Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Mensa: Comune denuncia Ladisa all'Autorità anticorruzione

Nella giornata odierna, la questione mensa ha tenuto impegnato l'ufficio Pubblica istruzione su due fronti: da un lato, è stata approvata la determina che autorizza la ditta Markas a utilizzare, da domani, il centro cottura di Zollino gestito dalla Turigest; dall'altro, è stata segnalata all'Autorità nazionale anticorruzione la Ladisa, per grave negligenza o malafede

BRINDISI – Nella giornata odierna, la questione mensa ha tenuto impegnato l’ufficio Pubblica istruzione su due fronti: da un lato, è stata approvata la determina che autorizza la ditta Markas a utilizzare, da domani, il centro cottura di Zollino gestito dalla Turigest; dall’altro, è stata segnalata all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) l’azienda che fino a dicembre gestiva il servizio, la Ladisa, per “aver commesso grave negligenza o malafede nell'esecuzione di precedenti contratti pubblici”.

Circa 2mila pasti destinati ai bimbi delle scuole d’infanzia e primarie, dunque, da domani fino al 28 febbraio verranno preparati dal personale della Turigest. I dipendenti della Markas impiegati nel centro cottura (circa 17 unità, fra cui tre cuochi), in virtù di un accordo sindacale raggiunto quest'oggi, svolgeranno provvisoriamente altre mansioni. 

Si tratta appunto di un subappalto, istituto vietato dall’articolo 28 del capitolato di gara sottoscritto lo scorso dicembre dalla Markas, che recita quanto segue: “E’ fatto divieto di subappaltare l’attività di preparazione e produzione pasti; sono subappaltabili tutte le altre attività e servizi relativi e/o connessi all’espletamento dell’appalto”. 

Per aggirare questo ostacolo, l’ufficio Affari legali del comune di Brindisi ha fatto riferimento al comma 2 dell’articolo 311 del regolamento sui contratti pubblici, che autorizza la stazione appaltante ad apportare varianti  al capitolato, nel caso in cui sussistano “cause impreviste e imprevedibili accertate dal responsabile del procedimento o per l’intervenuta possibilità di utilizzare materiali, componenti e tecnologie non esistenti al momento in cui ha avuto inizio la procedura di selezione del contraente”. A patto ovviamente che tali varianti “possano determinare, senza aumento di costo, significativi miglioramenti della qualità delle prestazioni eseguite”. 

L’autorizzazione al subappalto è stata messa nero su bianco con una determina firmata dal dirigente dell’ufficio Pubblica istruzione, Gaetano Padula. La Markas aveva dovuto mettersi alla ricerca di un nuovo centro cottura a seguito del sequestro di quello utilizzato fino allo scorso 22 gennaio (Masseria Marangiulo, nelle campagne di Cisternino). Nel territorio provinciale, dopo due giorni di ricerche “matte e disperatissime”, non sono state trovate valide alternative. La svolta è arrivata ieri, 28 gennaio, quando il sindaco ha annunciato il raggiungimento di un’intesa con la Turigest, ditta di Lecce che gestisce numerosi appalti nel Salento e che dispone di una struttura di 800 metri quadri, in grado di garantire fino a un massimo di 4mila pasti caldi. 

Certo, il fatto che Zollino disti da Brindisi circa 60 chilometri ha lasciato perplessi i genitori, i quali nutrono forti preoccupazioni sullo stato in cui le pietanze possano arrivare a destinazione, dopo 40 minuti di viaggio. Ma la prova del nove sarà appunto domani. 

Questa soluzione, ad ogni modo, ha contribuito a placare le acque sul versante politico. Già nella giornata di ieri era infatti rientrata la richiesta di dimissioni dell’assessore alla Pubblica Istruzione, Gioacchino Margarito, avanzata dal leader di Ncd, Massimo Ferrarese. Quest’oggi, invece, il sindaco ha teso la mano all’opposizione, attraverso un comunicato stampa in cui ha ringraziato i consiglieri comunali Mauro D’Attis, Massimiliano Oggiano e Giovanni Brigante, oltre all’esponente di Forza Italia Paolo Taurino, per il contributo dato “nella risoluzione del problema”. 
“Quanto al rapporto con i genitori – afferma ancora Consales - li invito a vigilare anche loro sul corretto  svolgimento del servizio (attraverso le modalità previste), così come  propongo di stabilire, a metà della prossima settimana, un incontro con gli  stessi genitori per fare il punto sulla situazione”.

Nelle prima parte della medesima nota stampa, il primo cittadino aveva fatto un cenno all’azione legale intrapresa nei confronti della Ladisa. “Dovranno essere stabilite con chiarezza  - dichiara Consales - le responsabilità per quanto accaduto dal 7  gennaio sino ad oggi, a partire da quelle imputabili al precedente gestore del servizio (Ladisa) nei cui confronti proprio stamane la Giunta Comunale  ha deliberato di agire attraverso la segnalazione alle apposite strutture di  controllo”. 

Il riferimento è alla delibera, firmata dall’assessore Margarito e dal dirigente Padula, con la quale il Comune segnala la Ladisa all’Anac per “aver commesso grave negligenza o malafede nell'esecuzione di precedenti contratti pubblici”, chiedendo che la ditta barese venga estromessa dalle procedure di gara riguardanti contratti pubblici. 

Tale iniziativa non stupisce affatto, se si considerano le pesanti esternazioni nei confronti della Ladisa proferite nelle scorse settimane sia da Margarito, che aveva parlato di atteggiamento ricattatorio da parte dell’azienda, che dallo stesso Consales, il quale aveva parlato di “un accerchiamento” intorno al Comune di Brindisi fatto da Ladisa. 

Il contenzioso ha inizio lo scorso 15 dicembre, quando il Comune (a seguito di una sentenza del consiglio di Stato che ha rigettato il ricorso proposto da Ladisa contro una sentenza del Tar che aggiudicava a Markas la gara d’appalto) ha sottoscritto con la Markas il capitolato triennale, con eventuale proroga di ulteriori di due anni. 

La società di Bolzano, da capitolato, sarebbe dovuta subentrare a partire dall’1 marzo. A fine dicembre, invece, scadeva il contratto trimestrale sottoscritto in agosto dalla Ladisa, mediante una gara negoziata a procedura ristretta indetta proprio per evitare che il servizio mensa rimanesse scoperto, in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato sulla guerra di ricorsi fra Markas e Ladisa. 

Il 15 dicembre, il Comune ha chiesto a Ladisa di restare per altri due mesi. Quello stesso giorno, la ditta barese ha contestato la legittimità della sentenza del Consiglio di Stato, invitando il Comune a revocare o annullare in autotutela la procedura di gara aggiudicata dalla società bolzanina. Ne è scaturito uno scambio di carteggi che si è protratto fino al 2 gennaio, quando il Comune ha intimato a Ladisa di non interrompere il servizio. 

Ma il 5 gennaio, durante un incontro in Provincia, l’ipotesi di una proroga è definitivamente naufragata e il Comune, qualche giorno dopo, ha affidato provvisoriamente il servizio a Markas. 

Tutto questo ha comportato due interruzioni del servizio (la prima scaturita dal contenzioso con Ladisa; la seconda dal sequestro di Masseria Marangiulo), con enormi disagi per bimbi e genitori, il cui malcontento nei confronti dell’amministrazione comunale è aumentato a dismisura. La speranza, a questo punto, è che la situazione torni quanto prima alla normalità, e che dal prossimo 1 marzo, con l’entrata a regime del centro cottura comunale di via Basento, le cose si sistemino definitivamente. 

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