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Accusa i poliziotti di averlo picchiato, ma viene indagato per calunnie

Un procedimento per calunnie aperto nei confronti di un pregiudicato che aveva falsamente riferito al gip di essere stato picchiato dalla polizia durante un controllo avvenuto nel commissariato di Ostuni, e un cittadino marocchino denunciato per evasione

OSTUNI – Un procedimento per calunnie aperto nei confronti di un pregiudicato che aveva falsamente riferito al gip di essere stato picchiato dalla polizia durante un controllo avvenuto nel commissariato di Ostuni, e un cittadino marocchino denunciato per evasione, scoperto al bar a bere una birra nelle stesse ore in cui si sarebbe dovuto presentare in tribunale per un processo.

Sono due casi dei quali negli ultimi giorni si sono occupati i poliziotti del commissariato di Ostuni. Il primo episodio vede come protagonista il 37enne P.M., che nel corso di verifiche da parte dell’equipaggio di una volante davanti a un bar nel centro della Città Bianca aveva avvicinato gli agenti oltraggiandoli davanti ai presenti e alla gente che entrava e usciva da un vicino supermercato.

Motivo del rancore, un precedente arresto per droga. Trasferito con non poche difficoltà in commissariato, spiega la polizia, Pm: avrebbe dato in escandescenze prendendo a calci i mobili e minacciando di provocarsi lesioni per poi accusare gli agenti di averlo percosso. E in effetti, giunto il momento dell’interrogatorio davanti al giudice delle indagini preliminari, P.M. accusava i due agenti che lo avevano condotto in commissariato di avergli sbattuto la testa contro il pavimento.

Successivi accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria accertavano che al contrario era stato P.M. ad aggredire gli agenti, da qui, alla chiusura delle indagini preliminari, l’avviso di garanzia a P.M. per calunnia aggravata dalla condotta recidiva.

Dovrà rispondere invece anche di evasione il 30enne cittadino marocchino residente a Ostuni che in mattinata avrebbe dovuto essere scortato in tribunale da una pattuglia del commissariato. Ma a casa non c’era, malgrado fosse agli arresti domiciliari. I poliziotti lo hanno sorpreso poco dopo in un bar a scolarsi una birra e a fumare. Il pm ha disposto per il detenuto la continuazione della custodia cautelare in casa.

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