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Nelle foto, la partenza a rimorchio, dopo oltre un mese, della Norman Atlantic da Brindisi verso Bari, e alcune immagini delle operazioni di salvataggio

Nelle foto, la partenza a rimorchio, dopo oltre un mese, della Norman Atlantic da Brindisi verso Bari, e alcune immagini delle operazioni di salvataggio

Norman Atlantic, authority parte civile: "Danni al porto di Bari"

La lunga permanenza del relitto in banchina. La storia del salvataggio, il rimorchio e la messa in sicurezza del traghetto a Brindisi

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale è stata ammessa come parte civile nel procedimento a carico di persone fisiche per il naufragio della motonave Norman Atlantic, avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014, che causò la morte di 31 persone il ferimento di altri 64 passeggeri. Lo fa sapere la stessa authority.

Il giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Bari ha accolto la tesi rappresentata dall’ente, ammettendone la costituzione in giudizio. L’Adsp è stato rappresentato dall’avvocato Nicola Favia che ha esposto al gup “il grave nocumento ricevuto dal porto di Bari e riscontrabile attraverso dati statistici incontrovertibili riferiti ai traffici portuali”. Il gup ha aggiornato il prosieguo dell’udienza preliminare ai giorni 29, 30 e 31 ottobre 2019.

La Norman Atlantic lascia il porto di Brindisi 2-2-2-2

“Dal 14 febbraio 2015, infatti, il relitto della nave, in regime di sequestro, ha praticamente bloccato  la banchina n. 12 del porto, un molo operativo e nevralgico per i traffici portuali.”, dichiara l’Adsp. “Solo il 5 giugno dello scorso anno, l’AdSP Mam ottenne la possibilità di spostare la motonave Norman alla banchina n.30, meno operativa, ormeggiandola in sicurezza. Operazioni estremamente complesse che furono coordinate con grande successo dalla Capitaneria di Porto di Bari”.

“Abbiamo riscontrato, dati alla mano - dice il presidente dell’authority Ugo Patroni Griffi - che la permanenza del relitto presso la banchina 12 ha provocato un calo del 38% del traffico crocieristico, con un notevole riverbero negativo per l’economia del territorio. Da quando abbiamo spostato la motonave, e ancora non è trascorso un anno, si evidenzia già una netta ripresa, il molo è tornato nella sua piena operatività. È giusto che il danno arrecato sia riconosciuto al porto e alla città”.

Le operazioni di soccorso alla Norman Atlantic 2-2

La storia

Il traghetto Norman Atlantic che era in navigazione da poche ore con rotta Ancona, fu avvolto dalle fiamme il 28 dicembre 2014 quando si trovava nelle acque tra l’isola greca di Corfù e le coste albanesi. L’emergenza andava oltre i mezzi disponibili in quell’area sia della Guardia costiera ellenica che delle autorità marittime albanesi nel porto di Valona.

Brindisi, con i suoi rimorchiatori, le sue unità navali della Marina, diventò il fulcro delle operazioni di spegnimento e di salvataggio di passeggeri ed equipaggio in condizioni meteomarine estremamente complesse, con il concorso decisivo anche dei mezzi della Guardia Costiera di Otranto, e degli elicotteri della Marina e dell’Aeronautica partiti dalle basi della Puglia centro-meridionale. Grazie a ciò, il numero delle vittime e dei dispersi fu limitato.

I passeggeri radunati a poppa della Norman Atlantic-2-2-2

Il relitto del traghetto, ancora con focolai di incendi nei ponti dove erano stipati Tir ed auto, fu trainato nel porto di Brindisi il 2 gennaio dai rimorchiatori dell’impresa Barretta, e ormeggiato alla banchina di Costa Morena Est dove rimase sino alla tarda serata del successivo 13 gennaio, quando alle 22 iniziò il rimorchio verso il porto di Bari (e con esso fu trasferita nel capoluogo di regione anche la competenza delle indagini).

Qualcuno scrisse che il porto di Brindisi non era attrezzato per gestire le operazioni successive alle fasi di spegnimento (che furono difficili e durarono come già detto oltre un mese), ciò lo svuotamento della nave dal suo carico di automezzi. In realtà a Brindisi si era svolta la fase più delicata dell’intera operazione.

Ma ben presto gli operatori portuali di Bari si resero conto che il relitto del traghetto era una grossa “grana” per le loro attività ordinarie. Un problema che si sarebbe presentato anche a Brindisi, con l’occupazione di una banchina per anni, e per settimane anche degli spazi di stoccaggio con decine e decine di carcasse di Tir e trailer.

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