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Veduta aerea della sede dell'Autorità Portuale

Veduta aerea della sede dell'Autorità Portuale

"L'Authority compri la ex sede di Bankitalia"

BRINDISI – Il trasloco non richiederebbe molta fatica. Le due sedi distano poche decine di metri l’una dall’altra, sempre in piazza Vittorio Emanuele. Il problema al limite sarebbero i soldi, anche se l’Autorità Portuale con queste premialità “faraoniche” offre l’impressione di un ente finanziariamente molto in salute.

BRINDISI - Il trasloco non richiederebbe molta fatica. Le due sedi distano poche decine di metri l'una dall'altra, sempre in piazza Vittorio Emanuele. Il problema al limite sarebbero i soldi, anche se l'Autorità Portuale con queste premialità "faraoniche" offre l'impressione di un ente finanziariamente molto in salute.

Sarà per questo che l'avvocato Roberto Fusco, consigliere comunale di Sì Democrazia, propone al presidente Iraklis Haralambidis di comprare la ex sede della Banca d'Italia, per la lasciare che la ex stazione marittima, trasformata in sede di uffici non solo per l'authority, ma anche per altre amministrazioni, ritorni ad essere ciò per cui fu costruita: un terminal passeggeri.

"Notizie di stampa riportano la decisione della Banca d'Italia di vendere parte del proprio patrimonio immobiliare, tra cui il prestigioso immobile sito a Brindisi in piazza Vittorio Emanuele, già sede di Brindisi della Banca d'Italia. Con la presente sono a chiederLe di valutare la possibilità di acquisto di detto immobile da parte dell'Autorità Portuale di Brindisi, al fine di adibirlo a propria sede, attualmente sita nella ex Stazione Marittima", scrive Fusco al professore greco.

"Il trasferimento della sede dell'Autorità Portuale, infatti, consentirebbe di destinare la Stazione Marittima all'originaria destinazione di accoglienza dei passeggeri in transito nel porto di Brindisi, e comunque ad altro uso che consenta di meglio valorizzare tale manufatto, anche in relazione alla sua particolare posizione sul lungomare di Brindisi".

Fusco si è fatto due conti: nella previsione del famoso avvento del circuito doganale unico che renderebbe praticabile dall'interno del porto il collegamento dalla banchina di Punta delle Terrare con S.Apollinare e il Seno di Levante, sino alla banchina ex Carbonifera (quella della ex stazione marittima), perchè spendere soldi per realizzare altri terminal quando ce n'è uno già pronto, e nel cuore della città, l'ideale ad esempio per le navi da crociera piccole e medie? Ma forse questo non è il momento giusto, visto che i bilanci dell'Autorità Portuale sono al vaglio della Guardia di Finanza e del pm.

 

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