Cronaca Fasano

Di Bari torna a fare il sindaco: frecciate ai falsi amici, solidarietà ad Amati

Assolto in appello, Lello Di Bari tornerà formalmente dalla prossima settimana a fare il sindaco di Fasano dopo 9 mesi di sospensione per applicazione della legge Severino. Non sarà un rientro tutto rose e fiori

FASANO – Assolto in appello, Lello Di Bari tornerà formalmente dalla prossima settimana a fare il sindaco di Fasano dopo 9 mesi di sospensione per applicazione della legge Severino. Non sarà un rientro tutto rose e fiori perché non si tratterà solo di portare a compimento progetti come quello del porticciolo di Torre Canne, strettamente connesso all’economia turistica del territorio, ma anche di fare i conti con crepe nella maggioranza e problemi di gestione di alcuni importanti servizi comunali.

Di Bari ne ha parlato incontrando i giornalisti, e in attesa del decreto prefettizio di revoca della sospensione dalla carica. A proposito delle questioni Tradeco (affidataria del servizio di igiene pubblico) e Serti (affidataria della riscossione dei tributi minori), Di Bari ha spiegato che “con la Tradeco è in corso un processo di conciliazione: vedremo cosa riconoscerle, rispetto al milione di euro che ci ha richiesto. Senza dubbio sta offendo un ottimo servizio di raccolta porta-a porta che ci ha consentito di non incorrere in particolari sanzioni ma, va da sé, che altre questioni saranno affrontate, poiché si sono registrate molte cose che non vanno per il verso giusto. Sulla Serti invece abbiamo dei contatti già avviati e procederemo seguendo la strada migliore”, ha detto più vagamente Di Bari.

Più legata ai fatti della sospensione la prima parte della conferenza stampa, in cui Lello Di bari ha parlato anche del coimputato ed ex assessore regionale del Pd Fabiano Amati, il quale invece in appello pur vedendosi riformare sostanzialmente la sentenza di primo grado è stato comunque condannato a sei mesi con la sospensione condizionale per tentato abuso di ufficio, per il piano di attuazione che riguardava il centro storico, al quale aveva lavorato su delega del sindaco, ma dove si trovano proprietà di suoi familiari (da qui l’imputazione).

“La giustizia ha fatto il suo corso e sono di nuovo qui; esprimo – ha detto Di Bari - la mia più sincera solidarietà a Fabiano Amati per il diverso esito processuale, lasciando alla vostra immaginazione cosa possa significare il reato del tentato abuso d’ufficio per il quale Amati è stato condannato. In ogni caso, mi auguro fortemente che Fabiano possa ritornare a fare politica appieno. In questi mesi scorsi ho davvero compreso chi siano gli amici veri e chi, invece, lo era solo per comodo – ha aggiunto il sindaco di Fasano al rientro dalla sospensione - . Ho potuto apprezzare chi davvero mi voleva bene; ma ho anche visto chi mi ha girato le spalle e chi ha perfino cercato, con azioni del tipo di quelle messe in campo con lettere al prefetto sul mio comportamento da sospeso, di fare di tutto affinché s’interrompesse il filo che mi lega ai cittadini”.

E a proposito della Legge Severino, Di Bari ha osservato che “è possibile che per gli amministratori condannati in primo grado si stabilisca la sospensione dall’incarico”, e che la norma andrebbe perciò rivista. Un ringraziamento è stato rivolto al vicesindaco Gianleo Moncalvo che ha sostituito Lello Di Bari nel periodo della sospensione dalla carica.

         

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