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Cronaca

Scu e traffico di droga: 53 brindisini condannati e quattro assoluzioni

Venticinque anni di reclusione a Carlo Solazzo, ritenuto a capo del sodalizio mafioso: è accusato in altro processo dell’omicidio Presta

BRINDISI – Prima sentenza dopo la conclusione dell’inchiesta Omega bis della Dda di Lecce sulla presunta esistenza di una frangia della Sacra Corona Unita nella zona a Sud di Brindisi, attiva nel traffico di droga. In 53 sono stati condannati, quattro gli assolti. Le pene più severe sono state inflitte ai brindisini ritenuti a capo del sodalizio di stampo mafioso, a partire da Carlo Solazzo, condannato a 25 anni; e dal fratello  Pietro 24 anni e due mesi.

La sentenza

Carlo Solazzo-2Il dispositivo attiene alle posizioni degli imputati che hanno scelto il processo con rito abbreviato, dopo il rinvio a giudizio, di conseguenza le pene determinate dal gup Carlo Cazzella sono state ridotte nella misura di un terzo. Carlo Solazzo (nella foto accanto) è anche imputato nel processo dinanzi alla Corte d’Assise del Tribunale di Brindisi per l’omicidio di Antonio Presta, esecuzione considerata dai pm della Dda di stampo mafioso e premeditato. Il fatto di sangue avvenne a San Donaci, comune di residenza della vittima, il 5 settembre 2012.

Il gup ha riconosciuto la tesi del pool Antimafia di Lecce dichiarando colpevoli del reato associativo di stampo mafioso, oltre ai due fratelli Solazzo, Pietro Soleti, Benito Clemente, Floriano Chirivì, Vito Conversano, Massimiliano Pagliara, Daniele D’Amato, Claudio Bagordo, Gabriele Leuzzi, Gabriele Cucci, Daniele Rizzo, Luca Goffredo, Giuseppe Chiriatti, Cosimo Perrone, Giordano Giuseppe, Cosimo Mazzotta, Giuseppe D’Errico e Cosimo Fullone.

Le condanne

Salvatore Arseni, 43 anni, di San Pietro Vernotico, condannato a sei anni e otto mesi più 30mila euro, richiesta di condanna a dieci anni di reclusione; Claudio Bagordo, 44 anni, di San Pietro Vernotico, sette anni, dieci mesi e venti giorni, a fronte di una richiesta di condanna a 20 anni; Vito Braccio, 35 anni, di Mesagne, sei anni e dieci mesi più 32mila euro, richiesta dieci anni; Cristian Cagnazzo, 39 anni, di Copertino (Lecce), quattro anni e due mesi più 18mila, richiesta di otto anni; Gianni Caputo, 24 anni, di San Pietro Vernotico, sei mesi e mille euro, richiesta un anno e sei mesi; Giuseppe Chiriatti, 28 anni, di Mesagne, sei anni, due mesi e venti giorni, richiesta sette anni; Oronzo Chiriatti, 30 anni, di San Pietro Vernotico, sei anni, otto mesi e 30mila euro, richiesta di otto anni;  Floriano Chirivì, 36 anni, di Mesagne, sei anni, due mesi e venti giorni, richiesta 20 anni; Benito Clemente, 38 anni, di San Pietro Vernotico, 20 anni e dieci mesi, richiesta venti anni (nella foto);  Vito Conversano, 46 anni, di San Donaci, sette anni, richiesta sei anni; Antonio Corbascio, 44 anni, di San Donaci.

Benito Clemente-2Sono stati condannati anche: Giuseppe Cortese, 28 anni, di San Pietro Vernotico, quattro anni, due mesi e 18mila euro di multa, richiesta nove anni; Cucci Gabriele, 27 anni, di San Pietro Vernotico, quattro anni e otto mesi, richiesta sette anni; Daniele D’Amato detto “Cacanachi”, 39 anni, di San Donaci, cinque anni, sei mesi e 26mila, richiesta 15 anni;  Giuseppe D’Errico, 35 anni, di Mesagne, sei anni, richiesta 16 anni;

Processo abbreviato e condanne  per: Antonio Francesco De Luca, detto "ticitone", 26 anni, di San Pietro Vernotico, quattro anni e due mesi più 18mila euro, richiesta otto anni;  Saverio Elia, 39 anni, di San Pietro Vernotico, quattro anni e quattro mesi più 18mila, richiesta 10 anni;  Marco Ferulli, 44 anni, originario di Catania ma residente a San Pietro, sette anni, un mese e dieci giorni, richiesta 12 anni;  Francesco Francavilla, 37 anni, di San Pietro Vernotico, sei anni, due mesi e 28mila euro, richiesta otto anni;  Cosimo Fullone, 40 anni, di Mesagne, sei anni e quattro mesi più 28mila, richiesta 12 anni;  Cristian Gennari, 30 anni, di Mesagne, nove anni e quattro mesi, richiesta 12 anni; Francesco Giannotti, 30 anni, di Mesagne, quattro anni e due mesi più 18mila euro, richiesta otto anni;  Giuseppe Giordano, 46 anni, di San Pietro Vernotico, sei anni, due mesi e venti giorni, richiesta sette anni.

