Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca San Pietro Vernotico

Il comitato "Salviamo il Melli" non si ferma: "Pronti a rivolgerci al tribunale"

Oggi, venerdì 3 giugno, davanti alla sede del nosocomio sampietrano, un via Lecce, si è svolta l'ennesima protesta. Sono state raccolte firme contro la "chiusura", affissi manifesti e distribuito materiale informativo sulla situazione del Melli, un tempo uno dei migliori ospedali della Puglia

SAN PIETRO VERNOTICO – Dovrebbero fare una passeggiata tra i reparti ristrutturati e vuoti e tra quelli ancora esistenti, tra i pini secolari e il parco del reparto di psichiatria, tra le sale operatorie ristrutturate e chiuse, tra l’immenso e comodo reparto di Pneumologia coloro che vogliono capire perché il comitato “Salviamo l’ospedale Melli” di San Pietro Vernotico si sta battendo da mesi ormai contro la trasformazione del locale nosocomio in Pta “presidio territoriale di assistenza” per effetto del piano di riordino ospedaliero previsto dalla Regione Puglia, ancora in fase di approvazione. Ma che, secondo quanto ritengono i manifestanti, non prevede nulla di buono per il Melli. 

Oggi, venerdì 3 giugno, davanti alla sede del nosocomio sampietrano, un via Lecce, si è svolta l’ennesima protesta. Sono state raccolte protesta ospedale melli-2firme contro la “chiusura”, affissi manifesti e distribuito materiale informativo sulla situazione del Melli, un tempo uno dei migliori ospedali della Puglia, grande e accogliente, oggi ridotto a cinque reparti. La protesta è stata appoggiata da tutte le organizzazioni sindacali del territorio, non dai cittadini. L’affluenza, la vicinanza ai manifestanti che hanno presidiato l’ingresso sin dalle prime ore del giorno, è stata poca rispetto alle previsioni “Ci aspettavamo molta più gente, questo è un problema che riguarda tutti non solo i dipendenti – ha spiegato Patrizia Elia, una delle promotrici – stanno staccando a pezzi l’ospedale, togliendo reparti senza dare contemporaneamente delle soluzioni alternative. Ci ritroveremo con reparti chiusi e senza alcun tipo di assistenza al cittadino. Non si può programmare un riordino, prevedere la chiusura di reparti, trasferimenti di posti letto, senza dare alternative. È per questo che ci stiamo battendo. Il Pta, se fatto come si dovrebbe, potrebbe funzionare benissimo ma in Regione non sanno nemmeno che cos’è un Pta, stanno togliendo senza contestualmente dare, questo è inaccettabile”.

un momento per la firma-2Armati di megafono, fischietti, cartelloni e volantini hanno informato tutti coloro che nella mattinata di oggi si sono recati in ospedale per sottoporsi a visite mediche, o che semplicemente hanno attraversato quel tratto di via Lecce. Hanno raccolto le adesioni da parte di coloro che si oppongono alla scelta di trasformare l’ospedale Melli in qualcosa che ad oggi non è stato chiarito. “Siamo a oltre cinquemila firme, il sindaco ci aveva assicurato che le avrebbe portate in Regione ma da quanto sappiamo non sono nemmeno state protocollate. Lo faremo noi, porteremo noi nella sede della Regione Puglia le firme dei cittadini contrari a questo scempio. Quest’ospedale va potenziato non declassato. È una struttura sicura, progettata bene, a misura di paziente, con reparti spaziosi e comodi, immerso nel verde, facile da raggiungere, con tutto lo spazio che serve per l’assistenza al malato. Invece oggi abbiamo sale operatorie ristrutturate e chiuse senza nemmeno essere mai entrate in funzione, reparti nuovi di zecca e reparti completamente vuoti. Abbiamo visto chiudere reparti e servizi, pian piano negli anni, senza ricevere nulla in cambio. Non crediamo più nelle buone intenzioni di chi afferma che il Melli non sarà chiuso.

Alla manifestazione ha preso parte anche la deputata del pd Elisa Mariano, di San Pietro Vernotico, che si è soffermata a lungo con i in fila per la firma-2cittadini spiegando la sua posizione sulla questione. "Sono qui perché è mio dovere stare tra i miei cittadini ed ascoltare le loro richieste, per ringraziare il comitato della costante mobilitazione in difesa del nostro ospedale condotta con tanti sforzi e purtroppo in solitudine. Ma sono qui soprattutto perché non sono per nulla convinta delle scelte che si stanno facendo e soprattutto del modo con cui si stanno realizzando perché vengono calate dall'alto e senza alcun confronto. Nessuno che si sia degnato di venire qui a spiegarci se c'è ed in cosa consiste il progetto di riconversione del Melli. Io sono del parere che il nostro ospedale debba continuare a vivere, a svolgere una funzione, dove andranno a finire gli oltre 10mila accessi del Pronto soccorso di San Pietro? Graveranno su un Perrino già al collasso? I medici del Ps di San Pietro, peraltro, non si sposteranno al Perrino perché molti di loro sceglieranno di andare in pensione. Aggiungo che la delibera su emergenza/urgenza è stata sospesa e dovrà essere discussa. Perchè questa fretta? Non trovo giusto che si anticipino queste scelte utilizzando il piano estivo. E sul futuro del Melli daremo battaglia. Nessuno pretende l'impossibile, ma devono spiegarmi perché questo presidio non può rimanere accorpato al Perrino e continuare a svolgere prestazioni nell'ottica della continuità assistenziale".

Il comitato nato per la tutela dell'ospedale Melli di san Pietro non ha intenzione di mollare "Se nessuno vuole ascoltarci, muoversi e capire che questa struttura deve affiancare il Perrino con reparti adeguati intraprenderemo la strada legale, faremo valere le nostre ragioni davanti a un giudice. Certo è che ad oggi solo la Politica potrebbe mettersi di traverso a queste scelte ma probabilmente quest'argomento non sta a cuore di chi potrebbe ancora fare qualcosa", conclude Patrizia Elia. 

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