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“Minacce elettorali su Whatsapp”: chiesto il processo per Pietanza. Per Luperti abuso d'ufficio

L’accusa di concussione elettorale confermata per il dipendente Multiservizi, ai domiciliari da maggio, ritenuto anche amministratore di fatto della partecipata. Luperti, ex assessore, ha reso interrogatorio a luglio: è imputato per abuso d'ufficio in relazione alla rimozione di un topo

BRINDISI – La Procura di Brindisi ha chiesto il processo per concussione elettorale in ambito Multiservizi, ribandendo che gli audio su Whatsapp contenevano “minacce gravi o comunque pressioni sui dipendenti della società partecipata” nel periodo delle amministrative di due anni fa. L’accusa è stata confermata nei confronti di Daniele Pietanza, ai domiciliari dallo scorso 10 maggio, mentre a Pasquale Luperti, ex assessore all’Urbanistica, nonché consigliere comunale, ricandidato nel 2016, viene contestato un episodio di abuso d'ufficio legato alla rimozione di una carcassa di un topo nell'abitazione privata di una impiegata dell'ufficio del Lavoro. 

Gli imputati e le accuse

Daniele Pietanza-2I due sono imputati, assieme ad altri sette brindisini coinvolti nei diversi tronconi dell’inchiesta, quello del furto dei computer del Comune di Brindisi e quello del peculato e dell’abuso d’ufficio. Compariranno davanti al gup il mese prossimo. Gli imputati sono: Carlo Zuccaro, dipendente della Multiservizi, accusato  in concorso con Pietanza di concussione elettorale, poiché sua sarebbe la voce dell’audio su Whatsapp; Bruno Giannotte accusato di furto di sei pc custoditi a Palazzo Guerrieri; Sirio Antonio, titolare di una impresa a Brindisi, cognato di Pietanza, per ricettazione di uno dei computer del Comune. Furto aggravato, ai danni dell’Amministrazione cittadina, per un valore di “almeno 2.400 euro”, comprensivo delle “tre serrature elettroniche forzate e danneggiate per entrare nei locali del Comune”

Imputati, inoltre: Nicola Iacobazzi, accusato di peculato in concorso con Pietanza, in relazione all’appropriazione di quattro pneumatici e altrettanti cerchi di proprietà della Multiservizi, destinati a un mezzo intestato a Sirio; Pasquale Magrì, Maristella Tramonte, impiegati dell’ufficio provinciale del Lavoro e Cosimo Rizzello, dipendente Multiservizi, questi ultimi accusati in concorso di abuso d’ufficio con Pietanza e Luperti perché questi ultimi avrebbero ordinato la rimozione della carcassa di un topo morto dall’abitazione privata di Tramonte, dopo la telefonata di Magrì a Luperti.

Nei giorni scorsi è stata notificata ai difensori prima la richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale e a seguire la data dell’udienza preliminare.

Le richieste di archiviazione

Il pm non ha esercitato l’azione penale nei confronti di tre persone, inizialmente destinatarie di avviso di garanzia: Pasquale Priore Oliva, pediatra di fiducia della famiglia di Pasquale Luperti, Paolo Lanza e Raffaele Zuccaro, dipendenti della Multiservizi. De Nozza ha chiesto l’archiviazione della posizione, anche dopo aver ascoltato gli indagati, finiti sotto la lente di ingrandimento per la “riparazione e il rifacimento del muro lesionato di proprietà del medico”

Fonti di prova: l’audio su Whatsapp

L'assessore Pasquale Luperti-2Nei confronti degli altri, il sostituto procuratore Giuseppe De Nozza, titolare del fascicolo d’inchiesta, ritiene di aver raccolto in questi mesi elementi in grado di sostenere l’accusa al dibattimento. Fonti di prova sono le informative di reato trasmesse dagli agenti della Digos, diretti da Antonio Calò, partendo dalla denuncia sporta da Sandro Trane, uno dei dipendenti della Multiservizi, finito – secondo la ricostruzione accusatoria – nella rete delle minacce a sfondo elettorale, finalizzate a far ottenere consensi a Luperti, come candidato consigliere nella lista Impegno sociale, a sostegno dell’avvocato Angela Carluccio, come sindaco. La prima sindaco donna della città, a capo di una coalizione centrista, eletta al ballottaggio. Al secondo turno riuscì a superare l’imprenditore Nando Marino, schierato dal centrosinistra a trazione Pd, risultato vincitore del primo turno.

L’inchiesta è stata imbastita sui messaggi audio che nel periodo compreso tra il primo e il secondo turno elettorale furono inviati dall’utenza telefonica in uso a Pietanza, con la voce di Zuccaro. Il primo: “Buongiorno amici miei, mi raccomando domenica di andare a votare Lino Luperti consigliere comunale e come sindaco la Carluccio, Angela, ok ragazzi? Tutti a votare olee”. L’altro audio, quello in vista del ballottaggio: “Amici grazie a tutti voi per l’ottimo risultato fatto avere al nostro caro amico Lino, adesso tutti insieme dobbiamo andare a votare il nostro sindaco Angela Carluccio: tutti insieme ragazzi, prendiamoci per mano e andiamo a votare Angela Carluccio, oleee!”.

Gli stipendi

Pietanza, assistito dall’avvocato Livio Di Noi, ha negato di aver mai fatto pressioni elettorali, così come ha escluso condotte simili Luperti, difeso dalla penalista Laura Beltrami. L’ex assessore ha reso interrogatorio il 10 luglio scorso per fornire una spiegazione alla contestazione mosse, legate a un episodio di abuso d'ufficio. Accusa che lo spinse a non ricandidarsi alle ultime amministrative, nella lista civica Brindisi Popolare a sostegno del candidato sindaco Roberto Cavalera.

Il pm Giuseppe De NozzaIl pm ha sottolineato che proprio nel periodo elettorale, ci sarebbero state tensioni per il pagamento dello stipendio ai dipendenti e in modo particolare alla “squadra addetta al verde pubblico coordinata da Trane”. Pietanza avrebbe ordinato, “senza averne titolo”, all’ufficio amministrativo della Multiservizi di non pagare Trane e gli altri che “si erano dichiarati orientati a votare Nando Marino”. Sempre in quel periodo Pietanza e Zuccaro avrebbero “minacciato di un grave danno ingiusto il legale interno della società” perché uno dei familiari era candidato a sostegno di Marino.

Persone offese

Il pm ha identificato come “persone offese” in primis il Ministero dell’Interno, presso l’avvocatura distrettuale dello Stato; il Comune di Brindisi, la Multiservizi; Sandro Trane e altri sei dipendenti della partecipata. Tutti potranno costituirsi parte civile in sede di udienza preliminare, ai fini della richiesta di risarcimento danni. Nel collegio difensivo ci sono gli avvocati Daniela Faggiano, Giuseppe Guastella, Carmelo Molfetta, Silvio Molfetta e Paoloantonio D'Amico.

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