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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Omicidio Della Corte, indagini sullo stesso gruppo frequentato dalla vittima

FRANCAVILLA FONTANA – Si indaga negli ambienti malavitosi locali per la morte di Vincenzo Della Corte, 42 anni, ammazzato venerdì dell’altra settimana in un locale in via Veneto, a San Michele Salentino. L’ordine di ammazzarlo potrebbe essere partito dall’interno dello stesso gruppo di persone che Della Corte frequentava e fa capo ad un pregiudicato che, puntualmente, quando a Francavilla accade qualcosa di grave si trova al Nord. E rientra in paese quando le acque si calmano.

FRANCAVILLA FONTANA - Si indaga negli ambienti malavitosi locali per la morte di Vincenzo Della Corte, 42 anni, ammazzato venerdì dell'altra settimana in un locale in via Veneto, a San Michele Salentino. L'ordine di ammazzarlo potrebbe essere partito dall'interno dello stesso gruppo di persone che Della Corte frequentava e fa capo ad un pregiudicato che, puntualmente, quando a Francavilla accade qualcosa di grave si trova al Nord. E rientra in paese quando le acque si calmano.

E' una ipotesi che i carabinieri stanno vagliando nel tentativo di risalire a chi ha ucciso Della Corte sotto gli occhi del suo "socio" Cosimo Rochira, francavillese, condannato a 14 anni di carcere per omicidio volontario, titolare di un supermercato nel quale, i carabinieri ritengono, finisca la merce ordinata in giro per l'Italia. Nel locale di San Michele Salentino, nel quale Della Corte e Rochira, poggiandosi su una prestanome pulita, dovevano aprire un supermercato e lo stavano allestendo, c'erano al momento dell'omicidio anche due operai che stavano sistemando lattine di olio negli scaffali, e una commessa. Un locale preso in affitto un mese e mezzo prima e che doveva servire, sospettano gli investigatori, a riempirlo di merce che non sarebbe stata pagata ai fornitori.

I killer operarono in modo chirurgico. Entrarono in due, volti nascosti sotto passamontagna, armati di fucili, si diressero verso Della Corte che cercò riparo nel retro del locale, chiudendosi nel bagno. Gli assassini lo seguirono e gli spararono contro, attraverso la porta, tre colpi. Uno dei tanti pallettoni lo raggiunse alla nuca, fulminandolo. Gli investigatori, tra le tante cose, si chiedono: se i due assassini fossero stati forestieri, per avere la certezza di non sbagliare bersaglio, avrebbero sparato contro tutti. Per l'omicidio premeditato, o una vittima o più di una, la pena sempre l'ergastolo è. E invece gli assassini conoscevano perfettamente Della Corte ed era lui il bersaglio. Rochira, interrogato dai carabinieri, disse che Della Corte era stato ucciso per errore, perché il vero obiettivo era lui. E per mettersi al riparo dai killer il giorno dopo partì.

Come si diceva, i carabinieri ritengono che l'ordine di eliminare Della Corte sia partito dall'interno della malavita francavillese. E non escludono che ad armare i killer sia stato il boss con il quale aveva frequentazioni. Cosa può essere accaduto? Qualche anno fa Rochira veniva taglieggiato da un francavillese, tale Angelo Putignano, che pretendeva la tangente su ogni truffa compiuta da Rochira. Putignano fu ammazzato e per quell'omicidio Rochira è stato condannato a 14 anni di carcere. Può darsi che Della Corte fosse finito in una vicenda analoga? Ma forse è più probabile che Della Corte abbia voluto fare il furbo con qualcuno con il quale era in affari. Un qualcuno che non ha esitato a sguinzagliargli contro i sicari.

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