Condannati anche:  Davide Goffredo, 36 anni, di San Pietro Vernotico, quattro anni, due mesi e 18mila euro, richiesta otto anni di reclusione;  Luca Goffredo, 38 anni, di San Pietro Vernotico, sei anni, due mesi e venti giorni, richiesta sette anni;  Paolo Golia, 34 anni, di San Pietro Vernotico, quattro anni più 18mila, richiesta  sei anni; Hajdari Gennaro, 34 anni, di Palermo, un anno e sei mesi più quattromila euro di multa, richiesta undici anni; Stefano Immorlano, 36 anni, di Campi Salentina, quattro anni, due mesi e 18mila euro, richiesta otto anni;  Fausto Lamberti, 38 anni, di Campi Salentina, sei anni e dieci mesi, richiesta nove anni;  Gabriele Leuzzi, 38 anni, di Campi Salentina, quattro anni e otto mesi, richiesta sette anni;  Cosimo Mazzotta, 54 anni, di Cellino San Marco, sette anni, nove mesi e dieci giorni, richiesta sette anni.

Giuseppe Perrone-3Abbreviato, inoltre, e condanne:  Umberto Nicoletti, 40 anni, di Lecce, sei anni, dieci mesi e 32mila euro, richiesta di pena a dieci anni;  Massimiliano Pagliara, 40 anni, di San Pietro Vernotico, nove anni e quattro mesi, richiesta 12 anni;  Marco Pecoraro, 37 anni, residente in Germania, venti anni, dieci mesi e venti giorni, richiesta 20 anni;  Cosimo Perrone, 34 anni, di San Pietro Vernotico, sei anni, due mesi e venti giorni, richiesta sette anni (nella foto);  Giuseppe Perrone detto “Barabba”, 45 anni, di San Pietro Vernotico, undici anni e sei mesi, richiesta 12 anni;  Gianluca Re, 38 anni, nato in Germania, otto mesi con sospensione della pena e 1.200 euro, richiesta nove anni; Raffaele Renna, 48 anni, nato a Mesagne, detto Puffo, sei anni e otto mesi più 30mila euro, richiesta sei anni più 30mila euro di multa; Daniele Rizzo, 40 anni, di San Pietro Vernotico, sette anni, nove mesi e dieci giorni, richiesta sei anni.

Il Tribunale ha condannato anche: Giuseppe Saponaro, 35 anni, di Mennigen (Germania), cquattro anni e 18mila euro, richiesta cinque anni e sei mesi;  Antonio Saracino, 41 anni, di Mesagne, 20 anni e quattro mesi, richiesta venti anni;  Valtere Scalinci, 42 anni, di Albstad-Ebingen (Gernamia), quattro anni e due mesi più 18mila euro, richiesta otto anni; Carlo Solazzo, 41 anni, di San Pietro Vernotico, 25 anni e quattro mesi, richiesta 20 anni di reclusione;  Pietro Solazzo, 38 anni, San Pietro, 24 anni e due mesi, richiesta 20 anni (nella foto);  Pietro Soleti, 52 anni, sette anni, nove mesi e dieci giorni, di San Pietro Vernotico, richiesta venti anni;  Nicola Taurino, 25 anni, di San Pietro Vernotico, un anno, sei mesi e quattromila euro, richiesta dieci anni;  Andrea Vacca, 42 anni, di San Pietro Vernotico, sei anni e dieci mesi, richiesta dieci anni;  Cosimo Vitale, 28 anni di Campi Salentina, sette anni e due mesi, richiesta 12 anni; Giuseppe Pantaleo Filieri, un anno, quattro mesi e quattromila euro con sospensione della pena

Pietro SolazzoCondannati, infine: Leonarda Greco  alla pena due anni e quattro mesi più 800 euro, Roberto Longo, 50 anni, di Nardò, un anno e quattro mesi più quattromila euro; Giuseppe Luigi Screti, 30 anni, di Mesagne, due anni e 600 euro; Francesco Trinchera, 44 anni, di Nardò, un anno e quattro mesi più quattromila euro di multa.

Assoluzioni

Assoluzione per non aver commesso il fatto per: Onofrio Corbascio, 49 anni, di San Donaci, per il quale il pm aveva chiesto sei anni con l’accusa di aver fatto parte dell’associazione mafiosa; Antonio Corbascio, per il quale c’era stata richiesta identica  e Saverio Rizzo, 51 anni, di Cellino San Marco, richiesta di sette anni. Il Tribunale ha assolto, infine, Gabriele Salvatore Ingusci, per il quale era stati invocati otto anni.

Le motivazioni saranno depositate fra 90 giorni. Il Tribunale ha dichiarato la sospensione dei termini di durata della custodia cautelare.

Le condanne riguardano la maggior parte degli imputati quali arrestati il 20 settembre 2017, dopo l’annullamento della prima ordinanza di custodia cautelare dal Tribunale del Riesame di Lecce in accoglimento dei ricorsi dei difensori per difetto di motivazione autonoma da parte del gip che firmò il provvedimento eseguito nel mese di dicembre 2016. Le scarcerazioni, avvennero il successivo gennaio. Sulla remissione in libertà venne disposta un’ispezione ministeriale.

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