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da www.quotidianopiemotese.it

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Vivo grazie a due carabinieri, li trova dopo 28 anni. Uno opera nel Brindisino

Non si è dato pace fino a quando non ha ritrovato chi il 16 dicembre del 1987 lo strappò alla morte da un incendio che aveva coinvolto la sua auto in seguito a un incidente stradale, poco prima che il serbatoio esplodesse. Si trattava di due carabinieri allora giovanissimi, 22 e 24 anni: il brigadiere Matteo Russo, in servizio a Mondovì e Carmelo Deviciente brigadiere e capo equipaggio al Nucleo operativo radiomobile della compagnia di San Vito dei Normanni

SAN VITO DEI NORMANNI– Non si è dato pace fino a quando non ha ritrovato chi il 16 dicembre del 1987 lo strappò alla morte da un incendio che aveva coinvolto la sua auto in seguito a un incidente stradale, poco prima che il serbatoio esplodesse, il cui bilancio fu di tre feriti gravi e un morto sul colpo. Si trattava di due carabinieri allora giovanissimi, 22 e 24 anni: il brigadiere Matteo Russo, in servizio a Mondovì e Carmelo Deviciente brigadiere e capo equipaggio al Nucleo operativo radiomobile della compagnia di San Vito dei Normanni. Protagonista dell'episodio, Mario Perla, dirigente Telecom in pensione, ora abitante a Boves. Dopo 28 anni ha riabbracciato Matteo Russo mentre Devicienti presto sarà a Cuneo per incontrarlo. Li ha ritrovati grazie ai social network e alla sua ostinazione nel voler abbracciare gli angeli che quel giorno gli salvarono la vita. Ci è riuscito grazie all’aiuto della terza figlia, nata dopo il tragico incidente.

Mario Perla sin da subito si è definito miracolato. L’incidente che ha rischiato di strapparlo per sempre all’affetto dei suoi cari si verificò lungo la strada che porta dal torinese nella Granda, nel comune di Carignano, in provincia di Torino. Ci fu uno scontro frontale tra due auto. Mario Perla perse conoscenza e rimase incastrato in un’auto che prese fuoco, le persone che accorsero sul luogo del sinistro chiamarono i carabinieri ma nessuno trovò il coraggio di intervenire. I rischi di rimanere coinvolti in un’esplosione erano troppo alti per tutti. Giunse una pattuglia della stazione carabinieri di Carignano: c’erano due giovanissimi militari che, intuita la gravità della situazione non persero un solo istante per intervenire. Divelsero la portiera dell’auto in fiamme con altri rottami presenti ed estrassero il ferito privo di sensi, mentre lo trascinavano lontano dal rogo ci fu l’esplosione del serbatoio, i due con il ferito fecero giusto in tempo a gettarsi in una scarpata, si salvarono per miracolo.

Per il loro gesto di eroismo i due militari vennero insigniti della medaglia di bronzo al valor civile con questa motivazione: “intervenuto unitamente a parigrado a seguito di grave incidente stradale, con fredda determinazione e cosciente sprezzo del pericolo, non esitava a forzare la portiera di una vettura in fiamme, riuscendo a trarre in salvo una persona priva di sensi rimastavi imprigionata all’interno” . La persona tratta in salvo, all’epoca impiegato della Sip e poi dirigente Telecom, però non si è mai persa d’animo, ha cercato a lungo chi la salvò e solo pochi mesi fa è riuscita a trovare i suoi angeli custodi in divisa. Ed uno di essi è finito proprio nel Brindisino.

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