Cronaca

A bordo del relitto comanda ancora il fuoco. Destino della nave al centro di un vertice

Raffiche di tramontana sino a 35 nodi stanno creando problemi per le ispezioni a bordo del Norman Atlantic, ormeggiato a Costa Morena est nel porto industriale di Brindisi. Le raffiche ravvivano infatti i focolai di incendio, contro cui stanno combattendo i vigili del fuoco per consentire un nuovo tentativo di accesso al ponte 3 della nave

BRINDISI – Raffiche di tramontana sino a 35 nodi stanno creando problemi per le ispezioni a bordo del Norman Atlantic, ormeggiato a Costa Morena est nel porto industriale di Brindisi. Le raffiche ravvivano infatti i focolai di incendio, contro cui stanno combattendo i vigili del fuoco per consentire un nuovo tentativo di accesso al ponte 3 della nave alla squadra composta da personale del Nucleo investigazione antincendi, Guardia Costiera e polizia scientifica. Le condizioni meteo peggioreranno nelle prossime 24 ore con vento sino a forza 8 e oltre, e si sta lavorando per migliorare la posizione di ormeggio della nave entro domani. A prua e a poppa gli equipaggi dei rimorchiatori dell’impresa Barretta hanno già predisposto cavi di acciaio per agganciare la nave in caso di emergenza.

Non c’era a bordo oggi il pm Ettore cardinali, della procura di Bari, che alle 11 ha affidato gli incarichi peritali per effettuare le autopsie sui nove corpi di passeggeri custoditi presso l’Istituto di medicina legale del capoluogo di regione, mentre sempre per oggi alle 16 è stato convocato un vertice dal procuratore capo Giuseppe Volpe, per fare il punto sullo stato degli accertamenti, e per affrontare la spinosa questione della destinazione del relitto. I problemi tecnici sono complessi e non si possono risolvere solo decidendo di spostare il traghetto da Brindisi a Bari.

Partendo dall’interesse che muove l’autorità giudiziaria, c’è la questione delle perizie sui circa 200 mezzi pesanti e auto che si trovano nel traghetto, calcinati e fusi dalle altissime temperature dell’incendio. Tutti dovranno essere estratti ed esaminati, anche alla ricerca di eventuali tracce di resti umani, ma anche per tentare l’individuazione dell’origine del fuoco che si è diffuso nella nave, dato che si fa sempre più strada la convinzione che tutto sia cominciato proprio da un veicolo. Convinzione che dovrà essere però supportata sia dagli esiti finali delle ispezioni che dall’esame delle registrazioni delle due scatole nere già recuperate dagli investigatori, che dovrebbero contenere  il dato dell’allarme per incendio a bordo e l’ubicazione dello stesso.

Dove mettere le carcasse di duecento Tir, rimorchi e auto? Non certo a Costa Morena Est, che è una banchina commerciale che non può essere occupata dai resti dei veicoli della Norman Atlantic. Inoltre, per scaricare le carcasse, la condizione primaria, oltre quella dell’estinzione totale dei focolai e dell’abbassamento delle temperature interne alla nave, è posizionare la Norman Atlantic in andana, cioè con la poppa alla banchina per poter aprire la rampa. Operazione che non si può comunque effettuare a Costa Morena perché non c’è un corpo morto con boa in grado di tenere saldamente il traghetto di prua. In questo momento apriire il portellone significherebbe riattivare in pochi minuti l’incendio.

Quindi serve un sito di ormeggio idoneo, e a Brindisi attualmente è quello usato dai traghetti di Grimaldi, ma non si può certo interrompere il traffico commerciale; la nave va rimossa da Costa Morena non appena possibile perché accanto transitano le gasiere del Gpl, e si tratta di presenze incompatibili; il sito dovrà avere un piazzale a disposizione per disporvi i relitti dei veicoli, che il pm Ettore Cardinali vuole siano “esaminati uno per uno”, cosa altamente complicata da svolgere nei garage della nave. Ultima questione, non urgente ma da valutare sin da ora, la destinazione delle migliaia di tonnellate di rottami, che sono a tutti gli effetti rifiuti speciali (e non cenere di caminetti).

Questi sono i nodi tecnici sul piatto del vertice odierno presso la procura di Bari,. Al quale aggiungere l’individuazione dei resti di eventuali passeggeri dispersi e di eventuali clandestini. Sullo spostamento della nave dovrà pronunciarsi un ingegnere inviato a Brindisi dal Rina di Genova, che ha potuto oggi che esaminare esternamente il traghetto, che resta inclinato a dritta a causa dello spostamento del carico, liberato dall’incendi degli pneumatici degli stessi mezzi pesanti che li hanno abbassati rendendo inutili i rizzaggi. Un parere si potrà esprimere solo dopo aver esaminato le condizioni interne della carena, quindi anche questo è rinviato al momento in cui i focolai saranno estinti, e forse ci vorrà qualche settimana secondo il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Brindisi.

Insomma, sui tempi dell’inchiesta e dello spostamento della nave comanda il fuoco. “Una cosa è certa – ha detto il tecnico del Rina -, la nave non si muoverà se non in condizioni di estrema sicurezza per la navigazione e per l’ambiente”. A Bari oggi, anche il comandante della Capitaneria di Brindisi, Mario Valente, al quale spetta comunque l’ultima parola sull’eventuale trasferimento altrove della nave, essendo sua la firma che dovrà comparire in calce all’autorizzazione, e i vertici dell’Autorità portuale e dei vigili del fuoco. Se ne saprà di più in serata. Le novità sono molto attese anche dai rappresentanti della compagnia assicuratrice della nave, che sono arrivati a Costa Morena accompagnati dall'avvocato Tommaso Marrazza.

AGGIORNAMENTO - Anche investigatori tedeschi indagheranno sulle cause del rogo scoppiato a bordo della Norman Atlantic, in cui ha perso la vita almeno un cittadino tedesco. Lo ha reso noto oggi Volker Schellhammer, direttore dell'autorità federale investigativa sugli incidenti nautici in Germania (Bsu), che ha anche offerto alle autorità italiane di inviare un esperto a bordo del traghetto ancorato nel porto di Brindisi. Gli investigatori tedeschi interrogheranno inoltre i compatrioti a bordo della nave. La Bsu si attiva in caso di incidenti nautici nelle acque nazionali, ma anche a livello internazionale per le navi battenti bandiera tedesca, oppure in caso di incidenti con vittime della Repubblica federale.

 

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