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Cosimo Carrisi

Cosimo Carrisi

Lite con pistola: tutti in questura

BRINDISI – I poliziotti stanno ascoltando in questi minuti i protagonisti dello scontro che si è verificatonel pomeriggio sulla vecchia strada provinciale che collega Brindisi a San Donaci, culminato con il ferimento del brindisino Teodoro De Matteis, 22 anni, trasportato in ospedale con una frattura alla gamba.

BRINDISI - I poliziotti stanno ascoltando in questi minuti i protagonisti dello scontro che si è verificatonel pomeriggio sulla vecchia strada provinciale che collega Brindisi a San Donaci, culminato con il ferimento del brindisino Teodoro De Matteis, 22 anni, trasportato in ospedale con una frattura alla gamba. Il movente e la dinamica dell'accaduto sono ancora in fase d'accertamento.

Gli agenti della Squadra mobile diretti dal vicequestore Alberto Somma stanno cercando di mettere ordine alle discordanti versioni dei fatti fornite dai due gruppi di persone entrate in contrasto: da un lato, figli e parenti del defunto Cosimo Damiano De Fazio, l'imprenditore agricolo arso vivo il 26 dicembre del 2012, all'apice di una travagliata storia passionale; dall'altro, lo stesso Teodoro De Matteis, arrestato insieme al padre in seguito a un'aggressione avvenuta lo scorso 18 ottobre nei pressi del panificio di famiglia in via Veneto, e Cosimo Carrisi, 36 anni, già noto alle forze dell'ordine per fatti di droga.

E' successo tutto nei pressi dell'abitazione dei De Fazio situata in contrada Palmarini, nel cuore delle campagne che si snodano da via Benvenuto Cellini, rione Sant'Elia. Intorno alle 17,30, un testimone ha contattato la sala operativa della questura per segnalare che alcune persone erano state minacciate con una pistola da due individui a bordo di uno scooter. In un primo momento si è pensato a una sparatoria. Giunta sul posto nel giro di pochi minuti, una pattuglia della Sezione volanti si è imbattuta in un giovane, De Matteis, riverso per terra con una ferita alla gamba, e in un altro soggetto, Carrisi, immobilizzato da tre persone, i De Fazio.

Le forze dell'ordine hanno recuperato anche una pistola a tamburo, un casco e una scarpa calzata da De Matteis. Stando a quanto riferito dai De Fazio, De Matteis e Carrisi hanno raggiunto la loro abitazione a bordo di una Fiat Panda di colore bianco. I due sarebbero scesi dal veicolo, si sarebbero diretti verso i fratelli De Fazio e li avrebbero minacciati, chiedendo conto di un asino (forse un animale da lavoro sottratto). Sempre sulla base di quanto affermato dai De Fazio, i due, a quel punto, si sarebbero allontanati, per poi ritornare, dopo qualche minuto, in sella a uno scooter e in "versione killer".

Entrambi calzavano un casco: uno bianco, l'altro nero. Carrisi sarebbe sceso dal motociclo, avrebbe estratto una pistola e l'avrebbe puntata verso i De Fazio. Il 36enne avrebbe anche azionato il grilletto, ma l'arma, a quanto pare, si sarebbe inceppata. Carrisi sarebbe quindi tornato in sella allo scooter per darsi alla fuga insieme a De Matteis. Ma i De Fazio non sono rimasti a guardare. Anzi, si sono messi all'inseguimento dello scooter a bordo di una Fiat Uno di loro proprietà.

A circa 200 metri dall'abitazione, i due mezzi si sono scontrati. De Matteis, in seguito all'impatto, è stato proiettato nelle campagne. Carrisi, invece, uscito illeso dall'incidente, è stato fermato dai De Fazio. Dopo di che, sono arrivati i poliziotti e gli operatori del 118, che hanno caricato De Matteis a bordo di un'ambulanza e lo hanno condotto verso l'ospedale Perrino. Carrisi è stato invece accompagnato in questura. Egli ha negato di essere il possessore della pistola ritrovata dagli agenti a ridosso della sede stradale.

Nei suoi confronti, ad ogni modo, è stato disposto il test dello stub: essenziale per capire se siano stati esplosi dei colpi, visto che anche su questo vi sono versioni discordanti. Ma il vero nodo da sciogliere è legato al movente dello scontro. Non è ancora chiaro, infatti, in che tipo di contesto sia maturato il ferimento di De Matteis. Gli investigatori, con ogni probabilità, lavoreranno fino a tarda serata per mettere ordine alle tessere del mosaico e valutare come procedere nei confronti delle persone coinvolte in questa intricata vicenda.

 

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