Cronaca Ostuni

Liceo Pepe: il pian terreno è agibile, si torna fra i banchi a giorni alterni

Le lezioni riprenderanno domani al liceo scientifico "Pepe" di Ostuni, anche se in condizioni di forte disagio. Cinquecento studenti distribuiti in 17 classi dovranno alternarsi nelle aule al pian terreno, visto che il primo piano è ancora inagibile. Questa soluzione è emersa al termine di un consiglio d'istituto svoltosi nel pomeriggio

OSTUNI – Le lezioni riprenderanno domani al liceo scientifico “Pepe” di Ostuni, anche se in condizioni di forte disagio. Cinquecento studenti distribuiti in 17 classi dovranno alternarsi nelle aule al pian terreno, in grado di accogliere 10 classi, visto che il primo piano è ancora inagibile. Questa soluzione è emersa al termine del consiglio d’istituto svoltosi nel pomeriggio. In mattinata, era stato effettuato un sopralluogo al quale hanno preso parte alcuni tecnici comunali, un funzionario dell’ufficio di Igiene dell’Asl, Angelo Lanzillotti, e la preside Annunziata Ferrara. La Provincia non era presente all’incontro.

Lanzillotti ha dato il nulla osta all’utilizzo dei locali al pian terreno. L’ordinanza di chiusura della struttura emanata lo scorso 8 gennaio dal sindaco Gianfranco Coppola, quindi, resta vigente solo per quanto riguarda il primo piano, dove sono tuttora in corso i lavori di restyling degli infissi. L’ipotesi di un rientro pomeridiano è stata scartata. Come disposto dal consiglio di istituto, la classi terze, quarte e quinte andranno a scuola il lunedì, il mercoledì e il venerdì. Le prime e le seconde saranno fra i banchi il martedì e il giovedì. Ma dall’azienda che sta eseguendo i lavori, da quanto appreso, pare sia arrivata la disponibilità a consegnare anche il piano superiore per la giornata di sabato, 17 gennaio. Sarà l’Asl, poi, di concerto con il Comune, a esprimersi sull’agibilità.

Fra gli insegnanti e gli studenti, intanto, c'è gran fermento. I primi hanno redatto un comunicato stampa pubblicato sul registro elettronico dell’istituto, attraverso il quale hanno denunciato “la situazione di grave disagio per gli  studenti, per le famiglie e per i docenti, sopraggiunto in seguito al  protrarsi dei lavori di ristrutturazione dell'edificio. Tale condizione  - si legge nel comunicato - lede gravemente il diritto allo studio e il diritto all'esercizio della professione docente”. 

“Da più di un anno – proseguono i docenti - la comunità scolastica del liceo scientifico affronta, subendole, le condizioni di incompatibilità oggettiva tra i lavori in corso e le attività didattiche.  A ciò si aggiunge il grave danno di immagine della scuola sul  territorio, acuitosi nella fase fondamentale di orientamento agli studi superiori”.  

I docenti, temendo che la prosecuzione dei lavori possa continuare a  determinare tale situazione di precarietà e disagio, hanno chiesto all'unanimità la sospensione dei lavori da parte della ditta  appaltatrice, “con l’assunzione delle doverose responsabilità da  parte dell'ente promotore”.  “Considerata l'urgenza di una soluzione adeguata e tempestiva – concludono gli insegnanti - i  docenti confidano in un efficace e risolutivo intervento degli organi  competenti”.  

Gli studenti hanno riversato invece sul gruppo Facebook “Ludovico Pepe” la loro rabbia per i disagi causati dalla scellerata programmazione dei lavori. “Una cosa  - si legge in un post - deve essere chiara: il conto non lo devono pagare gli studenti”. “Prima delle vacanze – si legge in un messaggio pubblicato ieri da una studentessa -  abbiamo studiato in un cantiere. Torniamo dalle vacanze e ci ritroviamo immersi tra gelo e polvere”.

”Ora che torneremo a scuola – si legge ancora nel messaggio - saremo costretti a recuperare questi giorni persi. È andato tutto contro di noi. Ora basta”. “A scuola il pomeriggio no, la nostra – conclude la studentessa - si chiama vita e di cognome fa 'sociale'. Noi ragazzi abbiamo bisogno di una vita sociale”. “Tornare a scuola e non sentirsi a 'casa' – scrive Maria Chiara - dover essere costretti a trascorrere 5 ore tra polvere, freddo, trapani e fili che sbucano da qualsiasi parte, non è assolutamente normale”.

Gli studenti, dunque, promotori anche dell’hashtag “vogliamoilpepe”, si sono affidati ai social network per esprimere la loro indignazione. Da domani, alcuni di loro torneranno a lezione grazie alla soluzione d’emergenza escogitata quest’oggi. Ma nel frattempo sono andati in fumo quattro giorni di scuola. E i disagi, purtroppo, non sono ancora finiti. 

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