Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

"Nessuna estorsione all'avvocato, solo un prestito da restituire"

"Nessuna estorsione, chiedevamo solo la restituzione di un prestito". Hanno fornito la loro versione dei fatti tre dei quattro brindisini arrestati dai carabinieri per estorsione ai danni di un avvocato civilista del foro di Brindisi. Dionisio Livera, Dario Guadalupi e Antonio Montanaro sono stati ascoltati stamani dal gip

BRINDISI – “Nessuna estorsione, chiedevamo solo la restituzione di un prestito”. Hanno fornito la loro versione dei fatti tre dei quattro brindisini arrestati dai carabinieri per estorsione ai danni di un avvocato civilista del foro di Brindisi. Dionisio Livera, 37 anni, Dario Guadalupi, 43 anni, e Antonio Montanaro, 42 anni, sono stati ascoltati stamani dal gip Maurizio Saso, nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia (Livera e Montanaro sono difesi dall’avvocato Giuseppe Guastella, Guadalupi dall’avvocato Mauro Masiello). Luciano Giglio, 38 anni, recluso nel carcere di Sanremo, non è ancora stato ascoltato (anche lui è difeso da Giuseppe  Guastella). 

Gli indagati, raggiunti sabato scorso (7 marzo) da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, hanno detto che conoscevano da tempo la vittima per comuni frequentazioni in ambienti calcistici. 

Dario Guadalupi (uno dei leader storici del tifo organizzato biancazzurro), da quanto riferito al giudice, vantava con il professionista un credito di alcune migliaia di euro, per un prestito elargito una decina di anni fa. Lo stesso Guadalupi, accompagnato da Livera, si sarebbe incontrato nel mese di febbraio con la vittima, cercando un accordo per la rateizzazione della parte residua della somma rivendicata. Gli indagati hanno negato di aver avuto un comportamento minaccioso nei confronti del legale. 

Questo è quanto sostenuto dai destinatari dell’ordinanza. La vittima, ovviamente, aveva fornito ai carabinieri una chiave di lettura molto differente dei faccia a faccia con i presunti estorsori avvenuti nel suo ufficio. I militari del Nucleo investigativo del comando provinciale hanno appurato che vi sarebbero stati almeno cinque incontri fra il professionista e gli indagati, nel giro di pochi mesi. Oltre alle quattro persone raggiunte dal provvedimento restrittivo, altri tre individui (ancora da identificare) avrebbero presenziato a una parte dei confronti.  

Le loro richieste si sarebbero fatte di volta in volta più consistenti, fino a toccare quota 5mila euro. In occasione del penultimo incontro, l’avvocato sarebbe stato costretto a privarsi del suo scooter Piaggio Beverly 500 (dalle dichiarazioni rese durante l’interrogatorio di garanzia  emerge invece che sarebbe stato lo stesso professionista a consegnare di sua iniziativa il motociclo, per alleggerire l’importo del debito). In un’altra circostanza, gli sarebbero state sottratte le chiavi dell’auto, poi restituite. 

La vittima, il 3 marzo, esasperata da un clima di intimidazione che incombeva anche sui famigliari, si è recata in caserma per sporgere denuncia. Oltre alla sua testimonianza, gli investigatori, coordinati dal pm Savina Toscani, hanno raccolto le dichiarazioni di un altro collega e di una dipendente del medesimo studio legale.

L’avvocato Guastella, riguardo ai propri clienti, valuterà se presentare istanza di attenuazione della misura restrittiva, dopo la lettura dei verbali di interrogatorio. L’avvocato Masiello ha già depositato richiesta di revoca della misura cautelare in carcere nei confronti di Dario Guadalupi. 

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