Sabato, 15 Maggio 2021
Cronaca

Rifiuti e corruzione, Vergara libero: “Atteggiamento collaborativo”

Il gip sostituisce i domiciliari con l'obbligo di dimora a Lecce, parere favorevole dei pm che ora chiedono di riascoltarlo. Nuovo interrogatorio anche per Screti. Consales in settimana potrebbe chiedere di essere ascoltato

BRINDISI – “Atteggiamento collaborativo” in altre parole ritorno in libertà per il commercialista di Lecce, Massimo Vergara, per il quale da oggi c’è solo l’obbligo di dimora nel comune di residenza: il professionista era ai domiciliari dal 6 febbraio scorso con l’accusa di corruzione in concorso con il suo ex datore di lavoro, Luca Screti, amministratore unico pro tempore della Nubile, e dell’ormai ex sindaco di Brindisi Mimmo Consales, entrambi ristretti nelle rispettive abitazioni, nell’ambito dell’inchiesta sull’affidamento in gestione dell’impianto di Cdr in favore della società brindisina.

Era accusato di aver consegnato denaro contante in buste chiuse, messo a disposizione di Screti in favore di Consales per il saldo delle pendenze debitorie che il primo cittadino aveva nei confronti di Equitalia per 315mila euro a titolo di mancati versamenti dei contributi previdenziali. La somma che per i pm sarebbe stata oggetto della corruzione è pari a 30mila euro, versata in sei tranche, la prima delle quali a qualche giorno di distanza dalla firma del contratto di affidamento della gestione dell’impianto di via per Pandi alla Nubile per 176.514.000 euro, per la durata di 15 anni.

Il gip Giuseppe LicciIl professionista originario del capoluogo salentino è stato rimesso in libertà nel primo pomeriggio di oggi, con provvedimento del gip Giuseppe Licci che aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare chiesta dai pm Savina Toscani e Giuseppe De Nozza, ravvisando gravi indizi di colpevolezza ed esigenze cautelari concrete e attuali, dalla reiterazione del reato al pericolo di inquinamento delle prove.

Tali rischi non sono più sussistenti con riferimento a Vergara perché secondo il gip l’indagato ha tenuto sin dall’inizio un “atteggiamento collaborativo”: è stato l’unico ad affrontare l’interrogatorio di garanzia, sottoponendosi al fuoco di fila delle domande non solo del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, ma degli stessi sostituti procuratori che ieri hanno espresso parere favorevole in ordine all’istanza di remissione in libertà presentata dai difensori del commercialista, Sabrina Conte e Carlo Viva, entrambi del Foro di Lecce.

L’unica limitazione alla libertà di Vergara è costituita dall’obbligo di dimora disposto dal gip in relazione alla continuazione dell’attività istruttoria perché è evidente che il lavoro degli inquirenti non è terminato. Anzi. Sono necessari ulteriori riscontri sulla base degli elementi che sarebbero stati forniti dallo stesso commercialista in sede di interrogatorio e sarebbe proprio questo il motivo per il quale i pm hanno chiesto un ulteriore ascolto del professionista.

Un secondo colloquio con i magistrati inquirenti sarebbe stato previsto anche per Screti, sempre all’esito delle dichiarazioni rese dall’imprenditore, l’unico a finire inizialmente in carcere. L’indagato se in un primo momento, come si ricorderà, decise di avvalersi della facoltà di non rispondere, a distanza di qualche ore, maturò la richiesta di essere ascoltato dai pm. E ottenne i domiciliari. E’ attualmente ristretto nella sua villa in regime di arresti domiciliari.

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlCosa abbia detto Screti è secretato, come è ovvio che sia, per ragioni di indagine, ma è ragionevole supporre che proprio in considerazione dell’attenuazione della misura cautelare, anche l’imprenditore abbia tenuto un atteggiamento collaborativo rispondendo alle domande, alla presenza del suo difensore, Vincenzo Farina. Allo stato, quindi, la corruzione contestata dalla Procura di Brindisi appare confermata e si scontra con il silenzio tenuto da Consales, per il quale non è stata depositata ancora alcuna richiesta dall’avvocato Massimo Manfreda.

A questo punto, alla luce degli ultimi avvenimenti e soprattutto del ritorno in libertà di Vergara, diventa più concreta l’ipotesi di una richiesta di ascolto anche per Consales a cui potrebbe fare seguito un patteggiamento, strada processuale che consentirebbe alla Procura di incassare il risultato e all’indagato di chiudere subito il conto con la giustizia, senza incorrere in eventuali costituzioni di parte civile. Resterebbe aperto il procedimento disciplinare che per il momento ha portato alla sospensione dall’ordine dei giornalisti, conseguenza diretta della custodia cautelare.

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