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Minacciava di fare un attentato a Brindisi: marocchino espulso dall'Italia

Il Viminale ha espulso un marocchino di 25 anni che durante la detenzione ha asserito di far parte dell'Isis e di voler compiere un attentato dinamitardo a Brindisi

BRINDISI – Diceva di voler compiere un attentato dinamitardo nella città di Brindisi un marocchino di 25 espulso dal territorio nazionale per motivi di sicurezza dello Stato. Lo ha annunciato il ministero dell’Interno attraverso una nota diramata nella mattinata di oggi (15 febbraio). Lo straniero “è stato denunciato all’autorità giudiziaria per essersi più volte reso responsabile del reato di molestie a sfondo sessuale nei confronti del personale femminile che lavorava all’interno del centro in cui era ospite.

Successivamente è stato arrestato "per aver aggredito violentemente personale dell’Arma dei Carabinieri che tentava di identificarlo”. Ma l’aspetto più inquietante della vicenda è che il 25enne “dagli approfondimenti esperiti, è stato accertato che durante la detenzione, in base alle dichiarazioni rese dagli altri detenuti, avrebbe asserito di appartenere all’Isis e di voler compiere un attentato dinamitardo nella città di Brindisi”.

Le indagini sulla vicenda sono state svolte dalla Digos di Brindisi. Il marocchino infatti aveva confidato la propria volontà di compiere una azione terroristica in questa città mentre era detenuto nella casa circondariale dello stesso capoluogo di provincia, e nuovamente anche dopo essere stato trasferito nel Cara-Cie di Restinco, a pochi chilometri da Brindisi, ad altri soggetti che vi erano rinchiusi,  in attesa della poi avvenuta espulsione. 

Per questo  è stato rimpatriato, con accompagnamento nel proprio Paese, con un volo decollato dalla frontiera aerea di Milano Malpensa verso Casablanca. Il Viminale inoltre ricorda che con questa espulsione, la 17° del 2018, sono 254 i soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso espulsi con accompagnamento nel proprio Paese, dal 1° gennaio 2015 ad oggi”. 

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