Cronaca San Pietro Vernotico

Mancano atti amministrativi, disposta chiusura del centro per i giovani

Disposta la chiusura con immediata riconsegna delle chiavi per mancanza di atti amministrativi, del centro che ospita la sede del progetto “Bollenti spiriti” di San Pietro Vernotico, precisamente l’ex asilo nido Carlo Collodi di via Cuneo, dove si svolgono diverse attività dedicate ai giovani

SAN PIETRO VERNOTICO – Disposta la chiusura con immediata riconsegna delle chiavi per mancanza di atti amministrativi, del centro che ospita la sede del progetto “Bollenti spiriti” di San Pietro Vernotico, precisamente l’ex asilo nido Carlo Collodi di via Cuneo, dove si svolgono diverse attività dedicate ai giovani. A renderlo noto, in una nota stampa, il consigliere di opposizione, avvocato Pasquale Rizzo, ex sindaco del comune di San Pietro Vernotico.

“Con pec del 30.10.2015 ho chiesto chiarimenti al funzionario responsabile sulla gestione della struttura Bollenti Spiriti sita in via Cuneo, in carico alla cooperativa "Il Girasole" dal momento che l’ultimo atto noto era la delibera della mia amministrazione del 6.5.2015 e successivo provvedimento del dirigente del 15.5.2015 che prorogava, in attesa di conoscere l’esito della gara, il servizio sino al 31.7.2015. Ritenevo infatti che l’utilizzo della struttura fosse abusivo ed illegittimo in assenza di atti ammnistrativi formali”. Dal giorno successivo al 31 luglio, secondo quanto spiega Rizzo, non esistono provvedimenti di proroga o di affidamento diretto che assegnano alla cooperativa in questione la gestione del centro. E dagli accertamenti eseguiti dal funzionario responsabile emerge proprio l’assenza di tutte le autorizzazioni, per svolgere attività nell’ex scuola di via Cuneo.

Il provvedimento che dispone la chiusura è stato emesso ieri, venerdì 6 novembre. Sarebbero a rischio, quindi, tutte le attività (Psicomotricità, informatica, arte, inglese, teatro, musica, canto, scrittura e lettura espressiva) avviate il mese scorso dedicate ai bambini delle scuole primarie che si svolgono il sabato, giorno di chiusura delle scuole nell’ambito del progetto “Non solo scuola”. Una situazione tutta a danno dei giovani e delle famiglie e di chi ha investito un questo progetto che secondo il consigliere di opposizione si sarebbe potuta evitare: “Era sufficiente deliberare una proroga del servizio entro il 31.7.2015, o prendere atto dei risultati della gara e contrattualizzare il rapporto”. 

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