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Foto di Paolo Patruno

Foto di Paolo Patruno

Save the Children: “Italia paese vietato ai minori”. Dati allarmanti in Puglia

Da un rapporto dell'organizzazione internazionale emerge che in Puglia più di 1 bambino su 10 vive in povertà assoluta

In Puglia più di un bambino su 10 vive in povertà assoluta. La Puglia, dopo Campania, Sicilia e Calabria, è la regione con il tasso più alto di povertà educativa, dove quasi 6 giovani su 10 non leggono libri e 4 su 10 non hanno fatto sport, più di 3 su 10 non usano internet e quasi due su 10 abbandonano la scuola. In Puglia il 26% di 15enni svantaggiati riesce ad attivare percorsi di resilienza e a emanciparsi dalle condizioni delle famiglie, quasi la metà della 
Lombardia (46%).

"Illuminiamo il futuro"

Questa è la drammatica realtà che emerge dal rapporto di Save the Children ““Nuotare contro corrente. Povertà educativa e resilienza in Italia”, nell’ambito della campagna “IIluminiamo il futuro”, lanciata oggi per contrastare la povertà educativa. L’organizzazione internazionale, presente nella realtà brindisina con il Punto Luce al rione Perrino, attiva dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro, ha avviato avvia la petizione on line su www.illuminiamoilfuturo.it per chiedere il recupero di tanti spazi pubblici in stato di abbandono e degrado su tutto il territorio nazionale da destinare ad attività extrascolastiche gratuite per i bambini. 

Alla mobilitazione, accompagnata sui social dall’hashtag #italiavietatAiminori, si legano 10 luoghi simbolici vietati ai minori in Italia. Dal 14 maggio, anche in Puglia, parte una settimana di mobilitazione con centinaia di eventi in tutto il Paese, in cui sono coinvolte realtà locali, associazioni, scuole, enti e istituzioni culturali.

Dai dati, del resto, si evince che l’Italia è un Paese vietato ai minori. Basti pensare che quasi 1 milione e trecentomila bambini e ragazzi– il 12,5% del totale, più di 1 su 10 – vivono in povertà assoluta. In questo contesto difficile per i ragazzi, la Puglia si colloca al quarto posto nella triste classifica stilata sulla base dell’indice di povertà educativa (Nella foto in basso, una stanza del Punto Luce di Brindisi). 

Il Punto luce di via Adige-5

In Puglia, infatti, quasi 6 ragazzi su 10 non leggono un libro, più di 3 su 10 (quasi il 31%) non usano internet e circa il 17% abbandona la scuola, terza percentuale più alta dopo Sicilia, Sardegna e Campania.  L’Italia è un Paese “dove i minori non riescono a emanciparsi dalle condizioni di disagio delle loro famiglie – si legge nel rapporto - e non hanno opportunità educative e spazi per svolgere attività sportive, artistiche e culturali, sebbene siano moltissimi i luoghi abbandonati e inutilizzati che potrebbero invece essere restituiti ai bambini per favorire l’attivazione di percorsi di resilienza, grazie ai quali potrebbero di fatto raddoppiare la possibilità di migliorare le proprie competenze”. 

“Un Paese - si legge ancora nel rapporto - dove i quindicenni che vivono in famiglie disagiate hanno quasi 5 volte in più la probabilità di non superare il livello minimo di competenze sia in matematica che in lettura rispetto ai loro coetanei che vivono in famiglie più benestanti (24% contro 5%). Tuttavia, tra questi minori, spicca una quota di ‘resilienti’, ragazzi e ragazze che raggiungono ottimi livelli di apprendimento anche provenendo da famiglie in gravi condizioni di disagio”. 

L’Italia, tra i Paesi europei, è quello dove i processi di resilienza sono meno sviluppati e tra le regioni italiane la Puglia ha il 26% di minori resilienti di 15 anni, che provengono da famiglie svantaggiate dal punto di vista socio-economico, ovvero che riescono a superare ostacoli e difficoltà e a raggiungere le competenze minime sia in matematica sia in lettura. Percentuale in linea con quella nazionale, la migliore tra le regioni del Sud, ma quasi la metà della virtuosa Lombardia (46%). 

