Cronaca

Ospedale Perrino, a ruba anche i rotoli di carta igienica e i carrelli

Continuano le perquisizioni dei carabinieri tra Brindisi e provincia in abitazioni private e bar. Dalle intercettazioni emerge che per un giorno i furti furono sospesi perché era stato ricoverato un militare e c’erano diverse auto dell’Arma nel parcheggio. Alcuni indagati temevano di essere scoperti dai vicini di casa

BRINDISI – Bagni dell’ospedale Perrino di Brindisi senza carta igienica, rotoli spariti e finiti in bustoni neri della spazzatura per essere caricati in auto e finire altrove. Nelle abitazioni di parenti e vicini di casa che qualche sospetto iniziavano ad averlo.

Emerge anche questo dall’ordinanza di custodia cautelare che ieri, lunedì 17 ottobre, ha portato agli arresti in carcere Olivier Cannalire e Michelangelo Lombardi, entrambi dipendenti della Sanitaservice, e ai domiciliari Massimiliano Bataccia, Damiano Bissante, Attilio Ferulli, Ignazio Menga, Antonio Pozzessere, Concetta Pozzessere e Patrizia Ramazzo. Obbligo di dimora per Cosimo De Tommasi. A piede libero sono rimasti Sergio Gianfrate, Saverio Pollio e Santo Schiena per i quali il pm aveva chiesto i domiciliari, ma il gip non ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari.

Il numero degli indagati, nelle ultime ore, è salito a 46 per effetto delle perquisizioni eseguite dai militari a Brindisi, in alcuni comuni della provincia e nel Leccese, alla ricerca di materiali sottratti dalla farmacia e dal deposito dell’ospedale Perrino nelle ultime settimane. Sono spariti pannolini per bambini, amuchina, antibiotici, antidolorifici, guanti, garze, materassi, flebo, cerotti e materiale di cancelleria. E persino la carta igienica e i carrelli in acciaio inox.

Il pomeriggio del 31 maggio scorso, una delle telecamere nascoste usate per le indagini, ha ripreso Michelangelo Lombardi “mentre si impossessava di due carrelli che si trovavano nei locali della sterilizzazione per caricarli nella sua auto e portarli al titolare di un bar”. Anche i bar sono finiti nella rete dei controlli dei carabinieri, dopo gli studi dentistici e per tatuaggi. Il giorno precedente, le intercettazioni hanno svelato che “Sergio Gianfrate era solito procurarsi la carta igienica dall’ospedale” e che per sottrarla via chiedeva a un familiare di “portare una busta di plastica nera”.

L’ascolto delle telefonate praticamente in diretta ha permesso anche di scoprire che il 28 maggio c’era stato uno stop ai furti dovuto al fatto che quel pomeriggio era stato ricoverato al Perrino un carabiniere: la difficoltà a “uscire dall’ospedale a causa della presenza dei militari era stata manifestata da Lombardi a Concetta Pozzessere”, si legge nel provvedimento di arresto firmato dal gip del Tribunale di Brindisi Stefania De Angelis.

La donna, inoltre, “era preoccupata per il fatto che i suoi vicini di casa potessero venire a conoscenza del fatto” che c’era chi “deteneva merce rubata in ospedale”. In alcune occasioni avrebbe rifiutato di prendere in consegna pannolini per bambini perché “la taglia era piccola e non era richiesta”, di conseguenza non sarebbe stato facile procedere alla vendita. Gli interrogatori degli indagati iniziano nelle prossime ore, a cominciare da chi è finito in carcere.

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