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Cronaca Ostuni

Mazzette agli ispettori del fisco: altre richieste di patteggiamenti

BRINDISI – E’ slittata all’8 luglio l’udienza preliminare nei confronti dei quattro dipendenti dell’Agenzia delle entrate di Ostuni arrestati lo scorso settembre, assieme ad un altro loro collega nel corso dell’operazione “Cashmere”. Il rinvio si è reso necessario per impedimento del gup Valerio Fracassi. Dell’udienza di oggi il giudice avrebbe dovuto decidere sulle richieste di rito abbreviato da parte di Antonio Scalera, 33 anni, mesagnese, assistente tributario, e Alfredo Cisternino, 53 anni, ostunese, coordinatore tributario, difesi dagli avvocati Vittoriano Bruno e Amilcare Tana.

BRINDISI - E' slittata all'8 luglio l'udienza preliminare nei confronti dei quattro dipendenti dell'Agenzia delle entrate di Ostuni arrestati lo scorso settembre, assieme ad un altro loro collega nel corso dell'operazione "Cashmere". Il rinvio si è reso necessario per impedimento del gup Valerio Fracassi. Dell'udienza di oggi il giudice avrebbe dovuto decidere sulle richieste di rito abbreviato da parte di Antonio Scalera, 33 anni, mesagnese, assistente tributario, e Alfredo Cisternino, 53 anni, ostunese, coordinatore tributario, difesi dagli avvocati Vittoriano Bruno e Amilcare Tana.

Ed avrebbe dovuto decidere sugli altri due imputati: Salvatore Santoro, 58 anni, di Ceglie Messapica, collaboratore tributario, e Giovanni Pizzolla, 49 anni, di San Michele Salentino, operatore tributario, difesi dall'avvocato Mario Guagliani. Per questi due l'avvocato Guagliani si era riservato di avanzare richieste nell'udienza che si sarebbe dovuta tenere oggi. Lo farà l'8 luglio. Nella vicenda, costellata di mazzette chieste per addomesticare i controlli, fu arrestata una quinta persona: Vincenzo Sgura, 50 anni, ostunese, direttore tributario di servizio. Pochi giorni dopo l'arresto decise di ammettere le proprie responsabilità e ottenne con il patteggiamento la condanna a due anni e dieci mesi di carcere, pena sospesa.

Altre due persone furono denunciate a piede libero: Vito D'Aprile, 61 anni, nativo di Polignano, residente a Ostuni, dipendente dell'Agenzia delle entrate di Ostuni, e Angelo Lotesoriere, 36 anni, di Ostuni, residente a Grottaglie, che non è dipendente dell'Agenzia, ma la sua firma fu trovata su alcuni assegni che giravano nelle tasche dei principali imputati. L'inchiesta su alcuni dipendenti infedeli dell'Agenzia delle entrate di Ostuni fu avviata dalla Guardia di Finanza di Ostuni a seguito di un esposto di un cittadino di Carovigno che lamentava di avere ricevuto richieste per rendere meno minuziosi i controlli. Il denunciante fece alcuni nomi. Il sostituto procuratore Antonio Negro, titolare dell'inchiesta, ottenne dal giudice per le indagini preliminari Antonia Martalò il decreto per sottoporre a controllo alcune utenze telefoniche.

E fu possibile ai finanzieri scoprire il giro di estorsioni, anzi di concussioni perché si tratta di pubblici ufficiali, non indifferente. Chiedevano di tutto: denaro, cappotti in cashmere (da qui il nome dato all'operazione), pranzi gratis in ristoranti sottoposti a verifiche o in odore di controlli. Secondo il quadro che venne fuori attraverso le intercettazioni gli indagati conducevano una vita da nababbi a spese di coloro che finivano nella lista delle verifiche dell'Agenzia delle entrate di Ostuni. Il pm chiese al gip Martalò l'arresto dei cinque. Che furono prelevati dalle rispettive abitazioni lo scorso settembre. Come si è detto, Vincenzo Sgura in sede di interrogatorio di garanzia ammise le proprie responsabilità, quindi patteggiò e fu rimesso in libertà. Gli altri, assegnati nel corso dell'inverno agli arresti domiciliari, hanno ottenuto la scarcerazione definitiva il 25 marzo scorso.

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