La povertà educativa

Per quanto riguarda la partecipazione dei minori alle attività culturali e ricreative, l’IPE ci dice che più della metà dei ragazzi in Italia (52,8%) non legge libri (quasi il 60% in Puglia); quasi il 43% non fa sport e quasi 1 su 3, 29%, non naviga su internet (in Puglia è quasi il 31%). E, ancora, quasi 7 su 10 non vanno a teatro (69% a livello nazionale, quasi il 71% in Puglia) o non visitano siti archeologici (69% in Italia, 75% nella regione); quasi 8 su 10 (77% a livello nazionale, 79% in Puglia) non vanno a concerti e più della metà (55%) non visitano mostre o musei (quasi 70% in Puglia). Dati che, a livello regionale, confermano come le regioni in cima alla classifica IPE siano anche quelle dove l’offerta di attività culturali e ricreative sia più bassa . 

Nuotare contro corrente: bambini e ragazzi resilienti

Oggi, in Italia, il 23% degli alunni di 15 anni non raggiunge i livelli minimi di competenze in matematica, ovvero non è in grado di utilizzare dati e formule per comprendere la realtà esterna, mentre il 21% non riesce a interpretare correttamente il significato di un testo appena letto, non raggiungendo pertanto le competenze minime in lettura . Nella maggior parte dei casi, come emerge dal rapporto “Nuotare contro corrente”, si tratta di ragazzi che vivono in contesti svantaggiati. I minori che vivono in famiglie con un più basso livello socio-economico e culturale (pari a 34.000 ragazzi che rappresentano il 25% del totale degli alunni 15enni iscritti a scuola nel 2015) hanno infatti quasi 5 volte in più la probabilità di non raggiungere le competenze minime sia in matematica che in lettura rispetto ai coetanei che provengono dalle famiglie più agiate (24% contro 5%) . 

Nel corso del tempo, il numero di minori resilienti in Italia ha fatto registrare un significativo aumento soprattutto tra il 2006 e il 2012, passando dal 17% al 28%, per poi contrarsi sino all’attuale 26% ; mentre per quanto riguarda le differenze regionali emerge che le percentuali più alte si registrano soprattutto al nord, calando notevolmente nelle regioni meridionali dove bambini e ragazzi hanno meno opportunità di emanciparsi dalle condizioni familiari di partenza. A eccezione della Liguria, infatti, nelle regioni del nord più di 1 minore su 3 é resiliente, con punte del 45% in Veneto e 46% in Lombardia; al centro tale percentuale si attesta tra il 20% e il 30% mentre al sud e nelle isole cala sotto la soglia del 20%, con Calabria e Sicilia in fondo alla classifica (rispettivamente al 12% e 14%), e la Puglia che si attesta al 26% . Se ai livelli minimi in matematica e lettura si aggiungono anche quelli in scienze, la percentuale di quindicenni resilienti in Italia si abbassa al 20%, percentuale tra le più basse in Europa, migliore solo rispetto a Lituania (19%), Malta (18%), Lussemburgo (17%), Slovacchia (16%), Grecia (15%), Ungheria (14%), Bulgaria (9%) e al fanalino di coda Romania (6%) . 
   

Gli interventi di Save the Children per contrastare la povertà educativa

Dall’avvio della campagna Illuminiamo il futuro, nel maggio 2014, Save the Children ha attivato su tutto il territorio nazionale 23 Punti Luce, spazi ad alta densità educativa, che sorgono nei quartieri e nelle periferie maggiormente svantaggiate delle città, per offrire opportunità formative ed educative gratuite a bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni. Attualmente la rete dei Punti Luce di Save the Children copre 18 comuni e 13 regioni, da nord al sud del Paese. In Puglia ce ne sono due, a Bari e a Brindisi, attivati in partnership rispettivamente con Associazione di promozione sociale Mama happy e Uisp Comitato provinciale di Brindisi, dove finora oltre 2.100 bambini e ragazzi hanno usufruito delle diverse attività, tra cui sostegno allo studio, laboratori artistici e musicali, promozione della lettura, accesso alle nuove tecnologie, gioco e attività motorie.

Negli spazi si offrono inoltre consulenze legali, psicologiche, pediatriche e di supporto alla genitorialità ai genitori o alle figure adulte di riferimento dei bambini, con più di 400 genitori coinvolti nei Punti Luce pugliesi nel solo 2017. Dall’inizio della campagna sono state infine assegnate ai bambini e ai ragazzi pugliesi oltre 160 doti educative, ovvero piani formativi personalizzati per bambini e adolescenti che vivono in condizioni certificate di disagio economico, che prevedono, tra gli altri, un contributo economico per l’acquisto di libri e kit scolastici, l’iscrizione a un corso sportivo o musicale, la partecipazione a un campo estivo e altre attività educative alle quali i minori si mostrano particolarmente inclini. 
  

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