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Gli sportelli immigrazione questura di Brindisi

Gli sportelli immigrazione questura di Brindisi

Picchiava la moglie incinta: arrestato

SAN DONACI – Aveva fatto giungere regolarmente in Italia la moglie dal Marocco ma quando la ragazza, una 25enne, si è trasferita nell'abitazione del marito, per lei è iniziato un incubo: nonostante la gravidanza, è stata ripetutamente picchiata e maltrattata, tanto che all'ottavo mese è finita in ospedale con un trauma cranico e forti dolori all'addome.

SAN DONACI - Aveva fatto giungere regolarmente in Italia la moglie dal Marocco ma quando la ragazza, una 25enne, si è trasferita nell'abitazione del marito, per lei è iniziato un incubo: nonostante la gravidanza, è stata ripetutamente picchiata e maltrattata, tanto che all'ottavo mese è finita in ospedale con un trauma cranico e forti dolori all'addome. Ieri, finalmente, il suo aguzzino è stato arrestato. Si tratta di un 24enne di origini marocchine, S.A. residente a San Donaci, incensurato. Dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate.

La vittima, invece, è stata trasferita, insieme alla sua bambina in una casa rifugio lontana dai luoghi dove veniva maltrattata. A trarla in salvo gli agenti dell'ufficio immigrazione di Brindisi, diretto dal vice questore aggiunto Stefania Occhioni, che hanno avviato un'accurata indagine a carico del 24enne, dopo uno sfogo della vittima negli stessi uffici della Questura di Brindisi. La donna nonostante avesse raccontato tutto ai poliziotti non ha mai voluto sporgere denuncia contro il marito, ma gli agenti dell'Ufficio immigrazione sono riusciti comunque a dimostrare i maltrattamenti di cui si è reso responsabile il marocchino.

L'ordinanza di custodia cautelare eseguita nel pomeriggio di ieri è stata emessa dal gip Paola Liaci su richiesta del pm Savina Toscani. Tutto ha avuto inizio quando la vittima di questi maltrattamenti chiese aiuto al personale dell'Ufficio immigrazione durante l'istanza per il rilascio del permesso di soggiorno mentre si stavano eseguendo i rilievi fotodattiloscopici, senza la presenza del marito. Rifiutò categoricamente di formalizzare la denuncia. Da quel momento però gli agenti dell'Ufficio immigrazione che avevano assistito allo sfogo accorato della giovane, monitorarono continuamente l'evolversi della vicenda sino a quando una notte di agosto la straniera venne ricoverata in ospedale a causa delle percosse del marito.

Le furono diagnosticati "trauma cranico-facciale ed algie addominali in gravida all'8° mese" accusando dolori al volto e all'addome pelvico. La straniera rimase in degenza per oltre un mese, anche dopo la nascita della figlia. Dopo le dimissioni dall'ospedale, però, le percosse e i maltrattamenti continuarono e così decise di chiedere protezione all'Ufficio immigrazione.

Ai poliziotti raccontò che i maltrattamenti si erano protratti anche dopo il parto. Non le veniva consentito di pranzare con la famiglia ma si doveva accontentare di avanzi da consumare da sola, inoltre nessuno provvedeva ad affiancarla nella cura della piccola, neanche per comprare vestitini o alimenti di prima necessità. Le veniva impedito di usare il cellulare ed inoltre le era stato sottratto il passaporto. Fortunatamente l'incubo è finito. La giovane madre e la piccola adesso si trovano in una casa rifugio lontano dalla famiglia mentre il marito è stato arrestato trasferito presso la sua abitazione in esecuzione della misura cautelare agli arresti domiciliari.

"La vicenda oltre per il risvolto umano ha una sua valenza giuridica in quanto la misura cautelare è stata applicata sulla base della nuova normativa per il contrasto della "violenza di genere" che ha l'obiettivo di prevenire il femminicidio e proteggere le vittime. La normativa ha inasprito le pene per i delitti di stalking e di maltrattamenti in famiglia ed in particolare quando il fatto è consumato contro familiari e conviventi e quindi ai danni del coniuge, anche divorziato o separato, o dal partner allargando il ventaglio delle ipotesi di arresto in flagranza di reato", si legge nel comunicato stampa diramato dall'ufficio immigrazione della questura di Brindisi.

 

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