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La moglie non accettava i tradimenti e lui la massacrava di botte: arrestato

Fine di un incubo per una 37enne vittima di violenze: nella serata di ieri i carabinieri della locale stazione hanno arrestato su ordinanza di custodia cautelare in carcere il marito, un 41enne

ERCHIE – Fine di un incubo per una 37enne di Erchie, vittima di violenze: nella serata di ieri i carabinieri della locale stazione hanno arrestato su ordinanza di custodia cautelare in carcere il marito, un 41enne del posto. È accusato di maltrattamenti in famiglia aggravati. 

“L’uomo è indagato per aver sottoposto la moglie a reiterati e gravissimi atti di violenza fisica, morale e psicologica, percuotendola ripetutamente con allarmante frequenza, anche alla presenza dei figli minori, instaurando all’interno delle mura domestiche un regime di terrone, tale da indurre la donna ad astenersi dal denunciare i gravissimi fatti di cui per anni era stata vittima”. Precisano i carabinieri in una nota in cui ripercorrono tutte le violenze subite dalla donna negli ultimi due anni. 

Un coltello puntato alla gola

Nel 2017, dinanzi alle rimostranze manifestate dalla moglie a causa di una relazione extraconiugale che l’uomo intratteneva con un’altra donna, dopo averla apostrofata come pazza ed esaurita, le ha puntato alla gola un coltello da cucina, provocandole ecchimosi, purtroppo non denunciate per paura di ritorsioni. Diversi sono gli episodi nel 2018, l’uomo di fronte alle stesse rimostranze manifestate dalla moglie riguardo alla sua relazione extraconiugale le si è scagliato contro colpendola ripetutamente con schiaffi, calci e pugni in tutte le parti del corpo.

Un pugno in faccia 

Per lo stesso motivo, nel settembre 2018, l'ha afferrata per i capelli e per il collo, strattonandola e colpendola in viso con schiaffi. Le ha sferrato un pugno all’altezza della bocca ed infine l'ha scaraventata a terra cagionandole la contusione delle labbra con abrasione della mucosa labiale superiore ed inferiore. La donna recatasi all’ospedale di Manduria per farsi medicare, al rientro è stata afferrata per il collo, sbattuta al muro e colpita ripetutamente con schiaffi al viso.

Immobilizzata con una fune

Nei giorni scorsi, inoltre, il 41enne dopo averle sottratto con una scusa il telefono, l’ha insultata pesantemente, minacciandola di morte e immobilizzandola con una fune con la quale dopo averla legata intorno alla vita la scaraventava a terra, colpendola con ripetuti calci, trascinandola sul pavimento con l’intenzione di raggiungere la porta d’ingresso per scaraventarla fuori casa, provocandole ecchimosi all’occhio destro, escoriazioni della piramide nasale.

Le indagini 

Le denunce formalizzate dalla donna hanno anche trovato significativi riscontri nei referti medici e nelle dichiarazioni dei congiunti. L’indagato ormai coinvolto dalla relazione extraconiugale non ha tollerato i continui rimproveri della moglie e dei suoi familiari, riversando tutta la sua rabbia sulla donna con condotte aggressive e violenze sia morali che fisiche che si sono protratte per anni. 

La pluralità degli episodi di maltrattamento, nel tempo hanno trasformato la vita della donna in un autentico calvario. Pertanto la misura cautelare della custodia in carcere inflitta dall’Autorità Giudiziaria nei confronti dell’indagato è l’unica idonea ad impedire la prosecuzione delle medesime condotte criminose. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto nella Casa Circondariale di Brindisi.

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