Cronaca

Marcello Rollo: "Il Consorzio Asi non è né deresponsabilizzato né inutile"

Riceviamo e pubblichiamo dal presidente del consorzio Asi, nell'ambito del confronto sulla sorte dei consorzi delle aree di sviluppo industriale, il seguente articolo

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo dal presidente del consorzio Asi, nell'ambito del confronto sulla sorte dei consorzi delle aree di sviluppo industriale. 

In relazione agli articoli di Carmine Dipietrangelo e di Legambiente sull’auspicata chiusura dei Consorzi A.S.I., ed in particolare di quello di Brindisi, mi pare opportuna qualche precisazione. 

I Consorzi A.S.I. sono stati istituiti per legge dello Stato e sarà quindi il legislatore nazionale a decidere di chiuderli. Se così sarà, Amministratori e Revisori dei Conti torneranno alle loro attività ed i dipendenti si metteranno in fila dietro i dipendenti delle Province. Di sicuro l’ordinamento italiano non prevede ammortizzatori sociali per dipendenti e dirigenti dei Consorzi ed il trasferimento agli enti locali non pare sia tra gli indirizzi dell’attuale governo. Ma se così sarà bisognerà farsene una ragione.

Si può pensare che un assessorato comunale specifico possa gestire con maggiore economicità ed efficienza acquedotti industriali, gasdotti, dighe, Marcello Rolloimpianti di trattamento acque, ferrovia industriale, videosorveglianza ecc. , senza alcun aggravio di costi rispetto all’attualità?
Con riferimento all’attività svolta dal Consorzio per favorire lo sviluppo del territorio, il Consorzio sommariamente ha realizzato e gestisce: 
-        una doppia rete di distribuzione di acqua industriale, una proveniente da AQP  e una dall’invaso del Cillarese;
-    Realizzazione e gestione del metanodotto in zona industriale;
-    Ampliamento del metanodotto ad una pressione utilizzabile dalle PMI;
-    una rete ferroviaria interna alla zona industriale di circa 7 Km lineari;
-    realizzazione di una rete stradale di circa 29 Km;
-    realizzazione di un impianto di Pubblica Illuminazione di circa 300 punti luce;
-    un impianto di videosorveglianza con 30 telecamere attive (è in corso d’opera la realizzazione di una controll-room per un controllo h24 della zona industriale);
-    gestione del verde pubblico;
-    posa in opera di cavidotti d’attesa per fibra ottica;
-    apertura del posto di ristoro in zona industriale h24;
-    consulenza alle imprese per il corretto insediamento dall’acquisto del terreno alla concessione edilizia e inizio attività;
-    espropri di terreni per insediamenti industriali;
-    consulenza alle aziende in relazione alle problematiche poste dal S.I.N.;
-    gestione della diga del Cillarese dove ha ottenuto la certificazione OHSAS 18001 sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e ha creato le condizioni per la nascita dell’Oasi di protezione faunistica e del Parco del Cillarese, con progetto congiunto con il Comune per l’apertura al pubblico;
-    rapporti di fornitura di beni e servizi necessari per l’attività dell’Ente con aziende locali per diversi milioni di euro;
-    marketing, internazionalizzazione ed informazione sulle potenzialità delle aziende del territorio

Forse è vero: bisogna considerare come desueta la mission dello “sviluppo industriale” in Italia e specialmente a Brindisi dove, da quindici anni il Consorzio sta combattendo una battaglia per restituire agli usi legittimi diversi centinaia di ettari di suoli vergini ma bloccati all’edificazione per essere stati ricompresi nel perimetro S.I.N.. Grazie alla sinergia con Il Sindaco, il Presidente della Provincia e l’Assessorato regionale all’ambiente questa battaglia sta ora vedendo il suo epilogo. Dato atto che le caratterizzazione eseguite hanno mostrato la matrice terra pressoché libera da sostanze inquinanti a differenza della matrice relativa alle acque sotterranee freatiche, la conferenza di servizi istruttoria del 24.02.2015 ha sottolineato il seguente importantissimo orientamento.

“La Conferenza di Servizi, vista l’assenza di correlazione tra lo stato di contaminazione ritrovato in falda ed i suoli risultati conformi alle CSC, chiede alla Società X di elaborare un’analisi di rischio sito specifica che dimostri l’assenza di rischi sanitari per i lavoratori operanti nel sito.
La Conferenza di Servizi chiede alla Provincia di Brindisi di dare corso, avvalendosi dell’ARPA Puglia, alle indagini tecniche ed amministrative necessarie per identificare il/i responsabili della contaminazione riscontrata nelle acque di falda ai sensi e per gli effetti degli articoli 242, comma 12, 244 e 312, comma 2, del D.Lgs. 152 del 2006.”

