fa propose al Cral di acquistare i terreni, ma tale richiesta venne rigettata. Lo spicchio di spiaggia situato alla sinistra dei suoli di proprietà del Cral Poste, ad ogni modo, d’intesa con l’Ersap ('Ente regionale di sviluppo agricolo della Puglia) rimarrà pubblico”. 

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