Cronaca San Pietro Vernotico

Lo storico Lido Cerano rischia di scomparire per l'erosione costiera

Cinquant’anni di storia di un tratto di litorale rischia di essere cancellata dall’erosione costiera. È quanto potrebbe accadere allo storico stabilimento balneare Lido Cerano, situato, appunto in località Cerano, a sud di Brindisi e pochi chilometri da Tuturano, ai piedi della Centrale termoelettrica Federico II, immerso nell’omonimo bosco, ma nel tratto di territorio di competenza del Comune di San Pietro Vernotico

SAN PIETRO VERNOTICO – Cinquant’anni di storia di un tratto di litorale rischia di essere cancellata dall’erosione costiera. È quanto potrebbe accadere allo storico stabilimento balneare Lido Cerano, situato, appunto in località Cerano, a sud di Brindisi e pochi chilometri da Tuturano, ai piedi della Centrale termoelettrica Federico II, immerso nell’omonimo bosco, ma nel tratto di territorio di competenza del Comune di San Pietro Vernotico. I nuovi gestori, pronipoti del fondatore dello stabilimento balneare, i fratelli Vito e Francesco Giannone, che da qualche anno hanno deciso di prendere le redini dell’attività fondata nel 1965, non sanno più a chi rivolgersi per cercare di fermare l’azione del mare che sta riducendo sempre più lo spazio di arenile a disposizione per la struttura.

“Sono anni che chiedo alle amministrazioni un intervento, mi sono anche rivolto alla società Enel che mi ha risposto di essere pronta a cofinanziare le lido cerano erosione2-2opere che impediscono al mare di distruggere la costa, ma che il progetto deve essere presentato dal Comune che ha competenza sul territorio. Fino a questo momento ho ricevuto solo promesse”, spiega Vito, 26 anni.

Lido Cerano per anni è stato il fiore all’occhiello della costa a sud di Brindisi circondato da mare limpido, distese di sabbia immerse nella natura. Poi è stata costruita la centrale termoelettrica Federico II che ha deturpato la bellezza del territorio. Si tratta pur sempre di uno stabilimento balneare. La riserva naturale regionale orientata “Bosco di Cerano”, che si estende su 1300 ettari, caratterizzata da diverse specie arboree, macchia mediterranea e leccete, fortunatamente, continua a regalare un panorama mozzafiato all’intera zona: per raggiungere lo stabilimento balneare, il mare e la sabbia si devono attraversare alberi secolari, veri e propri monumenti naturali. 

È la bellezza della natura il punto di forza di una zona schiaffeggiata dall’insediamento industriale ma la natura stessa la sta distruggendo. È arrivato il momento di correre ai ripari.

come era lido cerano-2“Abbiamo dovuto combattere con la presenza della Centrale, poi con gli atti intimidatori (l’ultimo episodio risale a giugno scorso quando il bar del lido fu dato alle fiamme, ndr), siamo sempre riusciti a vincere e conquistare i nostri clienti con la professionalità e l’amore per il nostro territorio, ora ci mancava l’erosione costiera. Qui siamo impotenti, abbiamo già dovuto ridurre lo spazio dove si estende la struttura, ora ci sono 65 camerini, erano oltre 80. Se non si interviene lo stabilimento rischia di chiudere, sparire per sempre. Vorrei sollecitare tutti gli organi competenti perché si eviti la distruzione della costa e di un pezzo di storia”.

Parlare di distruzione non è un’esagerazione: a luglio scorso l’Autorità portuale, con ordinanza, ha disposto l’interdizione dell’area demaniale e dello specchio d’acqua antistante al belvedere di località Cerano, che si trova su un tratto di falesia ad alto rischio smottamento. La zona confina con lido Cerano.

Nella foto a sinistra come era Lido Cerano più di 30 anni fa, in quella a sinistra come è adesso

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