Ostuni, bianco a rischio. Appello ai privati

OSTUNI - La bella Città bianca è esposta al rischio di ‘ingrigirsi’. E poiché il bianco a Ostuni non è una variante cromatica come tante altre, ma molto, molto di più, allora si deve correre ai ripari. E’ per questo che l’amministrazione comunale

Affaccio su mare e ulivi

OSTUNI - La bella Città bianca è esposta al rischio di ‘ingrigirsi’. E poiché il bianco a Ostuni non è una variante cromatica come tante altre, ma molto, molto di più, allora si deve correre ai ripari. L’ordinanza annuale che impone ai residenti di tinteggiare i muri esterni delle proprie abitazioni con il tradizionale latte di calce non viene osservata come dovrebbe e quindi c’è da affrontare un problema che rischia di ripercuotersi gravemente sull’immagine della città.

E’ per questo che l’amministrazione comunale, che non può accollarsi l’onere di provvedere alla ripitturazione annuale per via delle ristrettezze economiche in cui versano tutti i Comuni d’Italia, lancia un’iniziativa ai privati: “Adotta un vicolo o una piazza della tua citta’” si chiama, ed è un progetto al quale sono chiamati ad aderire i rappresentanti delle associazioni del territorio, gli operatori commerciali e tutti i cittadini interessati.

L’idea del Comune, con in testa il sindaco Domenico Tanzarella è quella di sensibilizzare la coscienza dei residenti e proprietari di immobili alla pulizia imbiancatura a latte di calce, dei muri esterni alle abitazioni. “Ci ritroviamo a dover pensare a progetti che coniughino l’intervento pubblico con quello privato, perché l’amministrazione non può farcela da sola, ed è più che mai necessario per Ostuni conservare la sua caratteristica principale, il bianco del centro storico, che è per altro una delle principali attrattive turistiche” ha spiegato il sindaco.

L’obiettivo è quindi ‘rendere armonicamente bianco il rione denominato ‘La Terra’. E per questa ragione lunedì prossimo, 29 aprile, vi sarà il primo incontro con gli operatori commerciali a palazzo di città. Il gioiellino va preservato. Il borgo medievale con le sue mura alte e il candore di tutte le casupole che, per la gran parte, sono state acquistate da forestieri e che costituiscono il clou della movida estiva ha da restare così com’è ritratto sulle cartoline.

L’eccezione è fatta solo per qualche palazzo e per la facciata della cattedrale, ma per il resto, l’insieme è monocromatico (o l’esatto contrario, a voler considerare il bianco come la totalità dei colori esistenti in natura) e tale deve restare. A qualche centinaia di metri di distanza, a guardare Ostuni, aggrappata sul suo colle, dalle strade che dal mare conducono al centro, sembrerebbe che non vi sia nulla fuori posto. Avvicinandosi un po’ capita di imbattersi in qualche muro un po’ più sbiadito.

Tracce di nero e di grigio, le conseguenze degli agenti atmosferici e anche dell’inciviltà di qualcuno. In primavera, puntuale come sempre, arriva l’ordinanza del sindaco che impone a i proprietari di provvedere. Ma spesso le prescrizioni non vengono osservate. Allora è il caso di fare appello a chi, poi, usufruisce della fama della Città Bianca per far fruttare le proprie attività commerciali. Basta poco. Qualche sacchetto di calce, un pennello e qualche tanica d’acqua e la miscela è fatta. Pitturare, poi, può rivelarsi perfino gradevole.

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