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Protesta davanti alla sede Asl da parte dei dipendenti della Sanitaservice

Mattinata di protesta, quella di oggi per i dipendenti della Sanitaservice che da mesi chiedono l'aumento a 35 ore settimanali per tutti i lavoratori ad orario ridotto, circa cento, e la progressione orizzontale prevista dal Contratto collettivo nazionale del lavoro da A1 ad A2

BRINDISI – Mattinata di protesta, quella di oggi, giovedì 22 dicembre, per i dipendenti della Sanitaservice, società in house dell’Asl di Brindisi, che da mesi chiedono l’aumento a 35 ore settimanali per tutti i lavoratori ad orario ridotto, circa cento, e la progressione orizzontale prevista dal Contratto collettivo nazionale del lavoro da A1 ad A2. Oltre che migliori condizioni di lavoro. 

Lo stato di agitazione, che si è concretizzato con un’assemblea generale di tre ore davanti alla sede della direzione generale dell’Asl di Brindisi sita in via Napoli al quartiere Casale, è stata indetta dalla Uil Fpl che ha già aperto da tempo la vertenza con la direzione generale dell’Asl avente come oggetto i due punti per i quali oggi i lavoratori sono scesi in strada.

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Da una precedente riunione tenutasi il 16 dicembre è emerso un aspetto ritenuto “inquietante” dall’organizzazione sindacale: “lo stato di esasperazione di tutto il personale che ha difficoltà a richiedere anche un giorno di ferie”, personale che “è costretto a subire turni sconclusionati e conosciuti all’ultimo momento che non consentono una pur minima programmazione della vita privata; garantisce di notte, la presenza in otto/nove reparti; è fatto oggetto di atteggiamenti scorretti e frustranti da parte di sopra ordinati appartenenti a codesta azienda che alla Asl Br”, scriveva il segretario generale Enzo Sancesaria all’indomani dell’incontro. Successivamente si è tenuta una mattinata di “protesta” davanti alla sede degli uffici amministrativi, al Perrino e oggi in via Napoli. In programma un’altra azione nei prossimi giorni dove sarà coinvolto il Prefetto e i vertici della Regione Puglia. Si prevede uno sciopero.

La situazione è degenerata dopo una lettera inviata dal direttore generale dell’Asl Giuseppe Pasqualone, il 5 dicembre scorso all’amministratore unico Sanitaservice, a tutti i lavoratori e alle rappresentanze sindacali, in cui spiegava di non avere le competenze per soddisfare le richieste avanzate dai lavoratori. Da quanto fanno sapere dalla Uil, “C’era stato un impegno da parte di Pasqualone, durante un incontro con Sancesaria, precedente alla lettera, di portare tutti i contrati a 35 ore entro fine anno e di fare uno studio di settore per capire se è possibile portare la progressione orizzontale da A1 ad A2. Poi è stato fatto un passo indietro ed è stata inviata una lettera dove fondamentalmente Pasqualone spiega di non poter risolvere questa questione. Ma la Asl è l’unico socio di maggioranza della Sanitaservice, quindi il proprietario della società è il direttore generale”.

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