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Ospedali, chiusa l’inchiesta sulla mensa: in 18 rischiano il processo

Appalto del valore di cinque milioni in tre anni: olio, formaggio, latte e frutta non corrispondenti al capitolato. Notificati gli avvisi di conclusione ai dirigenti della società Gemeaz Elior spa. Il pm: “Frode in pubbliche forniture”. Asl parte lesa

BRINDISI –  Secondo la Procura di Brindisi avevano ragione i pazienti degli ospedali di Brindisi e Ostuni quando si lamentavano della qualità dei pasti servizi perché olio, formaggio, latte e frutta non erano quelli previsti nel capitolato del valore di cinque milioni di euro in tre anni. E per questo il pm potrebbe chiedere il processo per 18 dirigenti della Gemeaz spa di Milano.

Il pm Giuseppe De NozzaI 18 nella mattina di oggi hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe De Nozza, all’esito degli accertamenti delegati ai carabinieri del Nas di Taranto, arrivati nelle cucine a servizio degli ospedali più di qualche volta dal 2008 sino a qualche mese addietro. L’ipotesi di reato contestata attiene alla frode in pubbliche forniture, con la Asl riconosciuta parte lesa, con conseguente danno legato all’”ingiusto profitto conseguito dalla Gemeaz Elior” per centomila euro.

Con la notifica degli avvisi di chiusura dell’inchiesta, il pubblico ministero ha confermato l’impostazione imbastita inizialmente ed è pronto ad esercitare l’azione penale con la formulazione del capo di imputazione e conseguente richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale. Per gli indagati c’è la possibilità di presentare memorie e chiedere di essere interrogati.

Sotto inchiesta sono finiti i dirigenti responsabili della società per azioni, una tra le più conosciute su scala nazionale per i servizi di ristorazione gestiti per conto di Pubbliche Amministrazioni, i referenti locali, così come coloro i quali hanno avuto incarichi di responsabilità per la gestione dei centri cottura. Si tratta di persone per lo più residenti al Centro e al Nord Italia.

In particolare, stando a quanto di legge negli avvisi, non ci sarebbe stata corrispondenza tra quanto chiesto dalla Asl e riportato, quindi, nel capitolato d’appalto, e quanto invece presente nelle cucine al servizio sia dell’ospedale di Brindisi che di quello di Ostuni e servito ai pazienti per colazione, pranzo e cena. La frode sarebbe stata consumata fornendo all’Azienda sanitaria locale formaggi diversi rispetto al Grana, così come olio di semi in sostituzione di quello extravergine e ancora latte non fresco preferito a quello a lunga conservazione. Difformità anche rispetto alla frutta, diversa per qualità e quantità. In tal modo, secondo l’accusa, la Gemeaz avrebbe risparmiato sulla fornitura.

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