Orientamento che sposa appieno il principio del “chi inquina paga”, essendosi limitata la Conferenza a chiedere alla Società X di verificare che non vi sia rischio per i lavoratori operanti nel sito e alla Provincia, avvalendosi dell’ARPA Puglia, di identificare il responsabile dell’inquinamento della falda.
Volutamente si dimentica che i Consorzi A.S.I., a differenza di altri Enti retti da governance politica, non gravano sui cittadini, dovendosi sostenere, quali Enti pubblici economici, dai proventi derivanti dall’erogazione di servizi. 

Si tenga presente che la contribuzione di risorse pubbliche al bilancio dell’Ente rappresenta meno del 7% sia dei costi che dei ricavi. Ciò nonostante la struttura tecnica, amministrativa e dirigenziale continua ad erogare servizi alle imprese, tenendo fede ad alcune centinaia di rapporti contrattuali in essere e programmando la realizzazione di nuove opere pubbliche  nei diversi agglomerati di competenza. 

La domanda da porsi è quale politica industriale si intenderà attuare nella prossima legislatura regionale? A chi si vorrà affidare un ingente patrimonio di infrastrutture realizzato in passato, quando ben altro peso politico aveva il territorio di Brindisi nelle sedi regionali e nazionali di governo?  

La legge regionale che ha disciplinato l’ordinamento dei Consorzi A.S.I. in Puglia prevede che le Province ne facciano parte. Sarà quindi la legge a stabilire se le Province continueranno a far parte dei Consorzi o meno. Nel frattempo, tutte le Assemblee Generali che si terranno nel corso del 2015 vedranno la partecipazione a pieno titolo del Presidente della Provincia o di un suo eventuale delegato, in quanto la Provincia di Brindisi è a tutt’oggi in regola con il pagamento dei contributi per l’esercizio 2014. Potranno, quindi, essere adottate anche le eventuali modifiche statutarie che determinino la riduzione della contribuzione della Provincia al Consorzio. 

Il Consorzio ASI di Brindisi ha già avviato, inoltre, il procedimento per promuovere nel proprio territorio di competenza l’evoluzione dei sistemi industriali in APPEA (aree produttive paesaggisticamente ed ecologicamente attrezzate) ed essere elemento incentivante per le altre ASI pugliesi. Per questo ha recentemente attivato una convenzione con il Distretto Produttivo dell’Ambiente e del Riutilizzo (DIPAR), Distretto riconosciuto dalla Regione Puglia nel 2010, per sviluppare concrete azioni di sostegno alla evoluzione del Consorzio ASI di Brindisi verso i moderni assetti delle APPEA, prefigurando l’implementazione, nelle aree produttive ed industriali, di infrastrutture e di sistemi per garantire la tutela della salute, della sicurezza, dell'ambiente e del paesaggio.

Sulla base delle migliori esperienze italiane in materia di APEA, Il Consorzio ASI di Brindisi  intende perseguire i seguenti aspetti:
-    gestione unitaria dei servizi economico-produttivi, con un aumento dell’efficienza e una riduzione dei costi;
-    realizzazione di infrastrutture ambientali di area attraverso l’utilizzo delle migliori tecniche disponibili;
-    gestione collettiva degli spazi e degli impianti tecnologici a servizio dell’area, attraverso un “soggetto gestore unitario”;
-    creazione di sinergie tra le unità produttive insediate nell’area, che permettano l’attivazione di nuovi servizi quali energy management, safety management, mobility management, ecc..;
-    possibilità di applicare semplificazioni amministrative in adempimento ai requisiti normativi per l’ambiente e la sicurezza;
-    incrementare la competitività territoriale dell’area sulla base di soluzioni innovative, servizi di ricerca e sviluppo, incubatori di impresa, miglioramento della qualità ambientale e green marketing.

Deve altresì rilevarsi che un’importante opportunità è offerta dalla possibilità di estensione e di miglior utilizzo delle reti esistenti ed in particolare dell’acquedotto industriale che distribuisce l’acqua dell’invaso del Cillarese. Il Consorzio ha in corso di realizzazione, grazie ai fondi dell’Unione Europea del P.O 2007-2013, un impianto fotovoltaico da 150 kW con pannelli installati lungo il paramento della diga grazie al quale si conta di ridurre i consumi di energia elettrica dalla rete e, quindi, le emissioni di CO2 connesse con l’esercizio degli impianti di sollevamento e trattamento delle acque. E’ inoltre in programma la realizzazione un parco mini eolico della potenza complessiva di 90 kW da installarsi nell’area industriale di Brindisi a beneficio della gestione economica della pubblica illuminazione.

Alla luce dell’irrilevanza della contribuzione pubblica alla gestione del Consorzio e del continuo sforzo che la struttura tecnica e amministrativa compie per la gestione di una struttura complessa appaiono del tutto inappropriati per il Consorzio ASI di Brindisi  i termini utilizzati “deresponsabilizzato”, “costoso”, “inutile”; confermo quindi la mia personale disponibilità ad un confronto pubblico costruttivo sulle politiche di sviluppo della provincia di Brindisi.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Marcello Rollo: "Il Consorzio Asi non è né deresponsabilizzato né inutile"

BrindisiReport è in caricamento