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Cade nel cimitero e chiede danni al Comune per 50mila euro

“Buca non visibile per colpa dell’Ente”. L’Amministrazione: "Responsabilità della ditta appaltatrice"

BRINDISI – L’ennesima richiesta di risarcimento danni, conseguenti a una caduta, arriva da una brindisina costretta a fare ricorso alle cure dei medici dell’ospedale sette anni fa, dopo essere inciampata in una buca mentre stava raggiungendo la cappella di famiglia, nel cimitero di Brindisi. Chiede 50mila euro al Comune.

Il risarcimento danni

L'ingresso posteriore del cimiteroL’istanza è stata notificata a Palazzo di città, in vista della prima udienza del processo che si svolgerà dinanzi al Tribunale civile di Brindisi il prossimo 10 giugno. La donna è rappresentata dagli avvocati Michele Buscicchio e Sabrina Maiellaro, secondo i quali la colpa della caduta è da imputare unicamente all’Amministrazione comunale, essendo responsabile della manutenzione delle strade. Anche dei vialetti che si trovano all’interno del cimitero.

Partendo da questo presupposto, i due avvocati hanno presentato il conto dei danni al Comune, arrivando alla somma di 49.678 euro e venti centesimi: è il risultato della valutazione in termini monetari delle lesioni personali certificate alla donna, come diretta conseguenza della caduta.

L’incidente

Nell’atto di citazioni i legali hanno ricostruito l’incidente avvenuto il 7 febbraio 2012, mentre la brindisina stava raggiungendo la cappella di famiglia: “Mentre camminava, in prossimità dell’edicola funeraria” di un altro nucleo familiare (del quale hanno indicato il cognome, ndr), “perdeva l’equilibrio cadendo rovinosamente per terra a causa dell’asfalto assolutamente dissestato che aveva creato una buca non visibile per le precedenti piogge abbondanti”.

E ancora: “Il manto stradale presentava delle buche nonché irregolarità e dislivelli non visibili e non prevedibili in quanto completamente coperti da acqua piovana e non segnalati”.

Il Comune

A Palazzo di città hanno deciso di costituirsi in giudizio con gli avvocati interni Monica Capena ed Emanuela Guarino, sostenendo che nulla può essere imputato al Comune di Brindisi perché responsabile della manutenzione è la ditta titolare dell’appalto. Per questo i legali hanno già fatto sapere di voler chiamare in causa la ditta “D.R Multiservice con sede a Guglionesi”, in provincia di Campobasso, “nella qualità di capogruppo in Ati (associazione temporanea d’impresa, ndr) con la Sanitaria servizi ambientali, mandante”.

La relazione dell’ufficio legale del Comune è riportata nel testo della delibera con cui la Giunta ha affidato incarico a Canepa e Guarino, su proposta dell’assessore titolare della delega al Contenzioso, Mauro Masiello.

Mauro Masiello-2Dalla documentazione raccolta negli uffici dl Comune, risulta che all’epoca della caduta, i “funzionari del settore Lavori Pubblici avevano eseguito un’ispezione tecnica all’interno del cimitero, nella parte d’ingresso invia Ticino, constatando la presenza di un lavoro stradale con uno scavo in trincea della lunghezza di circa 50 metri”. Lo scavo – si legge nella documentazione – era “sconosciuto all’ufficio non essendo mai stato autorizzato”.

Le altre richieste danno

Nella stessa seduta di Giunta, sono state decise le costituzioni in giudizio in altri tre processi relativi a richieste di risarcimento danno in conseguenza di cadute di pedoni: una si riferisce alla denuncia di una donna caduta “mentre transitava nella sede degli uffici comunali, percorrendo il corridoi interno che dal secondo livello con accesso da via Casimiro conduce alla rampa di scale che collega i due piani con accesso dal civico 19 di via Filomeno Consiglio”.

L’incidente è avvenuto il 3 ottobre dello scorso anno, a “causa della configurazione dello stato dei luoghi”. In questo caso non è stata indicata la somma chiesta a titolo di ristoro.

L’altro processo riguarda la richiesta di un brindisino caduto il 22 agosto 2018 in viale Aldo Moro, “a causa di un dissesto delle mattonelle del marciapiede”. L’ultimo per il quale è stata decisa la costituzione in giudizio, è relativo alla caduta lamentata da un brindisino in piazza Curtatone, il 28 febbraio 2018.

In tutti e tre i casi, il Comune sostiene che “manca il riscontro probatorio dell’effettiva verificazione del fatto lesivo”. In altre parole, non ci sono prove.

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