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Un'immagine della conferenza stampa del blitz Die Hard e in basso il pentito Ercole Penna

Un'immagine della conferenza stampa del blitz Die Hard e in basso il pentito Ercole Penna

“Scu dura a morire”: sei brindisini condannati anche in appello

Assolti Tobia Parisi e Ivan Carriero dall'accusa di tentata estorsione mafiosa a Devicienti, a sua volta imputato per usura. Il pg aveva chiesto 7 anni e mezzo per il primo. Il processo deriva dalle dichiarazioni del pentito Ercole Penna che in questo procedimento è libero: pena ridotta di 11 mesi. Gli arresti della Mobile il 9 maggio 2012

BRINDISI – “Duri a morire” quelli della Sacra Corona Unita: sei brindisini sono stati condannati anche in Appello dopo l’inchiesta sull’esistenza dell’associazione di stampo mafioso dal 2005 al 2012, sulla base delle dichiarazioni in veste di “pentito” rese da Ercole Penna ai magistrati della Dda di Lecce e raccolte sotto la voce “Die hard”, nome del blitz datato 9 maggio 2012.

Ercole PennaLa Corte d’appello di Lecce nel tardo pomeriggio di oggi, dopo quasi quattro ore di Camera di Consiglio, ha condannato lo stesso Penna per l’appartenenza al sodalizio, riconoscendogli una riduzione della pena, in continuazione, pari a undici mesi da applicare ai quattro anni di reclusione inflitti in primo grado.

Condanna per Francesco Gravina, detto Chicco Pizzaleo, a 12 anni e cinque mesi, un mese in meno rispetto alla sentenza di primo grado,  è lo zio del pentito Francesco Gravina alias il Gabibbo, al quale nel processo d’appello con rito abbreviato sono stati inflitti 5 anni e quattro mesi rispetto ai dieci decisi dal gup. Conferma della condanna per Vincenzo Solazzo a 11 anni e sei mesi.

La sentenza d’appello ha invece portato a una riforma delle conclusioni per due imputati: Tobia Parisi e Ivan Carriero, assolti entrambi dall’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, ai danni dell’imprenditore Luigi Devicienti, il quale nel frattempo è finito a sua volta sotto processo per usura a conclusione delle indagini nate dalla denuncia dell’ex consigliere regionale Danilo Crastolla.

Tobia ParisiPer Parisi, la Corte in ragione dell’assoluzione perché “il fatto non sussiste” ha disposto l’immediata liberazione, se non detenuto per altra causa, ma l’imputato è stato arrestato lo scorso 23 febbraio, in esecuzione di un’ordinanza di custodia in carcere, nel blitz The Beginners con l’accusa di estorsione per la gestione dei parcheggi delle discoteche della provincia di Brindisi. Parisi, presente al momento della lettera del dispositivo della sentenza, in primo grado era stato condannato a sette anni e sei mesi in primo grado, pena invocata dal procuratore generale a conclusione della requisitoria.

Per Ivan Carriero, l’assoluzione dalla tentata estorsione ai danni di Devicienti ha portato a una rideterminazione della pena che da quella inflitta in primo grado pari a sette anni è scesa a cinque anni, perché la Corte ha affermato l’appartenenza al sodalizio.

Confermata la condanna per  Vincenzo Solazzo, pena pari a11 anni e sei mesi. Pena rideterminata per Giuseppe Stranieri, l’unico per il quale il pg aveva chiesto l’assoluzione a fronte della condanna in primo grado a cinque anni, con esclusione della partecipazione al sodalizio di stampo mafioso: la Corte lo ha condannato a tre anni e sei mesi. Per l’imputato  Vito Stano, nel frattempo deceduto, condannato dal Tribunale alla pena di 15 anni e nove mesi, è arrivata la dichiarazione di non doversi procedere per morte del reo. Parte civile è il Comune di Mesagne con richiesta di risarcimento dei danni. Le motivazioni saranno depositate nel termine di novanta giorni.

Massimo PasimeniAl momento l’unico ad essere stato assolto, in via definitiva, è Massimo Pasimeni, alias Piccole dente, detenuto per altro, difeso dagli avvocati Marcello Falcone e Rosanna Saracino: è fuori dopo aver scelto l’abbreviato, con sentenza non impugnata dal pm della Dda, ma nel frattempo è stato condannato a tre ergastoli, uno dei quali per l’omicidio di Giancarlo Salati che pende in Cassazione. 

Secondo l’accusa mossa alla base dell’inchiesta chiamata Die Hard, i componenti dell’associazione avrebbero commesso una “serie indeterminata di reati con particolare riferimento al traffico di sostanze stupefacenti, alle estorsioni, al gioco d’azzardo e al controllo delle attività criminali”.

“In virtù di un capillare controllo del territorio, della disponibilità di armi e di notevoli quantità di denaro, della saldezza e della stabilità del vincolo tra gli associati, il sodalizio si avvaleva della forza intimidatoria derivante tra l’altro dal ruolo di Penna e Daniele Vicientino quali successori di Antonio Vitale nella posizione di vertice”, è scritto nel capo di imputazione che riprende quanto contestato nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita dagli agenti della Squadra Mobile il 9 maggio 2012.

Nel collegio difensivo ci sono gli avvocati Rosanna Saracino, Marcello Falcone, Ladislao Massari, Giancarlo Camassa, Raffaele Missere e Pasquale Annicchiarico.

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