menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Furti ai bancomat con esplosione: undici indagati

Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata a furti: ruolo di promotori contestato a Giovanni Moro e Cosimo Iurlaro, sei restano a piede libero. Ricostruiti 20 colpi con la tecnica dell'esplosione tra le Marche e la Puglia per 700mila euro di bottino. Sospetti su azioni in gioiellerie e stazioni di servizio

BRINDISI – Si allargano le maglie dell’inchiesta Cash Point sui furti alle postazioni bancomat e postamat con la tecnica dell’esplosione e il numero degli indagati sale a undici: ci sono sei brindisini rimasti a piede libero, dopo l’arresto di Giovanni Moro, 45 anni, di Brindisi, finito in carcere l’altro ieri perché considerato il promotore del sodalizio assieme a Cosimo Iurlaro, 41, già arrestato con Vincenzo Schiena, 38, Omar Bianco,27, e Marco Santoro, 25, ai domiciliari con il braccialetto elettronico.

scena assalto bancomat1-2

Tutti sono accusati di aver costituito “un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di delitti contro il patrimonio ed, in particolare, di delitti di furto in danno di svariati istituti di credito, uffici postali ed esercizi commerciali (tra cui gioiellerie ed impianti di distribuzione di carburanti), commessi sin dal mese di gennaio 2016 nelle province di Ancona, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno, Bari, Brindisi, Taranto e Lecce, nell’ambito della quale gli indagati ricoprivano, a vario titolo, compiti organizzativi, logistici e operativi”.

Del gruppo che per il pm e il gip del Tribunale di Ancona sarebbe stato organizzato al punto da operare con una certa professionalità nell’uso di ossigeno e acetilene, avrebbero fatto parte altre persone con il ruolo di “partecipi”, la cui posizione è stata ritenuta di “minore rilevanza, motivo per il quale non è stata applicata alcuna misura cautelare: Cn nato e residente a Brindisi, 48 anni, agricoltore; Pa nato a Gallipoli, 60, residente a Matino, provincia di Lecce,  titolare di autodemolizione;  Das, nato a Fucecchio in provincia di Firenze, 45, residente a Porto Sant’Elpidio, pasticcere, incensurato, riconosciuto basista e procacciatore di appartamenti locali utilizzati come “covo” dalla banda; Dtc nato a Bari, 47,  residente a Modugno, titolare di autodemolizione e ricettatore di auto rubate; Am, nato e residente ad Ostuni, 29, commerciante; Ced, nato a Mesagne, 44, residente a Osimo, operaio, incensurato, basista.

Nell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo sono stati ricostruiti venti furti, tra azioni consumate e tentate,  per danni quantificati in almeno 700mila euro. Fonti di prova sono le immagini del sistema di videosorveglianza e le intercettazioni telefoniche e ambientali. Il primo furto è stato  tentato ai danni della Unicredit Banca di Polverigi, in provincia di Ancona, il 2 gennaio 2016; poi furto  tentato ai danni dell’Ufficio Postale di Treia, Macerata, il 14 febbraio 2016; il furto tentato ai danni della Veneto Banca di Monte San Giusto, Macerata, 19 febbraio 2016; il furto tentato ai danni della Banca delle Marche di Belforte del Chienti, sempre Macerata, il 29 febbraio 2016 e lo stesso giorno il furto ai danni della banca Monte dei Paschi di Siena di Monte Urano.

operazione Cashpoint 3-2

Sono stati contestati anche i seguenti furti: quello tentato ai danni della banca Monte dei Paschi di Siena di Corridonia il 5 marzo 2016; furto consumato ai danni dell’Ufficio Postale di Fermo, località Campiglione, il 22 marzo 2016; furto consumato ai danni dell’Ufficio Postale di Morrovalle il 5 aprile 2016; furto consumato ai danni della Banca Popolare di Ancona, filiale di Osimo, commesso il 9 aprile 2016. Ancora: furto tentato in danno del bancomat della Cassa di Risparmio di Loreto nel Centro Commerciale “Grotte Center” di Camerano, in provincia di Ancona, commesso in data 1 aprile 2016; furto tentato ai danni della Unicredit Banca di Castrignano de’ Greci nel Leccese commesso il 9 luglio 2016; furto consumato ai danni del distributore carburanti Q8 di Brindisi strada statale 7, commesso il 18 luglio 2016 e furto tentato ai danni del distributore carburanti Q8 di Grottaglie commesso il 25 luglio 2016 e furto tentato ai danni dell’Ufficio Postale di Scorrano nel Leccese commesso tra il 29 ed il 31 luglio 2016.

Secondo l’accusa sono riconducibili al sodalizio anche il furto ai danni del distributore carburanti Q8 di Grottaglie  commesso il primo agosto 2016; il furto tentato ai danni della Unicredit Banca di Calimera nel Leccese, commesso il 14 settembre 2016; il furto consumato ai danni della gioielleria “Preziosi d’Arte” di Guagnano provincia di Lecce il 19 settembre 2016; furto consumato ai danni della Banca Nazionale del Lavoro di Lizzano nel Tarantino commesso il 24 settembre 2016; furto tentato ai danni della Carifermo  di Recanati, località Villa Musone, il 25 settembre 2016 e il furto tentato ai danni della banca Monte dei Paschi di Siena di Monte Urano consumato il 25.09.2016. Per gli spostamenti il gruppo aveva la disponibilità di un'Audi blindata come ai tempi del contrabbando, del valore di 130mila euro, rubata a Porto Sant'Elpidio.

operazione Cashpoint 4-2

L’inchiesta prosegue per risalire agli autori di almeno altri venti furti avvenuti nello stesso periodo di tempo tra Marche e Puglia che per tecnica potrebbero essere riconducibili al sodalizio. Tra gli esercizi commerciali presi di mira, anche gioiellerie. Determinanti ai fini delle indagini sono le immagini registrate dalle telecamere dei sistemi di videosorveglianza.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Lutto per l'arcivescovo Satriano, è deceduta la mamma Giovanna

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento