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"Monetti sollecitava il pagamento a Nubile di un milione di euro"

La richiesta per l'estrazione del percolato. L'assessore lamentava anche che la ditta non avrebbe versato gli stipendi agli operai. Screti avrebbe azionato il contenzioso con l'Oga per ricavare 2 milioni dalla transazione. E avrebbe diffamato il lavoro svolto dai dirigenti Oga: uno dei funzionari pensò anche di querelarlo

BRINDISI –  Un milione di euro a titolo di ristoro per le spese sostenute per l’estrazione del percolato dalla discarica di Autigno. La società Nubile, tramite Luca Screti, chiedeva il pagamento di quella somma e l’assessore all’Ambiente, Antonio Monetti, avrebbe sollecitato il saldo, così come fatto dal sindaco Mimmo Consales.

Anche su quel pagamento ci sarebbe stata maretta tra la parte politica e quella tecnica dell’Oga: la prima, riconducibile al sindaco e al titolare della delega che non è indagato, avrebbe ritenuto valida l’istanza della ditta, mentre la seconda riconducibile all’ingegnere Gianluca Cuomo, avrebbe più volte rifiutato il pagamento esponendosi in tal modo a pressioni. Ne sono convinti i pm Giuseppe De Nozza e Savina Toscani titolare dell’inchiesta che a quanto pare potrebbe avere sviluppi anche clamorosi a breve, posto che lo stesso Screti ha chiesto e ottenuto di parlare con i magistrati, ottenendo ieri sera gli arresti ai domiciliari dopo essere finito in carcere, sabato scorso, con le accuse di corruzione, truffa aggravate e frode. Corruzione in concorso con il sindaco Mimmo Consales e con il commercialista Massimo Vergara, responsabile del settore amministrazione della Nubile.

Il nodo, quindi, è uno di quelli oggetto di approfondimento per stabilire se il costo per lo smaltimento del percolato è o meno a carico del gestore che, in ogni caso, secondo la Procura avrebbe di fatto creato una situazione di emergenza ambientale con l’accumulo di rifiuti all’interno dell’impianto di Cdr. Non solo. La società Nubile e più esattamente Screti che ne era amministratore unico, ha anche attivato un contenzioso con l’Oga sostenendo di aver subito danni in modo tale da arrivare a una transazione che avrebbe permesso al privato di ricavare circa due milioni di euro.

La bozza di accordo, come si ricorderà, era stata predisposta  da un avvocato nominato dall’assemblea dell’Oga, ma non venne sottoscritta di fronte al parere negativo di due ingegneri dell’Organo di governo d’ambito, vale a dire il dirigente Fabio Lacinio e il funzionario Gianluca Cuomo. Secondo i magistrati, la parte politica del Comune di Brindisi, avrebbe insistito: in questa direzione avrebbe agito non solo il sindaco, ma l’assessore all’Ambiente essendosi speso anche in riunioni ufficiali nel sostenere le ragioni della società.

In relazione a tali condotte, peraltro da riscontrare, i pm sono arrivati alla conclusione secondo cui Screti avrebbe di fatto avuto una certa capacità di “entrare” al Comune, nel senso di condizionare l’amministrazione.

La posizione dell’assessore all’Ambiente, proprio perché titolare della delega, sarebbe in corso di approfondimento anche  in relazione agli eventi successivi al sequestro della discarica di Autigno, quando si era alla ricerca di un luogo di soccorso, dove cioè smaltire il rifiuto biostabilizzato, che non fosse il sito di proprietà della società Formica Ambiente sul quale si erano espressi gli altri Comuni dell’Oga.

Screti avrebbe fatto sapere di chiedere l’autorizzazione a un sito differente perché l’imprenditore lo considerata non idoneo a ricevere le quantità prodotte nell’impianto di Cdr. Il sospetto, da accertare, è che la Nubile stesse limitando il numero dei conferimenti presso Formica, facendo aumentare le quantità presenti nel sito di via per Pandi, in tal modo alimentando una situazione di criticità.

A supporto del dubbio, ci sarebbe l’intenzione di Nubile di realizzare una discarica in agro di Mesagne  e tale proposta sarebbe stata  evidenziata da Monetti in occasione di una delle assemblee dell’Oga, come proposta del gestore di Autigno a individuare un altro sito. Ipotesi non scartata da Consales, ma da valutare ai fini della soluzione del problema gestione rifiuti. Ma non ci sarebbero stati consensi degli altri sindaci dei comuni dell’Oga. Per questo motivo gli agenti della Digos hanno acquisito i verbali delle riunioni Oga.

In fase di indagine, inoltre, sono state raccolte le note inviate dalla ditta Nubile ai Comuni, all’Oga e anche alla prefettura, con le quali all’allora amministratore unico avrebbe screditato il lavoro dei tecnici della struttura sostenendo di non essere nelle condizioni di pagare gli stipendi agli operai e persino di essere impossibilitato a rifornire di gasolio di mezzi aziendali.

Cosa voleva ottenere la società? Probabilmente il pagamento per le attività non eseguite nella gestione dell’impianto di Cdr, a dispetto di quanto previsto nel capitolato d’appalto.

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