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La sindaca pronta a ritirare le dimissioni: quarto rimpasto in vista

Il nuovo gruppo di Flores conta cinque consiglieri come i Cor. Loiacono insiste: "Siamo renziani". Il segretario regionale del Pd, Lacarra: "Ribaltone impossibile". Ma il virus non è isolato. Marino: "Sconvolto, riferirò a chi di dovere". Intanto stipendi in ritardo alla Energeko

BRINDISI – Con il salvagente arrivato direttamente dal consigliere Damiano Flores, eletto nel Pd, la sindaca Angela Carluccio resta a galla e a sentire la new entry va avanti con il sostengo dei renziani, oltre che con quello di Fitto garantito dai Cor. Mentre dalla segreteria regionale arriva il no al ribaltone, ritenuto impossibile.

La coalizione imbastita da Marcello Rollo e Massimo Ferrarese potrà continuare a navigare e c’è chi si dice pronto a scommettere che il nuovo gruppo Democratici e socialisti presto avrà visibilità. Ulteriore visibilità in Giunta, il che vuol dire che potrebbe esserci un altro rimpasto. Il numero quattro dallo scorso mese di agosto. La sindaca – fanno notare – ha una serie di deleghe e non ha un vice sindaco. Si aspetta la nota del portavoce, anche oggi presente in Consiglio comunale.

Conferme ovviamente non possono essercene, bisognerà aspettare e vedere. Di certo la prima cittadina ha evitato la caduta e di conseguenza, nelle prossime ore, ritirerà le (non) dimissioni consegnate il 24 gennaio scorso nelle mani del segretario generale. Quella lettera più di chiusura ha sempre avuto il sapore di apertura visto che Carluccio aveva scritto di essere disponibile verso altri uomini e movimenti. Esattamente quello che è successo. E non è neppure detto che sia finita, stando a indiscrezioni secondo cui il virus del “ribaltone” potrebbe contagiare altri consiglieri di opposizione, firmatari anche loro della mozione di sfiducia alla sindaca proposta da Pasquale Luperti e Marika Rollo come Coerenti. Ma la politica è arte dell’impossibile e la coerenza ha interpretazioni diverse, si sente dire. Tanto è vero che lo stesso Luperti dice di non essere sorpreso: “Conosco entrambe le parti,  ora sono salvi e andranno avanti, che almeno adesso siano capaci di fare qualcosa per la maggioranza”, dice. “Ammesso che lo siano”.

Chi, invece, proprio non se l’aspettava nonostante i rumors e persino a dispetto di incontri vis à vis tra Flores e i Democratici Loiacono, Colella e Ribezzi, è Nando Marino: “Su Flores ci avrei messo la mano sul fuoco”, dice. Era convinto che sarebbe stato con loro, mai immaginando il tradimento. “E’ stato mio  ospite giovedì scorso alla pallacanestro, ci siano stretti la mano e mi aveva detto anche che non tornava indietro. Non so cosa sia successo tra sabato e domenica. A questo punto si assumerà le sue responsabilità”. Il cambio di rotta, in 48 ore, a quanto pare. “Cosa è accaduto lo stabiliranno le autorità competenti”. Quali? “Chi vuole capisca, capisca”. 

Loiacono, dal canto suo, insiste: “Siamo renziani”, fa sapere nonostante sia stato espulso dal Pd in conseguenza della sua candidatura nella lista dei Democratici. “C’è stato grande coraggio di Flores, del resto lui è sempre stato del Pd. Ma ce la faremo, andremo avanti”. Dello stesso avviso l’assessore Salvatore Brigante: “In tal modo non si lascia la città allo sbando, ci sono i dipendenti della Multiservizi che vogliono risposte immediate. Flores ha un progetto all’interno del Pd che verrà fuori in occasione del congresso”. Il messaggio è riferito a Maurizio Bruno, segretario provinciale del Pd e al commissario Sandra Antonica, convinti sostenitori della necessità di mandare a casa l’Amministrazione, tanto da guardare oltre il nome di chi ha proposto la sfiducia. Chi? Quel Luperti che da assessore di Mimmo Consales non piaceva.

Il caso Flores, ovviamente, è rimbalzato sul tavolo pugliese del Pd all’oscuro sino a questa mattina: “Voglio capire quali sono le ragioni politiche dietro la decisione di Flores e mi auguro che ci siano”, fa sapere Marco Lacarra. “Qualsiasi ipotesi di ribaltone che non potrà mai vedere il Partito Democratico connivente”.

Mentre la politica cambia forma, si registra la protesta dei dipendenti della società Energeko destinata alla fusione con Multiservizi, per presunti ritardi nel pagamento degli stipendi: “Da 2 febbraio ad oggi nessuna notizia, se non che ci sarebbero difficoltà da parte del Comune nella liquidazione di fatture che la società ha regolarmente trasmesso”. Tutt’altro che un buon inizio per la manovra di razionalizzazione senza piano industriale per la Multiservizi.

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