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Omicidio nella villetta: l'ingegnere ha lottato, prima della coltellata fatale

Eseguita l'autopsia sul corpo del 70enne Domenico Palmisano, il professionista di San Vito dei Normanni ucciso nella sua casa di campagna. Decesso avvenuto fa le 5 e le 10 del mattino del 29 novembre. Ucciso con un coltello

SAN VITO DEI NORMANNI – Ha tentato di difendersi Domenico Palmisano, prima di essere colpito dai fendenti che lo hanno ucciso istantaneamente. Sono stati riscontrati segni di lotta sul corpo del 70enne che intorno alle ore 21 del 29 novembre è stato trovato privo di vita nella cucina della sua abitazione in contrada Varvola, nelle campagne di San Vito dei Normanni. Ma il decesso è avvenuto parecchie ore prima: fra le 5 e le 10 del mattino di quello stesso giorno.

E’ quanto emerso dall’autopsia che nella serata di mercoledì (6 dicembre) è stata effettuata dal medico legale Antonio Carusi, che ha ricevuto Domenico Palmisano ok-2l’incarico dal pm Paola Palumbo. Che l’ingegnere di San Vito dei Normanni fosse stato ferito mortalmente con un’arma da taglio lo si era già capito dopo un primo esame necroscopico. L’esame autoptico ha fornito ulteriori indicazioni sull’arma utilizzata da un killer. Dovrebbe trattarsi di un comune coltello. Adesso i carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni e del Reparto operativo del comando provinciale di Brindisi hanno qualche elemento in più per far luce su quello che resta un giallo di difficile soluzione.

Il cadavere di Palmisano giaceva supino sul pavimento, vegliato da uno dei numerosi cani randagi di cui il 70enne si prendeva cura. I vigili del fuoco e i carabinieri, intervenuti dopo che alcuni conoscenti del professionista avevano lanciato l’allarme, preoccupati per il fatto che da oltre 24 ore non si mettevano in contatto con lui, sono entrati in casa attraverso una finestra.

L’ipotesi di un suicidio è stata scartata immediatamente perché la porta di ingresso era stata chiusa a chiave dall’esterno (forse perché il killer intendeva ritornare per spostare il cadavere) e vicino al corpo di Palmisano non è stato trovato il coltello insanguinato. Il movente resta avvolto nel mistero. Gli investigatori stanno scavando nella vita del sanvitese e continuano ad ascoltare le persone a lui vicine, per capire come mai una tranquilla persona che conduceva una vita solitaria, sia stata ammazzata nella sua abitazione. 

In quella villetta situata nei pressi della strada provinciale Latiano-Mesagne, Palmisano si era trasferito da qualche decennio. Non si era mai sposato. Non aveva figli. Frequentava poche persone. Gli unici suoi parenti erano un paio di cugine che vedeva di rado. Si spostava in sella alla sua bici o alla guida di un motocarro ape. Gli animali domestici e la cura del vasto terreno che circondava la casa lo tenevano occupato tutto il giorno. La lettura era uno dei suoi hobby. Dopo l'autopsia, il pm ha disposto la restituzione della salma ai parenti. Nei prossimi giorni si svolgeranno le esequie. 

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