Cronaca

S.Pietro, corteo contro chiusura ospedale. L’Asl: "Diventerà una struttura efficiente”

"L'ospedale di San Pietro non è destinato a morire, non verranno messi i lucchetti ma diventerà una struttura in grado di affiancare il vicino ospedale Perrino e di soddisfare le esigenze del territorio

SAN PIETRO VERNOTICO – “L’ospedale di San Pietro non è destinato a morire, non verranno messi i lucchetti ma diventerà una struttura in grado di affiancare il vicino ospedale Perrino e di soddisfare le esigenze del territorio. Non ci sono (più, ndr) tutti i reparti e per questo non può rientrare nelle tre categorie previste dal ministero: primo livello, secondo livello e base. Ma questo non significa che non verrà più utilizzato, saranno potenziati alcuni servizi e ne nasceranno altri, tutto a vantaggio del territorio e dei cittadini. Ci sono già diversi progetti al vaglio”. E’ questo il commento del direttore generale dell’Asl di Brindisi, Giuseppe Pasqualone (foto a destra) riguardo al nuovo piano di riordino ospedaliero presentato il 19 febbraio scorso nella Commissione sanità del Consiglio regionale che, nel Brindisino, prevede la “chiusura” di tre ospedali su sei: San Pietro, Mesagne e Fasano.

Ma più che chiusura è una trasformazione, in realtà già avviata da qualche anno, da quanto afferma Pasqualone resteranno i reparti che già ci sono e ne verranno potenziati altri, tra cui senologia già dotata di un mammografo di ultimissima generazione. Prevista anche la riattivazione delle sale operatorie.Giuseppe Pasqualone-2-2-2

A San Pietro Vernotico, intanto, un comitato spontaneo di cittadini, ha organizzato una manifestazione “contro la chiusura dell’ospedale” che muoverà alle 16 da Piazza del Popolo fino a raggiungere la sede del Melli in via Lecce. Al corteo dovrebbe affiancarsi anche l’amministrazione comunale che nei giorni scorsi ha già tenuto alcuni incontri per discutere sulla questione ospedale. Da quanto spiega l’assessore ai Servizi sociali Francesco Civino, che di recente ha partecipato a un incontro con Pasqualone in una conferenza dei sindaci svoltasi a Palazzo Nervegna a Brindisi proprio sul piano di riordino ospedaliero, l’intento dell’amministrazione è di farlo diventare un ospedale di base: “E’ al confine tra due province, in una posizione strategica, cercheremo di capire come può tornare a essere un ospedale di base. Sono in programma diversi incontri”, ha spiegato Civino.

L’ospedale Ninetto Melli nacque per volontà di un sampietrano Federico Melli, che con testamento olografico donò al Comune di San Pietro Vernotico tutti i suoi beni, disponendo d'istituire con essi un ospedale "sia pur piccolo" intitolato a suo figlio Ninetto, scomparso prematuramente a soli 19 anni (nel 1926). Il Melli Accolse il primo paziente il 29 gennaio 1960. Altri benefattori che hanno contribuito allo sviluppo dell’ospedale sono: Pasquale De Marco e Antonietta Micali, vedova Valletta.

Una storia lunga 56 anni, quindi, quella del nosocomio sampietrano che oggi conta il reparto di Dialisi, Lungodegenza, Radiodiagnostica, Medicina Interna, Psichiatria, Geriatria, Pneumologia, oltre che la Farmacia, il laboratorio di analisi e il Pronto soccorso.

“La priorità, nel ridisegno complessivo della rete assistenziale sanitaria sul territorio di Brindisi, va riconosciuta alle strutture territoriali ed intermedie, ai Distretti Socio-Sanitari e alla loro integrazione con le attività ospedaliere – si legge su tuttosanità.it – si rende necessario procedere alla progressiva deospedalizzazione dei servizi investendo sul territorio: qui deve trovare soddisfazione la maggior parte della domanda di salute dei cittadini, in particolare per quanto riguarda le cure primarie, riservando all’ospedale il compito di gestire soprattutto le emergenze/urgenze, le acuzie e l’alta specializzazione”.

L'ospedale Perrino di Brindisi“I tre poli ospedalieri presenti sul territorio di competenza della Asl Br (Brindisi, Francavilla, Ostuni) si differenziano fra di loro per tipologia di azione e, in questo momento, sono tutti oggetto di interventi per la risoluzione dei problemi di riorganizzazione logistica, strutturale e messa in sicurezza. Tuttavia oggi si è obbligati a porre la dovuta attenzione anche alle fonti di finanziamento: la Asl Br destina l’80 per cento delle risorse economiche ai servizi ospedalieri, spesa che in gran parte viene assorbita dai laboratori di analisi e dai servizi di farmacia, mentre le disposizioni ministeriali assegnano all’assistenza ospedaliera il 40 per cento delle risorse complessive. Oggi il Ministero impone alle Regioni, e quindi alle Asl, di tenere i conti economici in equilibrio, e considerato che i nostri ospedali contribuiscono a produrre un disavanzo di bilancio, se non si interviene tempestivamente nel giro di quattro anni si corre il rischio di un commissariamento. La riorganizzazione dei servizi ospedalieri avrà anche ripercussione sulla gestione del personale: molti operatori dovranno accettare di lavorare in sedi diverse da quelle di assegnazione attuale a causa di accorpamenti o trasferimenti dei Servizi”.

E ancora “Gli Stabilimenti Ospedalieri di Fasano-Cisternino e San Pietro Vernotico verranno organizzati in strutture o servizi a supporto dei Presidi Ospedalieri, come potenziamento dei servizi territoriali esistenti o con l’apertura di nuovi. L’auspicio è che si arrivi a soluzioni condivise superando interessi campanilistici, con una percezione unitaria delle esigenze del territorio a garanzia del diritto alla salute. Un lavoro sinergico, quindi, perché quando ci si confronta su tematiche concrete e si lavora attraverso la condivisione di intenti è possibile portare a casa i risultati sperati”.

Inoltre superata la fase del riordino ospedaliero, come ha anche spiegato Pasqualone, si può partire con il piano di investimenti (programmazione 2014/2020) di Fondi europei (Fesr), di 404 milioni di euro, che permetterà alla Regione Puglia di sostenere il miglioramento e il potenziamento dei servizi di assistenza e cura extraospedalieri. Gli ospedali di Mesgane e Ceglie Messapica, per esempio, saranno trasformati in Presidi territoriali di assistenza (Pta), con investimenti rispettivamente di 8 e 7,5 milioni di euro. Nella Asl di Brindisi sono previsti 6 progetti.

“L’ospedale Perrino è saturo, non si può prevedere di aggiungere altri servizi per i cittadini e per questo verranno potenziate tutte le altre strutture ospedaliere, il Melli di San Pietro affiancherà il Perrino, passata la fase del riordino si partirà con i progetti”.

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