Cronaca

Salvato dall'infarto: "Grazie al 118, ai rianimatori e all'equipe di cardiologia"

Nel Pronto soccorso dell'ospedale Ninetto Melli di San Pietro Vernotico, giovedì 4 giugno, è stata salvata una vita umana. Grazie alla professionalità delle equipe del Pronto soccorso e del 118 e, successivamente, ai rianimatori del Perrino di Brindisi e all'equipe di cardiologia

SAN PIETRO VERNOTICO – Ogni tanto, e per fortuna, arrivano casi di buona sanità dagli ospedali del Brindisino, episodi che fanno accendere la speranza che non sempre tutto è perduto e che la fiducia nella professionalità del personale sanitario non deve essere sottovalutata. E soprattutto che i presidi ospedalieri presenti nei Comuni del Brindisino devono essere potenziati e dotati di tutti gli strumenti e le attrezzature necessarie per affrontare il primo soccorso e non finire nelle liste dei centri in chiusura, come sta accadendo ormai da troppo tempo.

È accaduto che nel Pronto soccorso dell’ospedale Ninetto Melli di San Pietro Vernotico, giovedì 4 giugno, è stata salvata una vita umana. Grazie proprio alla professionalità delle equipe del Pronto soccorso e del 118 e, successivamente, ai rianimatori del Perrino di Brindisi e all’equipe di cardiologia. Grazie alla fiducia da parte dei famigliari del paziente riposta nel centro ospedaliero sanpietrano.

“Se avessero optato per portarlo a Brindisi o Lecce il paziente non sarebbe sopravvissuto, fondamentale è stato l’intervento immediato da parte del personale esperto in manovre di rianimazione che è stato effettuato dall’equipe del 118 di San Pietro Vernotico” è stato spiegato successivamente ai famigliari. E il ringraziamento arriva direttamente dal paziente riportato alla vita dopo essere stato colpito da un “brutto” infarto e aver perso i contatti col mondo per lunghissimi 25 minuti. Si tratta di un 53enne di San Pietro Vernotico, E.V. che dopo una settimana di ricovero in rianimazione e poi nel reparto di cardiologia, ieri, venerdì 12 giugno è tornato a casa.

La sua storia a lieto fine inizia quando nel pomeriggio di giovedì 4 giugno viene colpito da forti dolori al petto, il figlio lo porta in auto al Pronto soccorso del nosocomio sanpietrano, è cosciente ma proprio sotto gli occhi di medici e infermieri viene colpito da un “infarto del miocardio con fibrillazione ventricolare”. Va in arresto cardiaco, le sue condizioni sono critiche, il personale del 118 prende in mano la situazione, esegue ininterrottamente massaggi cardiaci alternati a scariche di defibrillatore, anche quando il paziente non da più segni di vita. Ma l’equipe medica non demorde e riesce a far respirare autonomamente il paziente. Nel frattempo ai famigliari era già stata data la notizia del decesso. Con pochissimo respiro, il battito ancora era assente, si decide di portarlo a Brindisi, durante il trasporto si presentano nuove crisi, si procede con il defibrillatore e si continua ininterrottamente a massaggiare, a turno, per non far mancare l’ossigeno alle vene. Il paziente torna in vita, giunge a Brindisi e viene consegnato ai rianimatori, inizia una nuova lotta contro il tempo, si presentano nuovi arresti cardiaci, viene sottoposto ad angioplastica e durante l’intervento va di nuovo in arresto cardiaco. A tarda notte esce dalla sala operatoria, le condizioni sono disperate ma stazionarie, poi avviene il miracolo. Il quadro clinico del paziente nelle ore e nei giorni successivi migliora a tal punto che nel giro di una settimana viene dimesso e torna a casa. E in quel momento ci si rende conto del grande “miracolo” ricevuto. Solo dopo si può affermare con certezza che a salvarlo è stata la tempestività e la bravura di chi si è occupato di lui in quelle interminabili ore in cui si erano quasi perse le speranze. 

“Un grazie va all’equipe medica del Pronto soccorso, il responsabile di turno era il dottor Renato Renna, all’equipe del 118, coordinata dal dottor Fernando Ciotta (infermiere Alessandro Tarantino, soccorritore Anna Maria D’Amato), al medico rianimatore del Perrino di Brindisi Pierpaolo Peluso, al direttore Franco Caputo, al cardiologo Giovanni Marilio e al direttore del reparto Gianfranco Ignone - spiega il paziente - a tutte queste persone voglio dire grazie, grazie per l’alta professionalità, la competenza e l’umanità dimostrata, grazie per l’attaccamento alla professione che svolgono e al rispetto per la vita. Senza la caparbietà e le capacità di queste persone, probabilmente ora non sarei qui a raccontare la mia esperienza. E a invitare chi di competenza a non sottovalutare i centri ospedalieri dei piccoli Comuni, San Pietro Vernotico raccoglie utenti anche da Cellino San Marco, San Donaci, Torchiarolo e Squinzano, tutti paesi che distano pochi chilometri dal Ninetto Melli, se non fossi stato affidato nelle mani del personale medico in servizio a San Pietro Vernotico non sarei arrivato vivo a Brindisi”.

Un ringraziamento arriva anche da un collega, cognato del 53enne salvato, il dottor Giovanni Greco, noto chirurgo che ha assistito personalmente a tutti gli interventi attuati: “In 40 anni di servizio non ho mai visto episodi di questo genere, il cuore di mio cognato aveva cessato di battere e non c’erano più speranze, se è tornato in vita è solo grazie a questi ragazzi, a questi medici così competenti all’alta professionalità delle equipe che hanno preso in carico il paziente, questi episodi devono farci capire che anche i piccoli ospedali hanno la loro funzione e che chi lavora in questi ambiti, dove si salva la vita alla gente, deve lavorare sempre con grande entusiasmo e impegno”.

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