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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Mala, estorsioni e droga: il Tribunale ridimensiona l’accusa dell’Antimafia

Concorso esterno e non associazione per Maria Carmela Rubini, zia di Raffaele Renna, detto Puffo: quattro anni e otto mesi. La pena più alta per Ferì: 19 anni. Assolti dall’accusa di essere affiliati alla Scu: Screti, Asuni e Candita

L’accusa mossa dai pm dell’Antimafia nel processo ordinario, scaturito dall’inchiesta Game Over, sulla gestione del traffico di droga e su una serie di estorsioni, è stata ridimensionata dal Tribunale di Brindisi con la sentenza pronunciata nel tardo pomeriggio di oggi, 29 dicembre 2017.

 Luca FerìLa condanna più alta è arrivata per Luca Ferì (foto accanto): 19 anni di reclusione, a fronte dei 15 chiesti dai pubblici ministeri, l’unico per il quale ha retto l’impostazione iniziale legata all’affiliazione alla Sacra Corona Unita. Accusa che, invece, è venuta meno nei confronti di Maria Carmela Rubini.

Il collegio giudicante ha riqualificato l’imputazione in “concorso esterno in associazione mafiosa”e ha condannato l’imputata alla pena di quattro anni e otto mesi, a fronte della richiesta a dieci anni che i pm avevano invocato sostenendo che la donna raccoglieva le direttive impartite dal carcere dal nipote, Raffaele Renna, alias Puffo. Quest’ultimo è stato condannato, in abbreviato, a 16 anni e otto mesi.

Condannato  Marco Asuni a sei anni e sei mei più 30mila euro di multa, previa esclusione dell’aggravante mafiosa contestata dai pm con richiesta di condanna a nove anni. L’aggravante è stata esclusa anche nei confronti di Roberto Candita, condannato alla pena di due anni e sei mesi più diecimila euro di multa. Esclusa l’aggravante mafiosa anche per Roberto Sabino, condannato a dieci anni più 60mila euro di multa. Condannato Massimo Spedicati, anche in questo caso previa esclusione dell’aggravante mafiosa, alla pena di un anno più duemila euro di multa. Il Tribunale ha anche riconosciuto il beneficio della sospensione della pena.

Il Tribunale ha assolto Giampiero Alula per non aver commesso il fatto, mentre i pm avevano chiesto la condanna a dieci anni; stessa conclusione per Cosimo Candita, per il quale era stata chiesta la condanna alla pena di nove anni; Giuseppe Litti, a fronte di una richiesta di sei anni; Raffaella Malatesta, Maurizio Screti, a fronte di una richiesta di nove anni; Vittorio Seccia, come chiesto dai pm. Assoluzione, inoltre, per Carmela Tafuro, come chiesto dai pm. Prescrizione per Giovanni Maiorano.

Gli imputati Asuni, Roberto Candita, Ferì e Rubini sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e quelle del mantenimento in carcere. Sono stati, inoltre, dichiarati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l’espiazione della pena. Per Ferì, Candita e Rubini è stata disposta anche l’applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata per un periodo di due anni, una volta espiata la pena. Infine, il Tribunale ha condannato Luca Ferì e Maria Carmela Rubini – in solido – al risarcimento dei danni nei confronti della parte civile Ministero dell’Interno, la cui quantificazione è stata rimessa al giudice civile. Per le motivazioni bisognerà attendere novanta giorni.

Il blitz scattò all’alba del 18 novembre 2013, quando vennero eseguite le ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di indagati ritenuti affiliati a un gruppo di stampo mafioso riconducibile a Salvatore Buccarella e a Francesco Campana che, per conto di Raffaele Renna, coordinava lo spaccio di droga e le estorsioni ai danni di titolari di esercizi commerciali, ristoratori e paninari.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Francesco Casione, Cosimo Lodeserto, Fabio Di Bello, Mario Guagliani e Ladislao Massari.

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