Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

"Premi salvi per i dirigenti, 700mila euro in meno per il personale"

"Dire che siamo delusi dalle scelte del Comune di Brindisi è poco: mentre i dirigenti avranno regolarmente le indennità di posizione e risultato, i dipendenti sono costretti a fare i conti con 700mila euro in meno e a chiedere il pagamento del lavoro svolto due anni fa con i progetti"

BRINDISI – “Dire che siamo delusi dalle scelte del Comune di Brindisi è poco: mentre i dirigenti avranno regolarmente le indennità di posizione e risultato, i dipendenti sono costretti a fare i conti con 700mila euro in meno e a chiedere il pagamento del lavoro svolto due anni fa con i progetti”. La contestazione porta la firma di Pino Roma, segretario aziendale della Uil a Palazzo di città, ed è esplosa davanti alla tabella di riparto delle somme che andranno ai dirigenti dell’amministrazione con riferimento all’ultimo fondo approvato nei giorni scorsi e valido per il 2013. Cassetto nel quale sono stati collocati 661.200 euro e 88 centesimi stando ai conteggi fatti, con divisione per ciascuno dei funzionari posti a capo delle ripartizioni, compresi i dirigenti chiamati a svolgere le funzioni ad interim.

“Non possiamo fare a meno di chiederci e, quindi, di domandare a chi di dovere come sia possibile che il Comune di Brindisi premi chi di fatto ha la responsabilità delle condizioni economico -finanziarie dell’Ente: non è mistero per nessuno che l’amministrazione è stata bacchettata dal collegio dei revisori dei conti per la questione del patto di stabilità che, come si sa, è stato sforato”, ricorda il sindacalista. “Eppure chi dirige continua ad avere stipendi e annesse indennità, mentre il resto della platea che lavora, vale a dire i dipendenti, paga le conseguenze di scelte altrui”.

“Fatta eccezione per i dirigenti, il resto del personale comunale è ancora in attesa di ottenere il pagamento dei progetti a cui ha partecipato e che si riferiscono allo stesso anno per il quale è arrivato il via libera alla liquidazione delle somme per i vertici degli uffici”, spiega Roma. L’anno di riferimento è il 2013. “Perché ci sono due pesi e due misure?”.

Comune di Brindisi - Uffici-2“Quanto, poi, alla questione dello sforamento del patto di stabilità nel 2014, va detto che per i dipendenti ci sono conseguenze pesanti, dal momento che le disponibilità sono notevolmente ridotte come diretta conseguenza dello sbilanciamento dei conti: per quel che ci risulta, ci sono circa 700mila euro in meno, il che vuol dire che – salvo novità dell’ultimo minuto per decisioni che a noi sfuggono – sono a rischio dieci progetti”. “Per gli stessi organi politici, dal sindaco agli assessori, per arrivare ai consiglieri comunali è prevista una decurtazione del trenta per cento sulle indennità, sempre come conseguenza del famoso sforamento. E questo va detto a conferma del fatto che anche questa categoria paga per lo sbilanciamento”.

Tra gli ambienti sindacali circola insistentemente la voce secondo cui potrebbero essere cancellati i progetti cosiddetti prioritari che ogni anno venivano finanziati con fondi propri del Comune, vale a dire disponibilità derivanti dal bilancio, ma poiché lo sforamento c’è stato ed è stato certificato dai revisori, con ammissione del sindaco Mimmo Consales, la capacità di spesa è notevolmente ridotta. Tanto da portare alla cancellazione del piano di lavoro a supporto dell’Ufficio del Consiglio comunale, realtà di recente costituzione, pensata per dare risposte alla presidenza dell’assemblea consiliare e ancor prima a chi occupa uno scranno in aula, alla ricerca di documenti.

“In una situazione di questo tipo, chiediamo all’amministrazione se non sia il caso di valutare l’operato dei dirigenti prima di procedere al pagamento effettivo delle indennità e di fare la stessa valutazione per chi era preposto al controllo”, prosegue il segretario aziendale della Uil. “A questo proposito, ci permettiamo di ricordare che contestazioni in questa direzione c’erano state già lo scorso anno, quando venne a galla la storia degli arretrati che la società Enel avrebbe dovuto pagare a titolo di Imposta comunale sugli immobili. Anche allora chiedemmo di capire come si era arrivati a una situazione di quel tipo, ma niente, non ci fu risposta”.

La Uil nonostante la delusione dichiarata non perde la speranza di ottenere riscontri. “Qualcuno prima o poi dovrà dare delle spiegazioni. Noi aspettiamo”.

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